Milano 2018 e Frida Kahlo

Frida Kahlo a Milano

Ormai, non manca molto alla fine del 2018 e, inevitabilmente, si avvicina il momento di fare bilanci e resoconti.

Ripensando ai personaggi che hanno popolato maggiormente la scena milanese nel corso di quest’anno, per esempio, spicca senz’altro la figura dell’artista messicana Frida Kahlo.

L’inizio degli eventi a lei dedicati era stato annunciato dall’esposizione delle sue opere al Mudec (Museo delle culture di Milano), conclusasi a giugno.

Intorno a questa mostra che ha ospitato tutte le opere dell’artista messicana esposte al Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e alla Jacques and Natasha Gelman Collection, si è svolta una girandola di eventi e manifestazioni varie in giro per la città.

Forse, la manifestazione più spettacolare, rimasta impressa nella mente di chi ha potuto partecipare, è stata  la proiezione di gigantesche slide dei quadri dell’artista sulle facciate dei palazzi nella periferia milanese.

Con musica messicana a tema in sottofondo, giochi di luci e ombre ed eventi correlati alle varie serate, il  tributo alla grande artista messicana, dalla sofferta vita privata e la fervida creatività, non ha avuto eguali nella storia artistica e culturale della città, caratterizzando il 2018.

In molti si augurano che, oltre alla grande Frida Kahlo, altri personaggi molto amati e popolari in ambito artistico, verranno celebrati nel prossimo futuro con eventi ugualmente spettacolari.

Milan 2018 and Frida Kahlo

By the end of the year coming soon, the time for evaluating and summing up what 2018 has taken along is inevitably here.

If one thinks of the characters who have been mostly celebrated in Milan in 2018, for example, Mexican artist Frida Kahlo undoubtedly stands out.

The beginning of the events dedicated to her was announced by the exhibition of her works at the Mudec (Museum of Cultures of Milan), which ended in June.

In the wake of this exhibition hosting all the works of the Mexican artist shown at the Museo Dolores Olmedo in Mexico City and at the Jacques and Natasha Gelman Collection, various events and happenings took place around the city.

Perhaps, the most spectacular event that mainly caught the imagination of those who were present, was the screening of giant slides showing the artist’s paintings on the building facades in Milan suburbs.

In the background, Mexican theme music, plays of lights and shadows as well as related entertainment occasions like buffets and social gatherings did the rest.

The tribute to the great Mexican artist had no equal in the city’s artistic and cultural life, thus featuring 2018 in Milan.

Many people hope that after the great celebration of Frida Kahlo, whose life was marked by unfortunate events along with great creativity, other beloved and popular artists will be celebrated with equally spectacular events in the near future.

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Autunno e foliage

Autunno e foliage

A qualcuno, l’autunno, proprio non piace. Così in sentore del gelo invernale, delle giornate cupe, brevi e piovose. Ad altri, invece,  rivitalizza lo spirito ed entusiasma, con le giornate torride e afose, il sole cocente finalmente alle spalle.

Le temperature più fresche o la pioggia, magari accompagnata dal vento, non intimoriscono né demoralizzano gli aficionados dell’autunno, che escono imperterriti a farsi un giro nell’aria un po’ più pulita di città, in campagna o in un bosco.

Amano riempirsi gli occhi delle tonalità create da madre natura in raffinate gradazioni, che solo un provetto pittore riuscirebbe a realizzare.

Non a caso, l’autunno è la stagione delle sfumature, dentro e fuori le persone. Tutto sembra rallentare, evidenziando i dettagli,  forse per non lasciarsi sfuggire l’occasione di raccogliere qualcosa: un ricordo dell’estate, ormai finita, ma non troppo lontana, oppure qualcosa di nuovo in cui gettarsi a capofitto. Se ne intuisce un inizio, che inevitabilmente segue alla fine di qualcosa di precedente.

Così, l’autunno porta in sé diversi significati: è la caduta per gli inglesi, richiama al raccolto per chi mastica il tedesco, i giapponesi gli dedicano grandi festeggiamenti, mentre l’etimologia latina ne sottolinea l’aspetto di arricchimento e sazietà.

In effetti, basta pensare ai fichi, ai cachi, all’uva e alle castagne, per citare i più nutrienti e comuni tra i nostri prodotti autunnali.

