Plumcake con noci e mele

Plumcake con noci e mele

Plumcake con noci e mele

Un’ idea per una colazione sostanziosa, ma salutare, un dessert rustico o una merenda saziante? Ecco la ricetta per un mega plumcake da 1 kg, senza zucchero aggiunto, ma solo con quello della frutta (mele, noci, mandorle). Ne basta una fetta larga 3 – 4 cm per ottenere 8 – 9 porzioni. Lo stampo utilizzato è lungo 30 cm.

Ingredienti: 

150 gr di farina di grano saraceno, 150 gr di mandorle non pelate e tritate finemente (nel mixer), 3 mele, 150 gr noci già sgusciate, la scorza di 2 limoni non trattati,  1 uovo, 2 cucchiai di cacao amaro, cannella in polvere, 1 pizzico di sale, 1 panetto di lievito (25 gr), acqua tiepida.

Preparazione: 

Plumcake da 1 kg

Plumcake da 1 kg

Lavare e sbucciare 2 mele. Ridurle a cubetti piccoli. Farle macerare nel succo di mezzo limone, spolverizzate con poca cannella, oppure abbondante, mischiata a noce moscata o altre spezie (ad. es. zenzero), secondo i gusti personali. Riporre in frigo. In una terrina capiente versare la farina di grano saraceno e quella ottenuta dalle mandorle tritate. Mescolare. Aggiungere 1 mela grattugiata, l’uovo intero, il sale, la scorza di 2 limoni tritata finemente, le mele a cubetti e le noci spezzettate grossolanamente, tenendone da parte alcune. Mescolare sempre mentre si aggiungono i vari ingredienti.

Sbriciolare il lievito (tenerlo a temperatura ambiente prima dell’utilizzo) nell’impasto e iniziare ad aggiungere acqua tiepida poco alla volta fino ad ottenere un impasto cremoso, piuttosto solido.

Foderare lo stampo con carta da forno bagnata e strizzata, adagiare sul fondo qualche noce intera e versare l’impasto. Livellarlo con un cucchiaio e infornare.

Si cuoce in forno preriscaldato per 30 min. a 240° (forno a gas) e successivi 30 minuti a 200°, tenendolo sollevato dalla piastra con una griglia o altro supporto.

A fine cottura lasciare intiepidire un pò, quindi sollevarlo dallo stampo e adagiarlo su un vassoio. Precedere a staccarlo dalla carta da forno. Se la cottura è andata a buon fine, si staccherà facilmente.

Far raffreddare del tutto e tagliare a fette non troppo sottili. Servire e gustare al momento oppure conservare il plumcake intero in un contenitore ermetico per 2 o 3 gg.

Sformato di zucchine, tonno, ricotta e noci

Sformato di zucchine, tonno, ricotta e noci

Sformato di zucchine, tonno, ricotta e noci

Ideale come antipasto o piatto unico, questo sformato è molto semplice da preparare. Ecco la ricetta.

Ingredienti per uno stampo da plumcake lungo 30 cm:

350 gr zucchine tagliate a fettine sottili, per la lunghezza (si intende il peso finale, dopo averle lavate e private delle estremità)

370 gr circa di ricotta magra, fresca

250 gr di tonno all’olio di oliva (si intende il peso già sgocciolato)

2 uova

50 gr di grana padano grattugiato

200 ml panna di soia

100 gr noci spezzettate

olio di oliva extra vergine, sale, pepe, noce moscata, 1 o 2 rametti di origano

Preparazione

Base dello sformato

Base dello sformato

Cuocere le fettine di zucchine per 3-4 minuti in acqua salata. Scolare e adagiare su fogli di carta da cucina.

Spolverizzare con poco pepe e origano.

In un pentolino, versare la panna di soia e aggiungere le noci, 1 cucchiaio di olio di oliva, un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Cuocere per pochi minuti e far raffreddare.

In una terrina grande, unire la ricotta, il tonno, le uova intere e il grana. Spolverizzare con noce moscata e pepe. Mescolare bene.

Foderare lo stampo con carta da forno e disporre le fettine di zucchine, coprendole con la salsa, alternando i vari strati.

Ultimare con uno strato di zucchine da ricoprire con la panna di soia e noci.

Cottura

In forno (a gas) caldo per 30 minuti a 200° e successivamente per 15 minuti a 160°.

Sfornare e far intiepidire, quindi capovolgere lo stampo su un piatto o vassoio.

Far raffreddare completamente lo sformato su un piano leggermente inclinato per eliminare i liquidi di cottura ed ottenere una consistenza più asciutta. Decorare con le noci.

Tagliare a fette e servire.

 

Poesie Zen – Hakuyo

MONTE

Sopra il picco una distesa di nuvole,

Il fiume è freddo alla sua sorgente,

Se vuoi vedere,

Scala la cima del monte.

 

Poesie Zen – Seiken-Chiu

STRADA

Per vent’anni pellegrino

Spostandomi ad est, ad ovest.

Tornato a Seken

Non mi sono mosso d’un pollice.

