Novi Sad: voci e musiche della Serbia

Novi Sad, Municipio

Multilingue, musicale, immersa nell’atmosfera austriaca e balcanica. Se si potesse riassumere in poche parole Novi Sad la si potrebbe definire così. Da sempre città di frontiera sul Danubio, oggi tra Romania, Ungheria e Croazia, ieri tra impero austriaco e ottomano. Un crogiolo di razze, culture e vicende, per le quali è stata definita anche “Atene della Serbia”. Un ambito culturale avvantaggiato dalla presenza dell’università e dall’attuale sistema scolastico diffuso che promuove l’insegnamento multilingue in serbo, ungherese, slovacco e ruteno.

Fortezza Petrovaradin

La storia della città è indissolubilmente legata alla fortezza Petrovaradin, antico insediamento fortificato già utilizzato in epoca romana e bizantina, attorno al quale si è sviluppato il tessuto urbano. Divenuto monastero fortificato a partire dal 1237 la fortezza  fu poi modificata nel suo aspetto attuale dagli Austriaci e chiamata la “Gibilterra del Danubio” affinchè non si avessero dubbi sulla sua imponenza e capacità difensiva, ampliata da una rete di gallerie sotterranee che si estende per 16 km. Oggi, il complesso difensivo ospita un albergo e il Museo della città. Inoltre, è sede di mostre ed eventi, dei quali il più importante è l’Exit Festival, tra i maggiori appuntamenti musicali a livello mondiale.

Novi Sad, il centro città

Il centro cittadino di Novi Sad si presenta vivace, anche grazie al pubblico giovanile costituito dagli studenti universitari e tra le attrattive, risalta la piazza principale su cui si affacciano il Municipio e la Cattedrale cattolica, nei cui pressi è situata la chiesa ortodossa. L’offerta museale comprende la Galleria di arte straniera, la Galleria Matice Srpske, antica fondazione culturale che espone opere pittoriche e religiose ortodosse ed il Museo etnologico ed archeologico della Vojvodina.

Novi Sad è chiamata così dal 1748 per immortalare nel suo significato di “Nuovo insediamento” la proclamazione da parte di Maria Teresa d’Austria di “città reale libera”. La città rientra nella provincia della Vojvodina che comprende la vasta erea immersa nel verde di Fruska Gora, protetta dall’omonimo Parco naturale ed arricchita dalla presenza di 16  monasteri che ne aggiungono il valore storico, artistico e spirituale.

Monastero Mala Remeta

Tutti hanno alle loro spalle secoli di storia, ma tra di essi vale la pena ricordare Novo Hopovo del 16° sec., Grgeteg costruito nel 15° sec., Velika Remeta del 13° sec. e il monastero femminile di Krusedol risalente al 15° sec. Che siano piccoli, come il monastero di Mala Remeta o grandi complessi in pietra, ognuno di loro risalta nel verde che li circonda, poco distanti dalle acque blu del Danubio e dalle note musicali di Novi Sad.

Novi Sad: voices and music from Serbia

A multilingual and music city permeated with Austrian and Balkan atmosphere. This could be a brief description of Novi Sad with its everlasting role of a frontier city on the Danube, once between the Austrian Empire and the Ottomans, nowadays among Rumania, Hungary and Croatia. Owing to the melting pot of races, cultures and events which marked the life of the city, Novi Sad was also named Serbian Athens. Its cultural background is due to the fact that Novi Sad is also a university city with a wide spread education system based on multilingual teaching methods in Serbian, Slovak, Ruthenian and Hungarian.

An indissoluble bond connects the city with Petrovaradin Fortress, the ancient fortified complex dating back to Roman and Byzantine times, around which the  urban fabric developed. In 1237 Petrovaradin became a fortified monastery until the Austrians modified it to its present aspect, which hides a 16km long network of underground galleries The Fortress was called the Gibraltar of the Danube, so that no doubt about its imposing and defensive warning should ever raise. Today Petrovaradin Fortress is the location of a hotel, the Museum of the City, shows and events among which the Exit Festival, one of the most important music events in the world.

The lively city centre opens on the Main Square where The Hall and the Catholic Cathedral are situated with the Orthodox Cathedral nearby. The city history and art can be discovered at the archaeological and ethnological Vojvodina  Museum, the Gallery for foreign Art and Matice Srpske Gallery, an ancient cultural institution where religious orthodox paintings are exposed. The city has been called Novi Sad meaning “new settlement” since 1784, when Maria Theresa of Austria declared it “free royal city”.

Vojvodina , the province where Novi Sad is situated includes the green area of Fruska Gora protected by the homonymous natural park and enriched by the historic, artistic and spiritual value of 16 ancient monasteries, among which it’s worth mentioning Novo Hopovo of 16th century, Grgeteg built in the 15th century, Velika Remeta of 13th century and the female monastery Krusedol dating back to the 15th century. The stone shapes of both small monasteries such as Mala Remeta and bigger religious buildings show up against the green not so far from the blue Danube and the music notes of Novi Sad.

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Novi Sad: Stimmen und Musik aus Novi Sad

Wenn man Novi Sad mit wenigen Wörtern schildern sollte, könnte man sie wie eine mehrsprachige Musikstadt mit österreichischen und balkanischen Einflüssen beschreiben. Seit jeher ist Novi Sad eine Grenzstadt, die sich in der Vergangenheit zwischen dem österreichisch-ungarischen Reich und der ottomanischen Beherrschung befand. Unter Rümanien, Ungarn und Kroatien liegt heute die Stadt, der aufgrund ihres Rassengemisches und vielseitiger Kultur  den Spitznamen “Athens von Serbien” gegeben wurde. Beitrag zum kulturellen Stadtleben wird von der Universität und dem verbreiteten Bildungssystem geleistet, die auf mehrsprachigen Lehrmethoden in Serbisch, Slowakisch, Ruthene und Ungarisch basieren.

