In viaggio nei deserti del Perù

Perù, altopiano andino

Un nastro di asfalto che si snoda per  2.375  km percorrendo la costa pacifica del Perù. Questa è la Ruta 001, parte di una immensa rete di strade che dall’Alaska al Cile unisce tutto il continente americano e per questo chiamata Panamericana. Man mano che la Panamericana scorre lungo i suoi 25.750 km, si susseguono culture, paesaggi e climi molto diversi, ma intrecciati dal filo conduttore di un itinerario che attraversa la storia di ogni paese in cui passa. In alcuni tratti, impraticabile perchè diventa una pista di terra battuta devastata dalle piogge o dalle bande locali, la Panamericana in Perù è interamente asfaltata e permette, con le sue intersezioni,  di attraversare le zone più disparate del paese, dai deserti costieri alle distese riarse dell’altopiano andino.

Sechura, il deserto che non c’è

Due mete diverse e allo stesso tempo uguali, se si considera ciò che può evocare un viaggio attraverso il silenzio di una natura arida, ma imponente. Il silenzio, interrotto solo dal rumore del vento che porta profumi e rumori lontanissimi, il cielo della notte così luminoso e stellato quasi si potesse toccare, sono gli elementi che accomunano queste due parti del Perù, poste ad altitudini diverse. Il deserto del  Sechura nel nord del paese è il più grande del  Perù con oltre 5.000 km quadrati di superficie, ma per gli abitanti locali rappresenta un deserto che non c’è. Come nel migliore dei romanzi sudamericani permeati di realismo magico, il deserto del Sechura non esiste e non  ha un nome, considerando che qua e là cresce della vegetazione, grazie alla presenza di acqua sotterranea. Perchè mai si dovrebbe chiamare deserto, un deserto fatto così?

Questa è la grande magia del deserto del Sechura, ma la magia che si respira nel deserto di Nazca è data soprattutto dal mistero dei giganteschi disegni tracciati nel terreno, le celeberrime linee di Nazca.

Nazca, il ragno (mt.45)

Visibili solo dall’alto, con le figure più accessibili, quelle dell’Albero e delle Mani osservabili anche da un’apposita torretta panoramica, le linee di Nazca affollano di turisti i cieli che li sovrastano. Il colibrì, il ragno, il condor, la lucertola, una probabile scimmia che forse in origine era costituita da due figure distinte, sono alcune delle gigantesche testimonianze enigmatiche lunghe decine e centinaia di metri che appaiono su una superficie di 500 km quadrati.

Che fossero enormi calendari astronomici, piste di atterraggio per navicelle aliene o simboli mitologici, l’enigma resta insoluto e la loro interpretazione dubbia, ma riempiono con la loro sola presenza il vuoto del deserto peruviano a sud della capitale Lima. Di altro genere, il fascino delle distese aride sull’altopiano andino prima di arrivare tra il verde lussureggiante delle Ande, dove l’aria si assottiglia per i 4.000 mt di altitudine. Qui si coglie l’atmosfera magica di una realtà surreale, perché l’ossigeno rarefatto fa sentire un po’ stralunati e il costante rumore del vento, l’unico che infrange il silenzio intorno, ne accresce la suggestione. Anche qui, il cielo stellato e luminoso sembra così vicino da poterlo toccare, come nel deserto del Sechura, tranne quando scende la foschia  che avvolge la notte. 

Più a sud il Perù si allunga verso il confine con il Cile, dove un altro deserto, classificato come il più arido del pianeta, il deserto di Atacama, viene attraversato dalla Ruta 5, il tratto cileno dell’infinita Panamericana.

Across the deserts of Peru

An asphat ribbon stretching out for 2,375 km along the Pacific Coast of Peru. That’s the Ruta 001, a part of a wide web of roads called Panamericana, which joins the entire American continent from Alaska to Chile. Different cultures, landscapes and climates follow one another in a sort of a guiding thread woven around the peculiarities and history of each country it crosses.

Some stretches of the 25,750 km long road  become  unaccesible in some areas due to heavy rains or local gangs that devastate the route.  Apart from that, the Panamericana is entirely asphalted and thanks to the several intersections it allows to reach the most varied landscapes of Peru, from the coastal deserts to the driest lands up into the Andes. Two different destinations but identical, all the same, if considering the impact that a dry and lonely nature may evoke. An impressive nature deepened in the silence which is interrupted only by the wind carrying sounds and fragrances from afar. A sky so full of bright stars that it seems it can be touched. Two different parts of Peru, placed at different altitudes and neverthless permeated by the same magic of the desert.

The Sechura Desert in the North of Peru is the largest of the country with its 5,000 squared km surface, but  it doesn’t exist for the locals. Just like it happens  in the most successfull novels of magic realism written by South American writers, the Sechura Desert is not a desert and therefore it has no name, so the locals say. This is due to the fact that some vegetation grows here and there owing to groundwater. Why on earth should such a desert  be called a  desert? That’s the great magic of Sechura Desert, but south of Lima another desert casts its spell. It’s the Nazca desert, where giant drawings made in the ground in ancient time can be seen from the sky,  except the  figures of The Tree and The Hands which are visible from the top of an observation turret, too.

Giant animals such as the spider, the hummingbird, the condor, the lizard, the monkey, which was probably composed of two separate figures in origin, belong to the great misteries of mankind.  The Nazca lines, for which a doubtful interpretation still exists, have raised the most fantastic assumptions. Might they be astronomical calendars, mythological symbols or runways for alien airships, they fill the emptiness of the Nazca desert with their mistery.

The dry lands of the Andes Plateau before arriving at the luxuriant vegetation is a different kind of magic. Here the air becomes rerefied and the altitude of 4,000 mt goes to the head. One can feel dazed, while the blowing wind gently breaks the silence around. The sky above is full of stars, just like in the deserts along the coastline, unless the mist goes down and wraps  the night.

Peru stretches in the South towards Chile where the driest desert in the world starts. It’s the Atacama Desert crossed by the Ruta 5, the Chilean stretch of the infinite Panamericana.

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