Insomma, paese che vai, sfumature che trovi.

 

 

Autumn and foliage

Definitely, someone doesn’t like autumn, considering it a herald of dark, short and rainy days, with winter frost at the end of the season. On the contrary, autumn makes others feel more lively, with hot and sultry days in the scorching sun finally behind.

The latest ones don’t scare either lower temperatures or rain and wind, so they don’t give up taking a walk or bike  ride in the cleaner air of the city, in the countryside or in a wood. They love to fill their eyes with the shades created by mother nature with such  delicate nuances that only a skilled painter would be able to paint.

Not for nothing, autumn is the season of shades, inside and outside the people. Everything seems to slow down, while details highlight along the way, perhaps not to miss the opportunity to collect something: a memory of the summer which is now over, but not yet completely forgotten, or something new in which people want to throw themselves headlong. One can sense a beginning, which inevitably follows at the end of something else just behind.

Thus, autumn may suggest different meanings: it’s the “ fall” for the British, and recalls the harvest for those who deal with German. The Japanese dedicate great celebrations to autumn, while the Latin etymology of the word “autumn” underlines its aspect of fullness and satiety.

Just think of figs, persimmons, grapes and chestnuts, to mention only a few among our most nutritious and common autumn fruit.

In short, every country has its own shades, even in their words.

Charlot in TV? No, al museo!

Chaplin's World, Svizzera

Chaplin’s World, Svizzera

A Corsier-sur-Vevey, nella Svizzera francese, esiste un museo molto particolare. Allestita nella villa dove Charlie Chaplin si era ritirato a causa delle misure maccartiste che gli impedivano di ritornare negli Stati Uniti, l’area museale si può considerare a tutti gli effetti viva e vivace.

Al posto di ricordi polverosi dei tempi che furono,  l’attore e personaggio Chaplin – Charlot rivive in modo interessante, interattivo e  ancora divertente per piccoli e adulti.

Manoir de Ban, l’elegante residenza in cui l’attore ha vissuto dal 1953 al 1977, anno della sua scomparsa, è una bella villa di famiglia circondata da molto verde; la location ideale per un museo vivente.

Da Fellini a Benigni, da Woody Allen a Chaplin stesso in più versioni, oltre trenta statue di cera contribuiscono a far sembrare l’intera esposizione più un palcoscenico in movimento che una galleria di malinconiche testimonianze sul suo personaggio e il mondo del cinema.

Unico attore sopravvissuto all’avvento del sonoro, che ostinatamente continuò a fare del suo mutismo espressivo un cavallo vincente della battaglia contro i “tempi moderni”, Charlie Chaplin rivive ancora nei suoi film proiettati nella sala cinematografica, allestita nel museo.

Dopo una lunga gestazione durata sedici anni, il Chaplin’s World ha aperto i battenti al pubblico solo da circa un paio d’anni e si può prevedere che il numero dei visitatori sia destinato ad aumentare, man mano che il tempo passa.

Se telefonando…

Antonio Meucci

Antonio Meucci

Quest’anno ricorre il duecentodecimo anniversario della nascita di Antonio Meucci, al quale si deve l’invenzione del telefono. Toscano di origini, emigrò prima  a Cuba e poi negli Stati uniti, dove nel 1854 ideò il primo telefono casalingo, per comunicare con la moglia ammalata, senza dover spostarsi per casa.

Da casa nasce cosa, si potrebbe arguire, perché in seguito le vicende si sono aggrovigliate parecchio. A partire dal brevetto che Meucci faticò non poco ad ottenere, in primis per ragioni economiche,  che lo costrinsero ad aspettare fino al 1871. Ma come tutti i geni incompresi, una volta ottenuto il brevetto, non fu apprezzato per l’ingegnosa invenzione, e i diritti del brevetto decaderro, sempre per motivi economici del Meucci, che ne impedirono il rinnovo.

Ci pensò un americano, pare, un certo A.G. Bell che sbirciando tra le carte dello sfortunato Meucci,  nel 1876 gli copiò l’idea e ne ottenne subito il brevetto, disponendo di ben più larghe finanze.  Finita in tribunale la vicenda,  si salvò poi la faccia nel dire che il suo era di tipo elettrico e non meccanico, come quello dell’italiano, così vinse la battaglia legale.

