In cammino verso la Provenza: la Valle Stura

Valle Stura

Corridoio naturale tra Italia e Francia, la lunga Valle Stura  si articola per 60 km lungo l’omonimo fiume, segnando il confine tra le Alpi Marittime a sud e le Alpi Cozie a nord. Paesaggi contrastanti si susseguono per via, attraverso fitti boschi di larici ed abeti poco prima di arrivare al Colle della Maddalena  ed aspri paesaggi di pareti rocciose come le strette gole delle Barricate.

Da sempre punto strategico iniziale e finale della Valle Stura è il Colle della Maddalena o Col de Larche, come lo chiamano i vicini francesi, un tempo percorso da viandanti, mercanti e soldati in transito tra l’attuale regione piemontese e l’alta Provenza. Oggi, una fitta rete di sentieri e strade militari viene utilizzata da chi, questa valle, la vuole conoscere a piedi o in mountain-bike. Itinerari di diverso livello di difficoltà, dai più impegnativi come quello che in 6 ore di cammino porta ad ammirare il panorama dalla cima più alta della valle, il Monte Tenibres a quota 3031 mt, con la possibilità di effettuare la salita in due tappe sostando al rifugio Zanotti.

Laghi di Sant’Anna

Tra i percorsi più semplici e brevi, si può optare per il giro dei laghi di Sant’Anna della durata di 3 ore, con partenza ed arrivo al Santuario di Sant’Anna a 2010 mt di altezza, il più alto d’Europa, il cui tragitto panoramico passa accanto al Lago Grande e ai Laghi di Lausfer, in territorio francese.

A metà della Valle Stura sorge il  forte Albertino di Vinadio fatto realizzare da Carlo Alberto nella prima metà dell’800 per difendere una valle morfologicamente esposta da sempre alle incursioni nemiche, a partire dalla discesa dei barbari e dei Saraceni. Sempre nei pressi di Vinadio, le terme sulfuree sono una delle attrattive all’insegna del benessere in valle.

Forte Albertino a Vinadio

Una valle che, per farsi conoscere meglio, ha allestito a Pontebernardo l’Ecomuseo della Pastorizia promuovendo la tutela della pecora sambucana, esemplare simbolo della Valle Stura. Un territorio in cui si ritrovano le tracce della cultura occitana, ereditata dalla vicina Provenza che nel tempo si è affiancata a quella piemontese, riconfermando così la peculiarità della valle come luogo di interscambio vero e proprio, ma anche di passaggio tra culture e tradizioni confinanti.

 

On the way to Provence: The Stura Valley

As a natural passageway between Italy and France the Stura Valley extends for 60 km along the homonymous river, marking the borders with the Maritime Alps southwards and the  Cottian Alps northwards. Different sceneries follow one another along the way, alternating green areas such as the thick forests of fir and larch close to the Maddalena Pass and rocky views like the Barricate cliffs.

A strategic point of the Stura Valley from the mists of time is the Maddalena Pass or Col de Larche as the French neighbours call it. Wayfarers, merchants and soldiers used to follow the natural corridor of the Stura Valley in the past coming and going between Provence and the present region of Piedmont.

Nowadays those who wish to know the natural surroundings across the valley can go on foot or ride a MTB along a wide net of mule tracks, military roads and trails of different difficulty levels for all kinds of hikers. For example, by a six-hour walk that can be divided into two parts with a stop at the Refuge Zanotti it is possible to reach the top of  Mt. Tenibres (3031 m), the highest mountain of the Stura Valley and be gratified with the beautiful view. Shorter and easiest excursions include the ring track of the St.Anna Lakes reaching the Big Lake and the Lausfer Lakes in French territory. The track starts and finishes at the Sanctuary of St. Anna situated at 2010 mt , the highest sanctuary in Europe.

