Crostata con farina di amaranto e clementine

Crostata con farina di amaranto e clementine

Per chi non teme i sapori rustici, la farina di amaranto offre la possibilità di aggiungere una nota decisa e particolare agli altri ingredienti, come in questa crostata con frutta di stagione: le clementine.

Ingredienti: 150 gr di farina di amaranto – altri 150 gr equamente divisi tra farina di grano saraceno e cocco grattugiato – 9 o 10 clementine – semi di chia – 3 mele piccole -1 arancia bio – olio di semi di girasole o altro – mezzo cucchiaino di sale –

Preparazione della marmellata di clementine: ottenere 300 gr di polpa, privata dei noccioli e dei filamenti più grossi, spezzettarli e  porli in una casseruola su fuoco medio. Quando iniziano a sobbollire, aggiungere  1 o più cucchiai di semi di chia, a seconda della consistenza finale desiderata. Mescolare bene, spegnere il fuoco e fare intiepidire. Passare al mixer, se si vuole ottenere una consistenza uniforme. Quindi, riporre in frigo e lasciare per tutto il tempo in cui si prepara la base.

Preparazione della base: unire le due farine con il cocco grattugiato, mischiandole molto bene. Aggiungere il sale, la scorza dell’arancia tritata finemente e le mele grattugiate, la cui quantità può variare a seconda della consistenza del composto che dovrà riuscire sufficientemente solido da poter essere impastato con facilità. Ottenuto un panetto compatto, foderarlo con carta trasparente e riporlo in frigo per 30 minuti.

Stendere l’impasto per la base tra due fogli di carta da forno leggermente unta con olio di semi, tenendo una parte per le strisce in superficie.

In una teglia ø 22 cm, porre la base e ricoprire con la marmellata. Quindi, ricavare delle strisce dall’impasto rimanente e disporle nel classico modo o casualmente.

Cuocere in forno già caldo a 240° (forno a gas) e altri 20 minuti circa a 200° o regolarsi in base al proprio forno.

Far raffreddare e tagliare a fette.

Il risultato finale sarà leggermente croccante all’esterno, grazie alla farina di amaranto.

Inoltre, l’aggiunta delle clementine e la scorza d’arancia lasceranno un retrogusto leggermente amarognolo che di sicuro non spiacerà a chi preferisce i sapori essenziali e naturali a quelli eccessivamente edulcorati.

Pie with amaranth flour and clementines

Dedicated to those who do not fear rustic flavors, this pie made with amaranth flour adds a strong, special  note to other ingredients. Typical fruit of the cold season, precisely clementines (or tangerines) can be used to create a delicious match.

Ingredients: 150 grams of amaranth flour – another 150 gr of flour, equally devided between buckwheat flour and grated coconut – 9 or 10 clementines – chia seeds – 3 small apples -1  organic orange – seed oil (sunflower or other) – half teaspoon of salt

Preparation of homemade clementine jam: get 300 gr of pulp, deprived of the kernels and the biggest filaments. Chop and place them in a saucepan over medium heat. When they start to simmer, add 1 or more tablespoons of chia seeds, depending on the desired final consistency. Stir well, turn off the heat and let it cool. Use the mixer if you want to obtain a uniform consistency. Then, store the jam in the fridge and leave it as long as you prepare the base.

Preparation of the base: mix both flours with the grated coconut very well. Add the salt, the finely chopped orange zest and the grated apples, the amount of which may vary depending on the consistency of the mixture. Anyway, it must be solid enough to be easily kneaded.

Once obtained a compact dough, wrap it in plastic food paper and put it in the fridge for 30 minutes.

Spread the base dough between two sheets of baking paper, lightly greased with seed oil. Hold some dough apart that will be used for the strips on the surface.

Put the base, together with the backing paper, into a ø 22 cm large pan and cover with jam. Then, make strips from the remaining dough and arrange them diagonally or at random.

Bake in hot oven at 240 ° (gas oven) and another 20 minutes at 200 ° or adjust according to your oven.

Allow to cool and cut into slices.

The final result will be slightly crispy on the outside, due to the amaranth flour.

In addition, clementines and orange zest will leave a slightly bitter aftertaste that will certainly not disappoint those who prefer essential and natural flavors to over-sweetened ones.

Owing to the absence of added sugar, the pie can be better tasted the day after preparation.