Ma un altro personaggio si era già affacciato sulla scena del giallo telefonico: il valdostano Innocenzo Manzetti che nel 1865, quindi dopo Meucci, sorprese tutti con un telefono bello che pronto e, però, anche questo sprovvisto di brevetto.

Quindi, alla fine della storia sulla nascita del telefono, l’ha comunque vinta l’americano, l’unico dei tre a procurarsi subito il brevetto, consapevole del fatto che senza quello, non esiste altro inventore né invenzione che tenga.

Conosci tu il paese dove tosano le vigogne? Sì, la Pampa Galeras!

Vigogna nella Pampa Galeras, Perù

Inizia così, questo scritto, parafrasando il celebre poeta e scrittore Wolfgang Goethe che dell’Italia ha immortalato l’immagine del paese con il canto che esordisce con la famosa introduzione: Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro, una brezza lieve dal cielo azzurro spira, il mirto è immobile, alto è l’alloro ecc.. , ma perché mai?

Perché alla fine, ogni paese e molti luoghi nel mondo sono caratterizzati da qualcosa di tipicamente autoctono, qualcosa che entra nell’immaginario collettivo, ma non solo, aggiunge qualche informazione in più a ciò che, in parte, già si sapeva.

Carretera Survival, all'inizio della Pampa Galeras

Entrando nella Pampa Galeras

Pensando al Perù per esempio, e nello specifico alla riserva naturale di Pampa Galeras si può apprendere che la vigogna non è solo un tessuto pregiato, quasi più del cashemere,  o una lana molto costosa che può arrivare al prezzo esorbitante di 400 euro al kg, ma anche, anzi soprattutto, un animale.

Un animale che ha rischiato l’estinzione e il motivo salta subito all’occhio, ma che ora è protetto.

Alla vigogna, elemento fondamentale della tradizione millenaria del Perù e dei popoli andini in generale, è dedicato l’evento annuale del Chaccu, la tosatura in massa che si svolge da aprile a novembre, ma nella riserva di Pampa Galeras solo alla fine di maggio o all’inizio di giugno.

Chaccu

La cattura e la tosatura della vigogna, considerato animale sacro in antichità, ritrova le sue radici nel rituale ancestrale che gli Incas dedicavano alla madre terra.

Potendo chiedere oggi alle vigogne catturate cosa ne pensano del Chaccu, forse risponderebbero che per loro, effettivamente, è una scocciatura e causa di stress, ma è pur sempre  il male minore di fronte al pericolo di essere comunque tosate, dopo essere state soppresse…

Per tutte queste ragioni, la vigogna può diventare l’occasione di un viaggio a tema, come il foliage nel Vermont o la fioritura dei ciliegi in Giappone.

Reggia di Venaria Reale: Il più grande orto-giardino d’Italia

Locandina 2016

“Fatevi la corte” recita il titolo accattivante che si presta a più di un’interpretazione per introdurre le molteplici iniziative della stagione primavera-estate 2016 alla Reggia di Venaria Reale.

Riaperta al pubblico il 29 marzo, dopo la stagione invernale, la Reggia ospita l’orto giardino, o per usare un termine più aristocratico, il Potager Royal più grande d’Italia.

Orto-giardino a Venaria Reale

Orto-giardino a Venaria Reale

Su circa 100.000 metri quadrati crescono nei frutteti 1700 alberi e negli orti, specie uguali a quelle coltivate nel 1600 e 1700.

Si estendono alle loro spalle i grandi giardini con le fioriture stagionali, recuperati in parte dall’ex piazza d’armi voluta da Napoleone

Tra la mostra dedicata al made-in Italy di tutte le epoche, la mostra multimediale nella Regia Scuderia e quella fotografica nella Citroniera non resterà che concedersi una sosta  nei ristoranti e nelle caffetterie della Reggia.

La Freccia di DIana

La Freccia di Diana

Certo, rimarrà sempre l’imbarazzo della scelta nel modo in cui  godersi l’orto-giardino di corte. Salire a bordo della Freccia di Diana, sulla carrozza a cavallo o sulla gondola per un breve tragitto nelle acque della peschiera?

A voi la scelta.