A historic view is given in the middle of the Stura Valley by the Fortress of Vinadio, which was built in the first half of the 19th century during the reign of King Carlo Alberto of Savoy to defend a territory that owing to its geographical position was constantly under the threat of foreign attacks since the time of the Barbaric invasions and the Saracen raids. Vinadio is also a famous resort thanks to its sulphureous thermal bath representing the wellness centre of a valley to be discovered in many other aspects.

As for the cultural background of the Stura Valley, the Ecomuseum of  sheep farming at Pontebernardo celebrates the sambucana sheep, a typical local breed of sheep which is the symbol of the valley. As a heritage of “Occitania”, the name used to define a region including  Provençe just behind the Italian border, Provençal influences can be found not only in gastronomy, for example by the superb use of  herbs in cooking but also in traditions and language. They mingle and coexist with Piedmontese elements confirming once again the role of the Stura Valley as a place of exchange between the culture and traditions of the neighbouring territories.

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Im Sturatal auf dem Weg nach Provence

Das 60 km lange Sturatal erstreckt sich am gleichnamigen Fluss wie ein natürlicher Korridor zwischen Italien und Frankreich. Südlich steckt das Tal die Grenze mit den Seenalpen und nördlich mit den Kottischen Alpen ab. Dem Tal entlang wechseln die Landschaften einander ab. Tiefe Lärchen-und Tannenwäldern sind z.B. in der Nähe vom Maddalena Pass oder Col de Larche, wie ihn die französischen Nachbaren nennen, aber bei den Felsen von Barricate wird die Aussicht rau.

Aus grauer Vorzeit war der Maddalena Pass die strategische Übergangsstelle im Sturatal, dadurch Wanderer, Händler und Soldaten hin und her weitergingen. Heutzutage wird das Tal von denen besucht, die die natürliche Umgegend zu Fuss oder mit dem MTB durch ein dickes Netz von Militärwegen und  Pfaden jeglicher Schwierigkeitsgrade entdecken wünschen.

Eine sechs stündige Wanderung, die beim Anhalten in der Berghütte Zanotti in zwei Etappen geteilt werden kann, führt z. B. zum Gipfel des Berges Tenibres (3031 m), der höchste Berg im Sturatal. Unter den leichtesten Wanderwegen ist der Rundgang von Sant’Anna Seen, damit den Hauptsee  und die Lausfer Seen im französischen Land erreichen kann. Der 3 stündige Rundgang beginnt und endet am höchsten Europas Wallfahrtsort von Sant’Anna (2010 m).

In der Mitte des Sturatales befindet sich die Festung von Vinadio, die Carlo Alberto, König von Savoyen in der ersten Hälfte des 19. Jahrhunderts zur Talverteidigung bauen liess. Wegen seines geographischen Lage war das Sturatal nämlich  schon in den Zeiten  der Völkerwanderungen und  sarazenischen Einfälle  unter der ständigen Bedrohung  durch  Invasoren.

Aufgrund der hiesigen schwefelhaltigen Thermalquellen ist Vinadio ein berühmter Wellness-Ort im Sturatal. Die kulturellen Aspekte des Tales kann man beim Besuch am Ökomuseum der Scharfzucht in Pontebernando entdecken. Unter den Zielen und Zwecken des Museums ist der Schutz des Sambucana Schafes, das Sturatalsymbol. 

Provenzalische Einflüsse der sogennanten Occitania  Gegend befinden sich sowohl im kulkturellen Leben und in der Sprache als auch in der Gastronomie, z.B. durch  die wohlschmeckende Nutzung von Gewürzkräutern in der Küche. Die Elemente aus Provenz vermischen sich mit denen von Piemont. Das Sturatal bestätigt sich daher noch einmal wie eine Übergangstelle von Kulturen und  Überlieferungen, die die Grenze durch den Maddalena Pass überqueren.