 

 

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Photo Gallery: anche questa è Milano

Milano

 

Milano, quasi un quadro…

Giappone

Night View of Saruwaka-machi by Hiroshige (1856)

 

Milano 2018 e Frida Kahlo

Frida Kahlo a Milano

Ormai, non manca molto alla fine del 2018 e, inevitabilmente, si avvicina il momento di fare bilanci e resoconti.

Ripensando ai personaggi che hanno popolato maggiormente la scena milanese nel corso di quest’anno, per esempio, spicca senz’altro la figura dell’artista messicana Frida Kahlo.

L’inizio degli eventi a lei dedicati era stato annunciato dall’esposizione delle sue opere al Mudec (Museo delle culture di Milano), conclusasi a giugno.

Intorno a questa mostra che ha ospitato tutte le opere dell’artista messicana esposte al Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e alla Jacques and Natasha Gelman Collection, si è svolta una girandola di eventi e manifestazioni varie in giro per la città.

Forse, la manifestazione più spettacolare, rimasta impressa nella mente di chi ha potuto partecipare, è stata  la proiezione di gigantesche slide dei quadri dell’artista sulle facciate dei palazzi nella periferia milanese.

Con musica messicana a tema in sottofondo, giochi di luci e ombre ed eventi correlati alle varie serate, il  tributo alla grande artista messicana, dalla sofferta vita privata e la fervida creatività, non ha avuto eguali nella storia artistica e culturale della città, caratterizzando il 2018.

In molti si augurano che, oltre alla grande Frida Kahlo, altri personaggi molto amati e popolari in ambito artistico, verranno celebrati nel prossimo futuro con eventi ugualmente spettacolari.

Milan 2018 and Frida Kahlo

By the end of the year coming soon, the time for evaluating and summing up what 2018 has taken along is inevitably here.

If one thinks of the characters who have been mostly celebrated in Milan in 2018, for example, Mexican artist Frida Kahlo undoubtedly stands out.

The beginning of the events dedicated to her was announced by the exhibition of her works at the Mudec (Museum of Cultures of Milan), which ended in June.

In the wake of this exhibition hosting all the works of the Mexican artist shown at the Museo Dolores Olmedo in Mexico City and at the Jacques and Natasha Gelman Collection, various events and happenings took place around the city.

Perhaps, the most spectacular event that mainly caught the imagination of those who were present, was the screening of giant slides showing the artist’s paintings on the building facades in Milan suburbs.

In the background, Mexican theme music, plays of lights and shadows as well as related entertainment occasions like buffets and social gatherings did the rest.

The tribute to the great Mexican artist had no equal in the city’s artistic and cultural life, thus featuring 2018 in Milan.

Many people hope that after the great celebration of Frida Kahlo, whose life was marked by unfortunate events along with great creativity, other beloved and popular artists will be celebrated with equally spectacular events in the near future.

Torta di mele all’aroma di limone

Torta di mele all’aroma di limone

Un’altra ricetta molto semplice, essenziale e priva di zuccheri aggiunti, dal deciso aroma di limone, rigorosamente non trattato in superficie per poterne utilizzare la scorza e l’intensità della fragranza.

Mele annurca

L’aggiunta di semi d’anice dà una nota in più, accompagnata dalla farina di mandorle. Inoltre, sono state utilizzate delle piccole, ma profumatissime mele annurca, tipiche della stagione e coltivate in Campania. Non ci si lasci ingannare dalle ridotte dimensioni di questo tipo di mela, dalle origine antichissime e considerata a buon diritto “la regina delle mele” per l’intensità e la particolarità del sapore che varia da leggermente acidulo a delicatamente dolce.

Ingredienti: 4 mele annurca (350 gr circa di frutti interi) – 130 gr farina di grano saraceno – 130 gr farina di farro – 30 gr circa di farina di mandorle – 2 limoni bio – semi d’anice  (qui,  mezzo cucchiaio) – un pizzico di sale – olio di semi  (di girasole).

Preparazione: mischiare la farina di grano saraceno con quella di farro. Aggiungere la scorza dei due limoni grattugiata finemente, i semi d’anice, il sale e 5 cucchiai di olio di semi.

Aggiungere acqua tiepida poco alla volta mentre si lavora energicamente l’impasto con un cucchiaio fino ad ottenere una consistenza cremosa, ma piuttosto solida.