Leggi anche La bella Italia in mostra alla Reggia di Venaria Reale

 

Dillo con un tulipano

Tulipani a Parco Sigurtà

Tulipani a Parco Giardino Sigurtà

Febbraio ormai è finito e i primi, agognati tepori primaverili sono alle porte. Si prepara ad accoglierli una moltitudine di tulipani multicolori che, tra le fioriture a tema più spettacolari del Parco Giardino Sigurtà, inaugura la stagione 2015. Anche le cifre sono davvero spettacolari, con 1 milione di tulipani e 300 varietà, alcune delle quali totalmente nuove. Potranno essere viste ed apprezzate all’interno dei  600.000 mq del parco dall’8 marzo al 26 aprile, nell’ambito di Tulipanomania che comprende anche un concorso fotografico in onore del famoso fiore.

Tulipano viola: ammirazione e regalità

Tulipano viola: ammirazione e regalità

Perché tanta popolarità per questo fiore, conosciuto in occidente da cinque secoli e che in primavera raccoglie così tanti aficionados floreali e del giardinaggio? Cosa porta ad organizzare tanti altri eventi che lo celebrano, come per es. Messer Tulipano che si tiene in primavera al Castello di Pralormo, in provincia di Torino?

Probabilmente, la sua semplice bellezza che davvero richiama la forma di un turbante, come l’etimologia orientale del suo nome suggerisce. Che sia reciso, piantato in un prato o crei una composizione in un vaso, non c’è dubbio che il tulipano eserciti un fascino particolare.

Il Tulipano Nero di Alexandre Dumas

Il Tulipano Nero di Alexandre Dumas

Alle sue note più scure si associano le emozioni più intense e appassionate, sospese tra l’amore e la lotta contro le ingiustizie. Così, Alexandre Dumas nel 1850 fece del tulipano nero non solo il titolo del suo romanzo, ma il simbolo vincente dell’amore perfetto che, alla fine, sconfigge il male, nello specifico le trame speculatrici di cui il fiore divenne oggetto nell’Olanda del ‘600. Ne seguirono numerosi film che ne ripresero l’intenso significato, fino ad arrivare ai più recenti cartoni animati giapponesi degli anni ’80 ambientati all’epoca della rivoluzione francese.

Anche le note accese del tulipano rosso si scelgono se si vuole esprimere amore profondo ed autentico, mentre il bianco suggerisce stima o perdono.

Tulipani gialli per esprimere gioia

Tulipani gialli per esprimere gioia

Vivacissimi tulipani gialli simboleggiano gioia pura, solarità, speranza e allegria. L’amicizia, la felicità e una nuova vita: regalato soprattutto per festeggiare un compleanno che cade in primavera oppure la nascita di una femmina o un nuovo lavoro, il tulipano rosa diventa un messaggero benaugurante. Se la persona che riceve i fiori è particolarmente dotata di occhi belli e sguardo intenso, meglio regalarle tulipani screziati che ne esaltino il fascino. Il tulipano viola, invece, esprime regalità e ammirazione per l’amore corrisposto.

Per questo e per altri motivi, si apprezzano così tanto i tulipani, perché non sono mai né troppo eleganti, stucchevolmente romantici, eccessivamente grandi o piccoli e nemmeno sfacciatamente vivaci, ma semplicemente tulipani.

 

Autunno in Giappone

Autunno in Giappone

L’acero rosso e il Giappone

“Settembre, andiamo, è tempo di migrare” recitava il vate italiano per antonomasia, Gabriele D’Annunzio.  Volando sopra l’Adriatico, oltre il mare e sempre più ad Oriente, l’autunno mischia i suoi colori con le linee armoniche dei templi e dei giardini giapponesi. Qui, non è l’esuberante foliage del Nord America che tinge deciso le White Mountains nel New Empshire e nemmeno la geometria cromatica dei vigneti della Napa Valley in California o nella Loira fino alle nostre Langhe a farla da padrona.

Nara, giardino di Isuien

Nara, giardino di Isuien

In Giappone, i colori dell’autunno iniziano ad apparire vero la metà di settembre nel nord del paese per avanzare verso sud e protrarsi in alcune zone fino a metà dicembre. L’acero è indubbiamente la pianta che più caratterizza l’autunno giapponese punteggiandolo di rosso acceso, fonte di ispirazione per le fantasie dei tessuti usati per fabbricare i kimono.

