Aiutami a trovare una maschera

Maschere veneziane

Maschere veneziane

Nascondi chi sono, e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni – fa dire William Shakespeare a Macbeth. Nessuno può dirsi del tutto insensibile al fascino enigmatico di una maschera e ai vantaggi che comporta.

Così, quando a Venezia i festeggiamenti del Carnevale erano finiti e veniva proibito mascherarsi, alcuni personaggi inquietanti vagavano indisturbati per calli e campielli. Erano le “baute”, le sole a cui era permesso mostrarsi in ogni periodo dell’anno.

Baute nel 18° secolo

Baute nel 18° secolo

Sotto la maschera bianca o nera dalla forma a becco, il tabarro e il tricorno neri si celavano uomini, donne, ricchi, poveri e personaggi dalle più svariate intenzioni.

Imbattersi in una bauta era cosa comune, soprattutto nel 1600 e 1700 tanto da non considerarla propriamente una maschera carnevalesca, ma piuttosto un modo di vestirsi.

L’importante era che il costume non fosse troppo di lusso, ma sobrio. Tra le regole che ne stabilivano l’utilizzo, c’era l’obbligo per le donne di indossarlo a teatro, ma il divieto di servirsene se si stava cercando marito.

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