Privare le mele della buccia e del torsolo con l’apposito attrezzo. Tagliarle a fettine rotonde, molto sottili e disporne una parte sulla base di una teglia ø 22cm foderata con carta forno leggermente unta con olio di semi.

Versare un primo strato dell’impasto sulle mele e proseguire, alternando gli strati, ultimando con le mele.

Spolverizzare la superficie con abbondante farina di mandorle.

Cuocere regolandosi in base al proprio forno (qui, a 240° per 30 minuti e a 200° per altri 30 minuti).

Fare intiepidire e rovesciare la torta su un piatto. A scelta, lasciare in alto la base o viceversa.

Apple pie with lemon flavor

This recipe is very easy, essential and sugar free, but above all it is featured by the delicious lemon flavor. Of course, organic lemons are necessary due to their untreatened zest and fragrance intensity.

Extra unique notes are added by anise seeds and almond flour. Last but not least, annurca apples are among the main ingredients. The very small, fragant annurca apples, which are typical from Campania,  are much appreciated for their special taste, varying from slightly sour to delicately sweet.

The small size of this fruit mustn’t mislead in relation to its importance. In fact, it’s considered “the queen of apples” and its origin is very ancient, dating back to the time of the Romans.

Ingredients: 4 annurca apples (350 grams of whole fruits) – 130 gr buckwheat flour – 130 gr spelt flour – 30 grams of almond flour – 2 organic lemons – half a spoon of anise seeds – a pinch of salt – seed oil (sunflower).

Preparation: mix the buckwheat flour with the spelt flour. Add the finely grated zest of both lemons, the anise seeds, the salt and 5 tablespoons of seed oil. Add water little by little while working the dough with a spoon until you get a creamy, but rather solid consistency.

Remove the apples of the skin and the core with an apple corer. Cut them into thin, round slices and arrange a part of them on the base of a baking pan ø 22 cm, lined with oven paper slightly greased with seed oil.

Pour a first layer of the dough on the apples and continue, alternating layers and finishing with apples. Sprinkle the surface with plenty of almond flour.

Cook according to your oven (in the gas oven at 240 ° for 30 minutes and at 200 ° for further 30 minutes). Let the cake cool and overturn it on a plate.

Optionally, leave the base on the top or vice versa.

 

Biscotti al cocco e semi d’anice

 

Biscotti al cocco e semi d’anice

Ricetta semplicissima, ma di ottima resa, abbinando il cocco e l’anice…

Ingredienti: 80 gr di cocco grattugiato – 80 gr di farina di farro bio – 2 mele – 1 cucchiaino di semi di anice – 1 cucchiaio di olio d’oliva – un pizzico di sale.

Preparazione: mischiare bene la farina di farro con il cocco, aggiungendo le mele grattugiate, i semi d’anice, l’olio e un pizzico di sale. Non serve altro per l’impasto, in quanto le mele forniscono già la giusta quantità di liquido.

Foderare una teglia con carta da forno leggermente unta con l’olio di oliva. Dovrà essere sufficientemente grande per contenere l’impasto, a cui viene data la forma a panetto, aiutandosi con un cucchiaio.

Cuocere in forno preriscaldato per 30 minuti a 240° (gas) e altri 20 minuti circa a 200°.

A metà cottura,  girare l’impasto per ottenere una completa ed uniforme doratura.

Ciò permetterà di creare dei biscotti molto fragranti e leggermente croccanti in superficie, ma morbidi all’interno.

Far raffreddare e tagliare a quadrotti o a fettine.

Adeguando in proporzione le dosi dei vari ingredienti, questa ricetta semplice, semplice può essere un’idea per una torta insolita.

 

Coconut biscuits with anise seeds

This is a very easy recipe, but with a successful outcome due to the combination of coconut and anise.

Ingredients: 80 grams of grated coconut – 80 gr of organic spelt flour – 2 apples – 1 teaspoon of anise seds – 1 tablespoon of olive oil – a pinch of salt.

Preparation: mix the spelt flour with the coconut very well. Add the grated apples, the anise seeds, the oil and a pinch of salt. You do not need anything else for the dough, as the apples already provide the right amount of liquid.

Line a baking tray with baking paper lightly greased with olive oil. It should be large enough to contain the dough, which will be given a small block shape by the use of a spoon.