Le feste di Casola Valsenio, in terra di Romagna

Festa di Primavera

Sulle orme dell’antica festa popolare di Mezzaquaresima in cui, per un giorno nel periodo di Quaresima, il paese di Casola Valsenio si abbandonava ai festeggiamenti, ha luogo per le vie dell’abitato la Festa di Primavera. Oggi come allora, si assiste alla sfilata del Carro della Vecchia che verrà puntualmente messa al rogo, quale simbolo di tutte le difficoltà sopportate dagli agricoltori nella stagione invernale appena trascorsa. Sfilano anche i carri, ma non sono normali carri allegorici. I “Carri di pensiero” come vengono chiamati sono grandi composizioni, ricche di costumi, colori e scenografie in cui l’immobilità dei figuranti sembra contrastare con lo spirito chiassoso della festa. La manifestazione si svolge in due date, il 25 Aprile in versione diurna e il 28 Aprile di sera.

Giardino delle Erbe

Casola Valsenio non è estraneo ad eventi originali, essendosi guadagnato anche l’appellativo di “Paese delle erbe e dei frutti dimenticati”. Fiore all’occhiello della comunità romagnola è infatti il Giardino delle Erbe, un grande vivaio di piante officinali ed erbe aromatiche, iniziato negli anni ’50 da Augusto Rinaldi Ceroni. La lavanda ne costituisce la pianta più significativa, non solo del grande giardino aromatico, ma anche di tutta Casola Valsenio che in primavera ed estate si riempie del suo profumo fragrante e delle inconfondibili sfumature di viola e blu. Alle erbe aromatiche è dedicata la Festa delle Erbe in Fiore nel mese di maggio e il Mercatino delle Erbe in luglio e agosto.

Frutti dimenticati

L’originalità di questo piccolo borgo sui monti faentini si esprime, inoltre, nella “Festa dei Frutti dimenticati”, alcuni dei quali sono davvero ignoti a molti. Pere volpine, corniole, avellane, mele da rosa, azzeruole, giuggiole e sorbe sono alcuni preziosissimi frutti che in passato facevano parte dell’alimentazione della popolazione locale e che oggi il comune di Casola Valsenio vuole promuovere, incentivandone perfino la coltivazione, insieme alle erbe aromatiche, nel giardino privato di casa.

Celebrating at Casola Valsenio in Romagna region

In the wake of the old popular celebration of Mezzaquaresima when for one day during Lent the village broke into merrymaking, the Spring Celebration takes place every year at Casola Valsenio. Just as in the past the wagon with the old woman parades today through the village to be burnt soon afterwards as a symbol of the difficulties suffered by the farmers in the winter season.

Other allegory wagons parade as well, even if different from the ones of the past. They are called Wagons of Thought and consist of original settings full of colours, costumes and spectacular effects, carrying silent and motionless figures in contrast with the noisy and cheerful atmosphere around. The event can be followed this year on 25th April in the day time and on 28th April at night.

The Spring celebration is not the only special event at Casola Valsenio which is also known as the Village of Herbs and  Forgotten Fruit. The Romagna community in the province Ravenna boasts a unique garden of herbs where officinal plants and herbs have been cultivating since the Fifties when it was first started by Augusto Rinaldi Ceroni, its founder. Lavender is the most representative plant not only in the Garden of Herbs, but also in the whole village which fills with its fragrance and blue-violet  nuances in spring and summer.

Two events are dedicated to herbs: the celebration of Herbs in Bloom in May and the Market of Herbs in July and August. Casola Valsenio doesn’t give up the occasion of celebrating the so-called forgotten fruit, that is the fruit generally cultivated in the past by the local population, though unknown to most people today such as fox pears, cornelian cherries, apples of the rose, filberts, azaroles, jujubes and sorb apples. Their revival is heartily encouraged by the local administration, promoting cultivation even in the private gardens of their fellow-citizens.

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Feiern in Casola Valsenio, in der Romagna Gegend

Ähnlich dem alten Volksfest von Mezzaquaresima, das zur Fastenzeit im Dorf stattfand, wird das Frühlingsfest in Casola Valsenio jedes Jahr gefeiert. Wie damals zieht der Wagen mit der alten Frau vorbei, die die Schwierigkeiten der Bauern im vergangenen Winters symbolisiert und unvermeidlich gebrannt  wird. Andere allegorische Wagen ziehen vorbei.