Tra ginko e pagode

Tra ginko e pagode

Non è da meno il giallo dorato delle piante di ginko e la gamma di sfumature del marrone che offrono i castagni. Tra le tante mete di un foliage trip di tutto rispetto rientra il parco di Nara, dove vivono liberi oltre 1000 cervi.

Tra i giardini di Yoshikien e Isuien, sfiorando gli antichi templi di Yakushiji, Kofukuji e Todaiji, i colori caldi dell’autunno si combinano con la quiete della natura e la spiritualità delle pagode.

 

 

Faro di Punta Palascia: per un capodanno nell’oriente d’Italia

Faro di Punta Palascia, Otranto

Faro di Punta Palascia, Otranto

Settantadue sono i chilometri che separano Punta Palascia, la parte più orientale dell’Italia, dalla costa albanese. In mezzo, il Canale d’Otranto, da sempre il passaggio marittimo più breve tra penisola balcanica e Italia. Un braccio di mare su cui si affaccia la parte più orientale del tacco italiano e della Puglia che nel nome richiama la sua essenza fatta di sale e di vento. Salento, appunto, per identificare la penisola che si estende lungo 200 km tra l’Adriatico e lo Ionio e che ha rappresentato più volte nella sua storia una porta d’ingresso con l’Oriente. Così approdò, ad esempio, l’antica Grecia, per citare il più eclatante  degli scambi interculturali favoriti dal comunicante tratto di mare.

La costa albanese dal Canale d'Otranto

La costa albanese dal Canale d’Otranto

Trovarsi nel punto più ad est del lembo di terra più orientale d’Italia può avere i suoi vantaggi. Uno di questi è quello di poter assistere per primi in Italia al sorgere di un nuovo giorno, luogo ideale per festeggiare la  prima alba di un nuovo anno. Un altro vantaggio del trovarsi nell’estremo est dell’oriente d’Italia è costituito dalla bellezza naturale di un territorio che presenta ancora i suoi aspetti più incontaminati. Coniugando questi due elementi con il carattere simbolico di un ponte che mette in contatto culture diverse, ecco che al faro di Punta Palascia rivive la suggestione di quell’importante crocevia di popoli. Allo stesso tempo, diviene l’occasione per trascorrere un capodanno diverso dai soliti.

Punta Palascia, tra Ionio e Adriatico

Punta Palascia, tra Ionio e Adriatico

Si arriva al faro con una passeggiata di circa 6 km costeggiando il litorale roccioso ricoperto a tratti dalla macchia mediterranea. Il faro, oggi sede di un osservatorio naturalistico e di un museo del mare,  offre una visuale che  si estende fino alle isole della Grecia e alle coste della penisola balcanica, diventando la cornice a capodanno di un evento che raccoglie numerosi curiosi. Giungono quì attratti dalla prerogativa di salutare prima di altri il nuovo anno, ma anche curiosi di respirare la magia di uno strano confine che non conosce frontiere. Una valenza interculturale che conosce il suo apice con l’Alba dei popoli, la manifestazione culturale e musicale che dal 1999 ha luogo nella vicina Otranto.

New Years’Eve at Punta  Palascia lighthouse, in the East of Italy

72 kms separate the outermost eastern side of Italy from Albanian coastline and, in the middle, Otranto Channel has ever been the shortest sailing way between Italy and the Balkans. It is a sea passage opening in front of  the far eastern Italy’s heel, whose name reminds to the essence of a land marked by salt (sale) and wind (vento).

Salento is exactly the peninsula stretching along 200 km coastline in Apulia between the Adriatic and Ionian Seas that was used so many times in history as a gateway to Europe and the East. So, Ancient Greece arrival, just to name one of the most striking intercultural exchange, was favoured by   the adjoining water passage known as Otranto Channel.

To be in the outermost eastern land in the East of  Italy has the advantage to experiment a natural beauty that has maintained its pristine aspects. However, another element is the privilege for whom who live or come here to witness a natural show on New Year’s Eve. Punta Palascia lighthouse is in fact the spot where the new year begins earlier than in the rest of Italy and has become the ideal place to celebrate the year’s first dawn.