Bake in preheated oven for 30 minutes at 240 ° (gas) and another 20 minutes at 200 °, or adjust baking time according to your oven.

When half cooked, turn the dough upside down to obtain a complete and uniform browning.

At the end of the cooking process, the coconut biscuits will be slightly crunchy on the surface, but soft inside.

Let the block cool and cut it into squares or slices.

By adjusting the doses of the various ingredients proportionally, this  very simple recipe might be an idea for an unusual cake, as well.

Autunno e foliage

Autunno e foliage

A qualcuno, l’autunno, proprio non piace. Così in sentore del gelo invernale, delle giornate cupe, brevi e piovose. Ad altri, invece,  rivitalizza lo spirito ed entusiasma, con le giornate torride e afose, il sole cocente finalmente alle spalle.

Le temperature più fresche o la pioggia, magari accompagnata dal vento, non intimoriscono né demoralizzano gli aficionados dell’autunno, che escono imperterriti a farsi un giro nell’aria un po’ più pulita di città, in campagna o in un bosco.

Amano riempirsi gli occhi delle tonalità create da madre natura in raffinate gradazioni, che solo un provetto pittore riuscirebbe a realizzare.

Non a caso, l’autunno è la stagione delle sfumature, dentro e fuori le persone. Tutto sembra rallentare, evidenziando i dettagli,  forse per non lasciarsi sfuggire l’occasione di raccogliere qualcosa: un ricordo dell’estate, ormai finita, ma non troppo lontana, oppure qualcosa di nuovo in cui gettarsi a capofitto. Se ne intuisce un inizio, che inevitabilmente segue alla fine di qualcosa di precedente.

Così, l’autunno porta in sé diversi significati: è la caduta per gli inglesi, richiama al raccolto per chi mastica il tedesco, i giapponesi gli dedicano grandi festeggiamenti, mentre l’etimologia latina ne sottolinea l’aspetto di arricchimento e sazietà.

In effetti, basta pensare ai fichi, ai cachi, all’uva e alle castagne, per citare i più nutrienti e comuni tra i nostri prodotti autunnali.

Insomma, paese che vai, sfumature che trovi.

 

 

Autumn and foliage

Definitely, someone doesn’t like autumn, considering it a herald of dark, short and rainy days, with winter frost at the end of the season. On the contrary, autumn makes others feel more lively, with hot and sultry days in the scorching sun finally behind.

The latest ones don’t scare either lower temperatures or rain and wind, so they don’t give up taking a walk or bike  ride in the cleaner air of the city, in the countryside or in a wood. They love to fill their eyes with the shades created by mother nature with such  delicate nuances that only a skilled painter would be able to paint.

Not for nothing, autumn is the season of shades, inside and outside the people. Everything seems to slow down, while details highlight along the way, perhaps not to miss the opportunity to collect something: a memory of the summer which is now over, but not yet completely forgotten, or something new in which people want to throw themselves headlong. One can sense a beginning, which inevitably follows at the end of something else just behind.

Thus, autumn may suggest different meanings: it’s the “ fall” for the British, and recalls the harvest for those who deal with German. The Japanese dedicate great celebrations to autumn, while the Latin etymology of the word “autumn” underlines its aspect of fullness and satiety.

Just think of figs, persimmons, grapes and chestnuts, to mention only a few among our most nutritious and common autumn fruit.

In short, every country has its own shades, even in their words.

Un parco in città: il Ticinello

Parco del Ticinello, Milano

Scorci antichi al Parco del Ticinello, che si estende per poco meno di 1 km quadrato nella periferia sud di Milano. Detto così, questo numero, sembrerebbe poca cosa e invece lo pone al 4° posto per superficie tra i parchi della città.

La lunga e travagliata storia della sua creazione, che lo ha sottratto alla cementificazione e alla speculazione edilizia, fa da monito per ricordare e rispettare una delle caratteristiche di Milano. Oltre all’importanza naturalistica, il Parco del Ticinello ripropone infatti l’aspetto agreste e contadino che, in fondo, ha sempre caratterizzato la grande metropoli, sin da un remoto passato.

Al suo interno, alberi imponenti , vasti campi coltivati, un’area umida e le marcite offrono l’ habitat naturale a civette, picchi, rondini, cicogne, aironi, rane e lucciole, solo per citare alcune delle specie presenti nel parco.