Sie sind die sogenannten Wagen des Denkens, deren Figuren im Widerspruch zu der lärmenden Atmosphäre still und unbeweglich stehen. Die Maskenwagen sind grosse, tolle Werke reich an Farben, Kostümen und Bühneffekten. Die Parade erfolgt dieses Jahr am 25. April tagsüber und 28. April nachts.

Das Frühlingsfest ist nicht das einziege Sondererignis in Casola Valsenio, dem den Spitznamen “das Dorf der Kräuter und vergessenen Früchte” gegeben wurde. Die romagnolische Gemeinschaft in der Provinz Ravenna rühmt sich einen einzigartigen Kräutergarten, der in den fünfziger Jahren  von Augusto Rinaldi Ceroni begonnen wurde. Lavendel ist die kennzeichnendeste Pflanze, nicht nur im Kräutergarten, sondern im ganzen Dorf, das sich im Frühling und Sommer mit dem starken Duft und zahllosen violetten  Farbtönen füllt

Den Kräutern werden zwei Ereignisse gewidmet: das Fest der blühenden Kräuter im Mai und der Markt der Kräuter im Juli und August. Die vergessenen Früchte, deren Namen den meisten Menschen unbekannt sind, werden ebenso im Oktober gefeiert. Fuchsbirnen, Kornelkirschen, Rosenäpfel, Azaroläpfel, Brustbeeren und Vogelbeeren sind einige wertvolle  Früchte, die in der Vergangenheit zu der gewöhnlichen Ernährung der hiesigen Bevölkerung gehörten und heute werden sie von der Gemeindeverwaltung von Casola Valsenio durch ihre Zucht sogar in den Privatgärten ihrer Bürgers fördert.

La campana più grande d’Italia a Rovereto

Campana Internazionale dei Caduti “Maria Dolens”, Rovereto

Pesa 230 quintali, è alta 3,36 mt e ha un diametro di 3,21 mt. E’ la campana Maria Dolens, la più grande d’Italia, ma anche tra le più  grandi del mondo se si considera la particolarità di suonare a distesa, vale a dire senza ostacoli al movimento oscillatorio. Ogni giorno, cento rintocchi in ricordo di tutti i caduti nelle guerre di tutto il mondo sono la conferma quotidiana del suo messaggio in favore della pace. I cannoni utilizzati nella prima guerra mondiale fornirono il bronzo necessario per la sua fusione nel 1924, ma furono necessarie altre due fusioni molti anni dopo per ottenere l’attuale sonorità.

Campanile di Mortegliano

Nota anche come la Campana Internazionale dei Caduti per sottolineare la sua vocazione ben oltre la provincia di Trento, a cui appartiene e i confini italiani, è il frutto di una grande tradizione campanaria che indirettamente, per paradosso, costituì nel passato ragioni di ostilità. Non c’è campanile senza campana, infatti.

Questo, sicuramente, era un principio molto consolidato soprattutto nel Medioevo che trovò la dimostrazione più eclatante nella lotta tra Guelfi, dalla parte del Papa e Ghibellini, dalla parte dell’imperatore, dando vita alle rivalità “campaniliste”, perché la difesa del proprio campanile, inteso come paese, fazione e gruppo di appartenenza era una priorità assoluta per la supremazia sui campanili rivali.

Il Torrazzo di Cremona

Tra i campanili italiani che oggi si sfidano idealmente in confronti meno violenti, guadagna il primo posto con un’altezza di 113 mt il campanile realizzato in epoca moderna di Mortegliano, in provincia di Udine, mentre il record di quello storico più alto appartiene al Torrazzo di Cremona, alto 112 mt, dalla cui sommità è possibile avere una visione d’insieme sulla sottostante splendida piazza, la città e la  pianura.

