Dalla Valle Cavanata alla foce dell’Isonzo, in bici o a piedi

Riserva Naturale Valle Cavanata

A poca distanza da Grado si apre una vasta zona protetta, in parte agricola e in parte marina, incorniciata sullo sfondo dalle montagne. Si estende tra la Riserva Naturale della Valle Cavanata e la Riserva Naturale Foce dell’Isonzo.

Giunti al Centro visite della Riserva Cavanata si possono scegliere alcuni itinerari. Uno di questi si snoda lungo la ciclabile sull’argine, di poco sopraelevata rispetto alla strada asfaltata che la costeggia. Si tratta di una strada stretta, dove il traffico è quasi del tutto assente.

Ciò consente di immergersi a 360° nell’ambiente lagunare, marino e in parte agricolo, accompagnati solo dal rumore del vento e del mare.

Quello che all’inizio si presenta come un percorso nella campagna fuori Grado svela, lungo i 9 km che portano alla torre panoramica presso la foce dell’Isonzo, tutt’altro scenario.

Si apre quasi subito sul mare, con la visuale che corre lungo tutta la costa triestina, fino alla Croazia, se la giornata è molto limpida.

Verso la fine del percorso, si incontra il piccolo villaggio di pescatori, Case Sdobba, da cui si può raggiungere la torre panoramica del Caneo, seguendo il breve sentiero.

Qui, la visuale è ancora più suggestiva, unendo fiume e mare alle montagne sullo sfondo.

Si può decidere di rifare lo stesso percorso per ritornare al punto di partenza e se a piedi risultasse troppo impegnativo, si può noleggiare gratis la bici al Centro visite.

 

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Nella terra di Thor : le Isole Lofoten

Isole Lofoten

Perché Thor abbia un giorno deciso di scagliare nel mare un’abbondante quantità di rocce sfugge ai posteri. Del resto, in quanto dio del tuono, del fulmine e della tempesta, la cosa può non sorprendere.

In ogni caso, il risultato di quella sfuriata ha creato uno dei luoghi più magici al mondo.

C’è chi in estate cerca il mare delle Baleari, di Rimini o Riccione oppure del Salento o della Sardegna. Di certo, non cercherebbe il Mare di Norvegia se ciò che ha atteso tutto l’anno è il sole cocente e il mare tiepidamente caldo.

Mare di Norvegia

Ma se il mondo è bello e vario, perché non trovare un compromesso tra mare nordico e temperature gradevoli, ad esempio puntando verso le Isole Lofoten?

Certo, il loro fascino maggiore lo esercitano in inverno con le aurore boreali, che rendono la meta ancora più incantevole e decisamente fuori da ogni canone mediterraneo.

Andarci adesso, però, ha il vantaggio di risparmiarsi il freddo, nonostante queste isole godano di un clima piuttosto mite pur trovandosi nel circolo polare artico. Infatti, in inverno, la media stagionale si aggira solo intorno a -1°, -2°.

Luglio e agosto regalano temperature massime intorno ai 14° – 15°, mentre il mare raggiunge i 12°. Un dettaglio di poca importanza se la balneazione non rientra nelle priorità di svago.

Sulle sette isole dell’arcipelago, che possono essere esplorate in battello o traghetto, si può soggiornare in “rorbuer” le case dei pescatori costruite sul terreno ma con un lato su palafitte. Ci si può immergere nello scenario che a  360° abbraccia il mare, le montagne e il cielo, nella speranza che Thor non sfoghi la sua ira proprio lì e per la seconda volta.

 

 

 

 

Estate italiana

40 FINGERS from Trieste

 

 

Bianco e nero

Torta con cocco, ricotta e albicocche

Torta di ricotta e albicocche

Sostanziosa, delicatamente dolce e versatile, ecco una torta fredda o cheesecake, se si preferisce.

Ingredienti per la base:

50 gr di farina di farro – 50 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di mandorle pelate e macinate o farina di mandorle -1 mela – olio di semi

Ingredienti per la farcitura:

250 gr di ricotta – scorza di limone bio grattugiata finemente 1 cucchiaio circa – 70 gr di farina di cocco – xilitolo di betulla naturale – 5 o 6 albicocche ben mature

Preparazione della base

Per non utilizzare i biscotti secchi industriali, preparare con le due farine, poca acqua e l’olio di semi (circa 1 cucchiaio) un impasto che verrà steso con il mattarello e cotto in forno o in una padella antiaderente. Una volta raffreddato, ridurlo in briciole, tenendo da parte una piccola quantità per la decorazione.

Preparazione della farcitura: 

Privare la ricotta dell’eventuale siero e incorporare il cocco grattugiato, 2 o 3 cucchiaini di xilitolo e la scorza di limone.  Lavorare bene l’impasto che dovrà risultare piuttosto solido. Riporre in frigo.

Porre su un piatto il cerchio di una tortiera ø 18 cm. Versare all’interno il crumble ottenuto con le due farine. Pigiare e livellare.