Comodi sentieri e vialetti invogliano a camminare nel verde, mentre le fronde degli alberi ondeggiano, riempiendo con il loro suono  il silenzio pressoché totale.

Sopravvive nel parco,  una cascina  che tra mille difficoltà, svolge ancora attività agricole e da poco ha allestito nei suoi locali una piccola area museale, tutta da valorizzare, offrendo uno spaccato del mondo contadino locale e lombardo che fino a qualche decennio fa non era così strano incontrare.

Un caso più unico che raro, considerando l’ubicazione di un microcosmo agricolo in città, a pochi passi dalla fermata della metropolitana che in una manciata di minuti porta nel centro di Milano, al quadrilatero della moda, al turismo mordi e fuggi.

 

Parks in the city: the Ticinello

Ancient views at the Ticinello Park, which takes its name from the canal built in 1152  for defensive reasons, most likely originated from the river Ticinum. The park extends for 1 square km in the southern suburb of Milan. All in all, it might seem a small park, but it’s the fourth one as for extension among Milan parks.

The Ticinello Park has been recently created, after a long series of troubled events that saved the green area from overbuilding and speculation. In addition to its naturalistic importance, the Ticinello Park brings back to the rural and peasant aspect of the metropolis that, after all, had featured Milan in most of its districts until some decades ago.

Inside the park, imposing trees, vast cultivated fields and marshes offer a suitable habitat to owls, peaks, swallows, storks, herons, frogs and fireflies, just to mention some of the species living or migrating there.

Comfortable paths and walkways invite people to take a relaxing walk in the green, while the fronds of the trees sway, filling the almost complete silence with their sound.

Facing with countless difficulties, a farm survives in the park, carrying on agricultural activities and hosting cultural events. In its premises a small museum area has been recently settled, yet to be enhanced. It gives visitors an idea of how local and Lombard farmers lived until a few decades ago.

The Ticinello Park along with its ancient farmhouse is a unique reality a few steps from the underground station. From there you can take the tube and reach the centre of Milan in just ten minutes. So close and yet so far away from the fashion district and the typical hit-and-run tourism of the city.

Lambrusco e popcorn: Luciano Ligabue

 

Torta di mele con farina di amaranto

Torta di mele con farina di amaranto

Un sapore davvero particolare contraddistingue questa torta di mele senza uova, burro né lievito. Beh, sì, anche senza zucchero, se non fosse per una leggera spolverata in superficie con poca stevia…

Ingredienti per la base:

300 gr circa di farina di amaranto bio – un pizzico di sale – 5 / 6 cucchiai di olio di semi (di girasole) – 1 bicchiere di acqua tiepida.

Ingredienti per il ripieno: 400 gr circa di mele tagliate a dadini (peso finale) – 1 cucchiaino scarso di semi di anice – 1 cucchiaino scarso di cannella.

Preparazione:

Impastare la farina, a cui è stato aggiunto il sale e l’olio di semi, incorporando poco alla volta l’acqua e lavorare l’impasto fino ad ottenere un panetto solido e compatto. Avvolgere nella carta trasparente, antiaderente e riporre in frigo per 30 minuti. Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare le mele a cubetti piccoli. Aggiungervi i semi di anice e la cannella.

 

Stendere la pasta tra due fogli di carta da forno leggermente unti con olio di semi e creare 2 dischi, uno più grande dell’altro che servirà da base.

Porre la base, insieme al foglio di carta da forno, nella teglia.

Ricoprire con le mele e il rimanente impasto. Richiudere i bordi, punzecchiare la superficie con una forchetta e cuocere nel forno preriscaldato a 200° per circa 60 minuti o regolarsi in base al proprio forno.

Se non si è utilizzato lo zucchero nella ricetta, si può spolverizzare con poca stevia, tenendo conto del sapore già zuccheroso delle mele.

L’amaranto in versione farina perde molto della sua caratteristica “sabbiosa”, ma richiede una maggiore attenzione nella fase dell’impasto rispetto ad altre farine. Inoltre, durante la cottura sembra trattenere molto l’umidità (eventualmente,  rimediare utilizzando della carta assorbente per la casa a fine cottura). Si tratta comunque di un inconveniente che non si presenta nella versione strudel.

Per una cottura ottimale, è consigliabile mantenere uno strato sottile di pasta.

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