 

The biggest Italian bell of Rovereto

Named Maria Dolens, the biggest bell in Italy is 3,36 meter high, has a 3,21 meter diameter and weighs 23000 kg. It is also one of the biggest swinging bells in the world. Every day it tolls 100 times to commemorate the fallen of all wars around the world as a message of peace and brotherhood.

It was 1924 when it was firstly cast using the bronze of the First World War’s cannons, but later on it was necessary to cast it twice again to achieve the present sonority. Also called the International Bell of the fallen to underline its mission far beyond the province of Trent to which it belongs and the Italian border, Maria Dolens is the result of a long bell-making tradition in Italy. A tradition that indirectly contributed to raise hostilities in the past.

There’s no bell-tower without a bell, in fact, and this principle was fundamental in the Middle Ages when fights among different bell-towers as symbols of rival villages, factions or social groups arose here and there in Italy. The most well known example of such local and parochial conflicts  was he fight in Florence between the Guelphes, the Pope’s supporters, and  the Ghibellines defending the Emperor.

That was the origin of the Italian word “campanilismo” that doesn’t find a real corresponding translation into other languages. However, to hazard an explanation  it would sound in English like “bell-towering” or something like that, meaning the defense of one’s own bell-tower in a broad sense. Therefore, the word “campanilismo” is used in many situations commonly characterized by the strong defense of personal interests and benefits against those of other people.

Nowadays, in the no-violent rivalry among the Italian bell-towers, the village of Mortegliano in the province of Udine is at the top of the list with its 113 m high bell-tower built in modern times. The highest historic bell-tower is the 112 m high Torrazzo of Cremona, from which it is possible to overlook the beautiful square, the city and the surrounding plains.

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Die grösste Glocke Italiens in Rovereto

Maria Dolens, die grösste Glocke Italiens wiegt 230 Doppelzentner, ist 3,36 m hoch und hat einen Durchmesser von 3,21 m. Sie ist nicht nur die grösste Glocke Italiens, sondern auch eine der grössten freischwingenden Glocken der Welt. Jeden Tag schlägt sie hundertmal zur Erinnerung an die Kriegsgefallenen der ganzen Welt.

1924 wurde die Rovereto Glocke aus der Bronze der Ersten Weltkriegskanonen erst gegossen, aber viele Jahre später waren zwei weitere Güsse erforderlich, um die gegenwertige Akustik zu erzielen. Die Rovereto Glocke ist auch wie die Internationale Gefallenenglocke bekannt, um ihre Aufgabe zugunsten des Friedens weit über die Provinz Trient und die italienischen Grenzen zu betonen.

Sie ist die Frucht einer langen Glockentradition, die Feindschaft in der Vergangenheit indirekt fòrderte, denn es gibt keinen Glockenturm ohne Glocke. Das wusste man besonders im Mittelalter, als lokalpatriotische Streite unter Dörfern und Faktionen hier und dort in Italien entstanden. Das italienische Wort “campanilismo” findet seinen Ursprung genau damals, z.B. bei den Streiten in Florenz zwischen den Papstanhängern Guelfen und den Gibellinen, die auf der Seite des Kaisers standen.

Keine ensprechende Übersetzung des Wortes kann man in anderen Fremdsprachen finden.  Um eine Erklärung zu wagen, könnte man das italienische Wort “campanilismo” auf Deutsch so etwas wie “Glockenturmheit” übersetzen. Selbstverständlich bezieht sich heute das Wort auf eine Menge  Situationen, jedesmal wenn eine bestimmte Gruppe ihre eigenen Ideeen und Interessen gegen diejenigen einer anderen Gruppe verteidigt.

Die Streite unter den verschiedenen Glockentürmen beschränken sich heutzutage  nur auf ihre Höhe. An erster Stelle steht der moderne 113 m hohe Glockenturm von Mortegliano in der Provinz  Udine und zweitens ist der historische Torrazzo von Cremona. Von dem 112 m hohen Glockenturm kann man den schönen Platz, die Stadt und die weite Ebene überblicken.

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