Both elements along with the fascinating symbolism to be in front of a bridge connecting different cultures create the occasion to spend a different New Year’s Eve deepened into a savage natural setting. Punta Palascia lighthouse can be reached by walking about 6  km along the rocky coastline scattered with  Mediterranean vegetation.

The lighthouse is nowadays a naturalistic observatory and Sea Museum , from which the view extends as far as the Balkan coast and Greek islands . It is the perfect frame attracting numerous people who want to be the first to celebrate New Year’s Eve next to a strange border with no boundaries. The acquisition of intercultural value becomes more and more substantial thanks to “Alba dei popoli” , the event that has been taking place in Otranto since 1999, promoting cultural exchange between Apulia and the other Mediterranean cultures.

Sulle note dei tamburi di Buccheri

I tamburi di Buccheri

I tamburi di Buccheri

Trascinante o ripetitivo, il ritmo cadenzato del tamburo richiama inevitabilmente ad una dimensione primitiva in cui le percussioni avevano un loro significato e una funzione ben precisa. Svariati sono stati gli utilizzi dei tamburo in ogni epoca: come accompagnamento ad una danza o per celebrare le divinità nei rituali religiosi piuttosto che per annunciare la battaglia imminente. Ancora oggi trovarsi di fronte ad un gruppo di moderni percussionisti in abiti tradizionali non può lasciare indifferenti.

Tamburi giapponesi Taiko

Tamburi giapponesi Taiko

Può trattarsi di un gruppo giapponese taiko che rivisita in chiave moderna la musica dei tamburi introdotta  in Giappone nel 5° o 6° secolo.  Oppure, suonatori in costumi medievali che percorrono le vie di paesi antichi riempiendole con il forte suono ritmato, come accade per i tamburi di Buccheri. In tutta Italia esistono gruppi musicali che si dedicano unicamente alle esibizioni con tamburi e i suonatori di Buccheri, piccolo paese sulle colline in provincia di Siracusa, ne sono un esempio. Ogni anno, ad agosto, i tamburi di Buccheri si esibiscono nell’ambito di Medfest, la festa medievale che quest’anno ha raggiunto la 13° edizione. Un gruppo, quello di Buccheri, che non si limita ad esibirsi solo a livello locale, ma è presente anche sulle piazze di altre regioni.

Isola delle Correnti, Siracusa

Isola delle Correnti, Siracusa

Alcuni km più a sud, sempre nella provincia di Siracusa, si uniscono le onde di due mari, lo Ionio e il Tirreno. Con la bassa marea e i piedi per terra si può percorrere la sottile striscia di terra che separa dalla grande madre siciliana la minuscola Isola delle Correnti.  Se i tamburi di Buccheri dovessero suonare anche quì, nella località più a sud della Sicilia e dell’Italia, le loro note ancestrali riempirebbero il silenzio, rotto solo dal vento e dalle onde dei due antichi mari.

Buccheri’s drums

Either enthralling or repetitive, the rhythm of a drum instinctively evokes primitive ages, when  drumming had definite meanings and purposes. A dance, a religious ritual or a forthcoming battle have always been occasions for drummers to play this ancient instrument. A group of modern drummers wearing traditional clothing cannot pass unnoticed till now.

May they be Japanese taiko musicians who play a modern version of the ancient drum music appeared in Japan in the 5th and 6th centuries or modern drummers in medieval costumes like those of Buccheri, a small village in the province of Siracusa, Sicily. Local groups who play traditional drums can be found in many regions of Italy. Like every year in August, Buccheri’s drummers perform this year at the Medfest, which has come to its 13th edition.

Buccheri drummers’ performances can be listened to in other Italian regions and not only in the province of Siracusa. From the hills where Buccheri is situated to the sea it is not a long way. Two seas join together at the small Isola delle Correnti or Streams Island representing the southest spot of both Sicily and Italy. By low tide it is possible to walk on a thin land extending from the main island Sicily to Isola delle Correnti, passing between the Tyrrhenian and the Ionian Seas. If Buccheri’s drummers should play in this remote scenario, silence could be filled in not only with the wind and waves of both ancient seas, but with their primitive notes, too.

Voci precedenti più vecchie

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