 

Torta di ricotta, pere e mele (con farina di grano saraceno)

Torta di mele, pere e ricotta

Torta di mele, pere e ricotta

Chi si è cimentato, ha potuto constatare quanto non sia facile lavorare la farina di grano saraceno senza aggiungerla ad altre farine. Per mantenere quanto più possibile intatto il sapore originale si dovrebbe riuscire a lavorarla così com’è. Esperimento dopo esperimento si può riuscire a prendere dimestichezza ed ottenere risultati accettabili, a volte ottimi. Dipende dai gusti e dalle intuizioni personali. Appartenente alle torte “rustiche”, questa ricetta unisce pere e mele che diventano particolarmente dolci in superficie, in quanto passate al forno.

Premessa: preparare le fettine di mela e pera per la guarnizione, come prima fase

Ingredienti: 100 gr farina di grano saraceno – 200 gr ricotta fresca, magra – 2 pere medie – 2 mele golden – 40 gr noci spezzettate (circa 10 noci) – 2 uova – 1 limone non trattato – 1/2 panetto lievito di birra (12 gr) – sale – cacao amaro (1 cucchiaio abbondante) – cannella in polvere – noce moscata – fettine di pera e mela passate al forno

Preparazione delle fettine di pera e mela:

Tagliare a metà una pera e una mela, lavate e non sbucciate. Tagliare qualche fettina molto sottile e porle sulla piastra del forno ricoperta con l’apposita carta. Cuocere a 140° (forno a gas già caldo) per 50 minuti, rigirandole dopo 25 minuti. Fare raffreddare e mettere da parte.

Preparazione della torta:

1 – Grattugiare la scorza del limone o tritarla finemente e mettere da parte

2 – Spremere mezzo limone. Ridurre a dadini le pere. Farle macerare nel succo di limone, aggiungendo una spolverata di cannella e noce moscata. Riporre in frigo.

3 – In una terrina lavorare con il mixer  la ricotta insieme ad 1 mela grattugiata e 2 uova intere. Aggiungere la scorza del limone e mescolare bene.

4 – In una terrina più grande, versare la farina di grano saraceno, un pizzico di sale e il cacao. Mescolare bene. Per ultimo, aggiungere il lievito spezzettato.

5 – Incorporare alla farina le pere a dadini e le noci. Mescolare e aggiungere, poco alla volta, acqua tiepida (circa 1 bicchiere). Infine, dolcificare con un’altra mela grattugiata.

6 – Unire nella stessa terrina dove è stata versata la farina, la ricotta lavorata con le uova. Mescolare bene. Dovrà risultare un impasto omogeneo, morbido e non troppo solido. Se la consistenza è troppo compatta, aggiungere poco alla volta altra acqua tiepida.

7 – Foderare una teglia diam. 22 cm, alta 6 cm con carta da forno bagnata e strizzata. Versare l’impasto e cuocere a 200° per 40 minuti, proseguendo la cottura a 240° per altri 25 minuti (forno a gas già caldo). Fare la prova dello stecchino per assicurarsi che all’interno sia cotta.  La teglia non va messa a contatto diretto con la piastra del forno.

Lasciare intiepidire. Porre la torta su un piatto, mantenendola sul foglio di carta da forno che verrà sfilato delicatamente, aiutandosi con una spatola.  Guarnire a piacere con le fettine di pera e mela. Far raffreddare bene prima di tagliarla a fette.

Con queste dosi si ottengono 6 – 7 fette piuttosto alte, molto consistenti, nutrienti e dal sapore particolare.

Aiutami a trovare una maschera

Maschere veneziane

Maschere veneziane

Nascondi chi sono, e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni – fa dire William Shakespeare a Macbeth. Nessuno può dirsi del tutto insensibile al fascino enigmatico di una maschera e ai vantaggi che comporta.

Così, quando a Venezia i festeggiamenti del Carnevale erano finiti e veniva proibito mascherarsi, alcuni personaggi inquietanti vagavano indisturbati per calli e campielli. Erano le “baute”, le sole a cui era permesso mostrarsi in ogni periodo dell’anno.

Baute nel 18° secolo

Baute nel 18° secolo

Sotto la maschera bianca o nera dalla forma a becco, il tabarro e il tricorno neri si celavano uomini, donne, ricchi, poveri e personaggi dalle più svariate intenzioni.

Imbattersi in una bauta era cosa comune, soprattutto nel 1600 e 1700 tanto da non considerarla propriamente una maschera carnevalesca, ma piuttosto un modo di vestirsi.

L’importante era che il costume non fosse troppo di lusso, ma sobrio. Tra le regole che ne stabilivano l’utilizzo, c’era l’obbligo per le donne di indossarlo a teatro, ma il divieto di servirsene se si stava cercando marito.

Asfalto e nuvole

Vagano i pensieri mentre lo sguardo cade

sull’asfalto grigio bagnato di pioggia.

Tra i passi affrettati di chi lo calpesta

si è aperto un cuore celeste

dove il cielo si specchia

e non sa scegliere se

sole o tempesta.

Terra e cielo si son rovesciati

e quello che vedi quì in basso

si trova là in alto.

 

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