Ricoprire la superficie con le albicocche senza buccia e tagliate in 4 spicchi. Versarvi sopra la crema al cocco. Livellare e rimuovere delicatamente il cerchio. Spolverizzare con il restante crumble, a cui sono state aggiunte alcune mandorle non pelate e sminuzzate.

Lasciare in frigorifero per 1 ora prima di servire.

Melanzane sfiziose in versione estiva e altre divagazioni sul tema…

Melanzane, piatto freddo estivo

Le melanzane, insieme a pomodori, peperoni e patate, appartengono alla famiglia delle solanacee.

Una certa “corrente alimentare” le ha messe al bando, qualcun’altro ne consuma a vagonate.

Come spesso accade, la via di mezzo è da preferire. Ma perché mai? Lo suggerisce il loro nome; contengono solanina, che in realtà è un insieme di sostanze prodotte da questi ortaggi per difendersi dai nemici esterni, quali muffe, insetti, batteri ecc.

Se si hanno problemi con il sistema immunitario, per es. nelle allergie stagionali (pensiamo al flagello estivo dell’ambrosia in certe regioni italiane), è meglio evitare di mangiare solanacee, o comunque limitarne il consumo.

Melanzane

Del resto, oltre alle solanacee, molti altri alimenti dovrebbero essere evitati o consumati molto di rado quando i sintomi di un’allergia si fanno sentire. Quando l’allergia si scatena, infatti,  aumenta la produzione di istamina, composto azotato che abbonda in caso di infiammazione. Insomma, un intero esercito si scatena in modo anomalo per difendersi contro un unico soldato.

Quindi, non è proprio il caso di buttare benzina sul fuoco e, oltre alle solanacee, dovrebbero essere eliminati dall’alimentazione, o consumati solo sporadicamente, altri alimenti che, per ironia della sorte, sono tra i più buoni: crostacei, tonno, acciughe, cioccolato, formaggi stagionati, salumi ecc.

Detto questo, ci si potrebbe chiedere – Ma se non ci fossero le solanacee, che cucina sarebbe la nostra?

Infatti, ecco una ricettina semplice per togliersi lo sfizio, almeno una tantum…

Ingredienti:

Melanzane – olio di oliva – aceto bianco – origano essiccato – pepe – sale – aglio

Preparazione: 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a fettine sottili. Grigliarle o passarle in una padella antiaderente, leggermente unta con olio di oliva.

Preparare un’emulsione con olio di oliva, aceto q.b., un pizzico di pepe nero, aglio tagliato a lamelle e sale.

In una pirofila di vetro, disporre le melanzane a strati, ricoprendo ogni strato con l’emulsione e l’origano.

Lasciare in frigorifero per alcune ore, o preparare la sera prima del pranzo.

E’ un piatto freddo, molto gustoso e adatto da portarsi in spiaggia, in una borsa frigo naturalmente.

Alta Valbrembana: Valleve – Foppolo – Valleve

Valleve, Valbrembana

Una volta arrivati a Valleve ed aver comodamente parcheggiato l’auto all’entrata del paese, si intuisce immediatamente la ricchezza naturalistica che lo circonda, annunciata dai panorami che si sono già incontrati strada facendo.

Si percorre a piedi l’abitato e ci si  dirige verso un ponticello di legno, al di là del quale si entra subito in un fitto bosco. I segnali indicano solo 15 minuti per raggiungere la località Convento. Può essere che sia facile sbagliare sentiero, perché in realtà dopo quasi un’ora di cammino (per chi è mediamente allenato) si arriva solo a una cappelletta. Il sentiero attacca subito in salita e si percorre tutto all’ombra.

Presso Foppolo

Presso Foppolo

Alla fine, ecco che il bosco si dirada. Si sono percorsi  3 km e 400 mt circa di dislivello  Appare il cielo blu e lo spigolo di un tettuccio.

Si è arrivati nei pressi di una cappelletta. Probabilmente, non è il  convento che ci si aspetta, ma la sorpresa è davvero sorprendente…

Ci si ritrova in una vera e propria terrazza panoramica che ripaga della fatica. Grandi prati verdi sfumati dal giallo di innumerevoli ranuncoli, alcuni anche doppi, più rari da trovare, spighette color rosa antico che sembrano fatte di velluto, fiorellini viola e tante margherite bianche.

Intorno, un panorama a 360° di cime che superano i 2000 mt.

Solo il rumore dei rami di alti larici e conifere mossi dal vento e quello di qualche cascatella, perché qui l’acqua non manca. Scende qui e là, precipitando da ripide pareti di rocce.

Proseguire per Foppolo è sicuramente più rilassante. Ci si dirige verso sinistra rispetto a dove si è arrivati, seguendo la traccia del sentiero nell’erba e si entra in un altro bosco. Qui, il sentiero si mantiene pressoché pianeggiante ed è percorribile in mb.

In 20 minuti circa si raggiunge Foppolo. Appare, alla fine del sentiero, l’insieme dei condomini del boom cementizio-turistico degli anni ’60 e ’70, quando il paese era una delle mete preferite per le vacanze, soprattutto invernali.

Stridono con il panorama circostante e infondono quasi un senso di abbandono fuori stagione.

Entrati in paese si può scegliere di ritornare a Valleve, sulla strada asfaltata che durante la settimana è poco frequentata. Il bel panorama lungo i 6 km  accompagna la piacevole passeggiata che ridiscende in dolce pendenza, passando attraverso alcune brevi gallerie aperte.

Oppure, si può anche approfittare della corriera, che però passa di rado.

 

Milano: luoghi abbandonati

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Leggenda e delizia del torrone di Cremona

Cremona

Nelle terre intorno a Cremona si è appena dissolta la prima nebbia autunnale. Fervono, frenetici,  gli ultimi  preparativi per un evento eccezionale: il matrimonio tra la duchessa Bianca Maria Visconti, di soli 17 anni, e il quarantenne Francesco Sforza.

È il 25 ottobre 1441 quando viene ufficializzata l’unione tra i due, predestinati ad essere consorti molti anni prima.

Si è deciso di celebrare la cerimonia, sontuosa come merita l’occasione, nella chiesetta di S. Sigismondo, appena fuori città.

Occhi nemici, malvagi e pericolosi potrebbero creare problemi nella centralissima Cattedrale.

Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza

Alle nozze di Bianca Maria e Francesco seguono grandi festeggiamenti,  giostre, tornei, sfilate di carri allegorici e, naturalmente, un banchetto regale. Nell’aria, gli effluvi delle carni speziate, dei capponi e della selvaggina si mischiano al vocio rumoroso e alle risate dei ricchi commensali che sorseggiano grandi calici di vino rosso.

Ma a un tratto, il vocio sembra scemare. Solo un attimo, e poi riprende ancora più rumoroso e allegro quando appare sulle tavole degli invitati un dolce preparato apposta per l’occasione. Ha la forma del Torrazzo, l’alto campanile della cattedrale sotto al quale non si è potuta svolgere la cerimonia nuziale.

Cremona, il Torrazzo

Noto ai posteri come “torrone”, è una delizia di pasta dolce in cui predomina il bianco d’uovo che avvolge mandorle e nocciole, con aggiunta di aromi e miele. Declinato in  numerose versioni e già presente in altri paesi lontani ai tempi di Bianca Maria e Francesco, il torrone di Cremona vanta oggi il marchio IGP.

Classico o morbido, continua a conquistare i palati e la golosità di chi lo apprezza e lo gusta  ben oltre i confini della città che lo ha visto nascere.

Eppure, qualcuno racconta che la sua origine sia solo una leggenda…

Focacce e focaccine in padella

Focaccine in padella, con farina di farro, di grano saraceno e semi d’anice

In una primavera quanto mai approssimativa, anche questa ricetta segue una certa approsimazione che si respira nell’aria. Non si tratta di vere e proprie focacce e  focaccine e nemmeno si potrebbero considerare biscotti. Insomma, sono una via di mezzo tra le due cose.

Certo è che richiedono un po’ di tempo, per l’impasto e la cottura che, per scelta o necessità, si effettua in una capiente padella antiaderente.

Focaccine con farina di grano saraceno, di amaranto e semi di sesamo

Ingredienti

Farina di grano saraceno (5 o 6 cucchiai) – farina integrale di amaranto (5 o 6 cucchiai) – un pizzico di sale –  1/2 bicchiere circa di acqua tiepida – 2 cucchiai di olio di oliva – semi oleosi a piacere, per es. di sesamo. Con queste dosi si ottengono circa 15 focaccine larghe 5 cm. Per le quantità delle focaccine, regolarsi in proporzione con i vari ingredienti. Per una focaccia sola, servono circa 150 gr di farina.

Preparazione

Mischiare le due farine. Aggiungervi l’olio di oliva, il sale e i semi oleosi. Procedere all’aggiunta dell’acqua tiepida che deve avvenire molto lentamente mentre si mescola l’impasto con un cucchiaio di legno, finché raggiunge la consistenza adatta per essere impastato con le mani.

Quindi, porre piccole porzioni di impasto su una superficie e stendere con un mattarello.

Ungere leggermente il fondo di una padella antiaderente. Far scaldare a fuoco basso e cuocere le focaccine (sempre a fuoco basso) , rigirandole di tanto in tanto finché sono leggermente dorate. Il tempo può variare da 10 / 15 minuti per lato.

Se non vengono utilizzati lieviti, risultano croccanti. Lasciandole riposare per qualche ora, il sapore sarà più intenso, come spesso accade con le preparazioni a base di farine “rustiche”. Meglio se accompagnate a una pietanza sugosa, un caffè ecc. in quanto restano piuttosto compatte.

Facilmente declinabili al dolce o da sperimentare con abbinamenti diversi di farine.

Voci precedenti più vecchie

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