Die Stadt an der blauen Donau entwickelte sich um Petrovaradin Festung, die aus römischer und byzantinischer Zeit stammt. 1237 wurde Petrovaradin ein befestigtes Kloster, dessen gegenwärtigen Ausssehen  auf die Österreichern zurückzuführen ist. Die Festung, die ein 16 km langes Unterführungsnetz versteckt, wurde das Gibraltar der Donau genannt, um ihre warnende Abwehrfunktion  und gewaltiges Bauwerk zu betonen. Heutzutage befinden sich in der Festung ein Hotel und das Stadtmuseum. Verschiedene Ereignisse werden dort organisiert u.a. Ausstellungen und das Exit Festival, das weltberühmte Musikfestspiel.

Das lebendige Stadtzentrum entwickelt sich um den Hauptplatz, wo sich das Rathaus und die katholische Kathedrale erheben. Nicht weit steht die orthodoxe Kathedrale. Die Geschichte und Kunst von Novi Sad kann man in der alten kulturellen Institution Galerie Matice Srpske, dem Archäologisch- Ethnographisches Museum Vojvodina, und der Galerie für fremde Kunst ansehen. 1784 wurde die Stadt mit dem Namen Novi Sad genannt, der neue Siedlung meint, nachdem sie von Marien Theresien von Österreich freie Königsstadt ausgerufen wurde.

Vojvodina ist die Provinz, wo Novi Sad liegt, die sich in der grünen Gegend und Naturpark von Fruska Gora erstreckt. Die Umgebung bereichert sich mit dem historischen, künstlerichen und geistigen Aspekt von 16 alten Klöstern. Unter den religiösen Gebäuden sind Novo Hopovo vom 16 Jahrh., Grgeteg vom 15. Jahrh, Velika Remeta vom 13. Jahrh. und das webliche Kloster Krusedol vom 15. Jahrh. Sowohl die kleinsten Klöster wie z.B. Mala Remeta als auch die grössten religiösen Steinbauten ragen sie hinter dem Grünen hervor, nicht so weit entfernt von der blauen Donau und der Musiknoten von Novi Sad.

La strana posta di Vanuatu

Francobollo di Vanuatu: posta subacquea

Tra gli uffici postali più strani del mondo, rientra senza dubbio lo sportello subacqueo di Vanuatu, nazione del Sud Pacifico. Il piccolo ufficio postale è un must per chi visita la piccola isola di Hydeaway vicina a Port Vila, purchè sappia nuotare. Dalla sua postazione, a soli 3 metri di profondità e 50 mt dalla spiaggia, è possibile inviare cartoline postali plastificate, munite di speciali timbri a secco.

Isola Hydeaway, ufficio postale subacqueo

Non si tratta ovviamente di un ufficio postale normale, con orari regolari e lunghe code, in ogni caso si può trovare all’interno del piccolo chiosco subacqueo di Vanuatu un impiegato dotato di bombole per un’ora al giorno o per intervalli più lunghi quando ve ne sia la richiesta, ad esempio nei giorni in cui giungono le navi da crociera. Sulla spiaggia sono indicati gli orari di apertura e una bandiera con galleggiante indica che all’interno del piccolo sportello è presente l’impiegato subacqueo. I non-nuotatori possono affidare le cartoline postali ad un assistente che si fufferà in acqua per loro e provvederà alla spedizione. Per chi non vuole o non può mettersi in viaggio per raggiungere questa strana meta esiste anche la possibilità di farsi recapitare a casa una cartolina subacquea ordinandola su internet, un’idea per un piccolo regalo a qualcuno che sicuramente ne resterà piacevolmente sorpreso. Lo strano ufficio postale è stato inaugurato nel 2003 e per celebrarlo lo stato di Vanuatu, arcipelago formato da ben 83 isole,  ha emesso diversi francobolli, in questo caso cartacei che hanno fatto il giro del mondo.

Vanuatu, vulcano Yasur

Lo sportello postale tra pesci variopinti e coralli multicolori non è la sola stranezza di Vanuatu in fatto di posta perché, volendo, si può imbucare la propria missiva in un ambiente completamente diverso, ma altrettanto inusuale. Si tratta  della “cassetta postale vulcanica” proprio accanto al cratere del vulcano ancora attivo Yasur sull’isola di Tanna. Sarà perchè Vanuatu nel 2007 è stata dichiarata la nazione più felice del mondo, trovando nella sua spensieratezza lo spunto per mettere di buon umore i turisti ed inventarsi strane modalità per un gesto tipico di chi si trova lontano molte miglia da casa. In ogni caso il recapito delle cartoline subacquee  è assicurato, anche se con i tempi dovuti alla distanza e per Vanuatu il loro arrivo a destinazione non può che dare soddisfazione, dimostrandone l’efficienza e l’originalità.

Strange mail from Vanuatu

The under water post office of Vanuati in the South Pacific  is no doubt one of the stangest in the world. It’s a must when visiting Hydeaway Island near Port Vila except for non-swimmers. From its location only at 3 m below the surface and 50 m offshore it is possible to send waterproof plastic postcards with embossed stamps. At the unusual counter there is usually a scuba clerk for about sixty minutes every day, but opening hours may very according to demand, for example when a cruise ship is nearby. Anyway, opening hours are indicated on the beach and a floating flag shows that the underwater staff is on. Non-swimmers can give their postcards to an assistant who will dive for them into the water.

In order to meet the requests of remote addressees who do not want or are unable to travel so far to get such a peculiar mail service, underwater postcards may be ordered online. This could be a good idea for a little gift to someone who will certainly be pleased to receive it. The underwater post office was inaugurated in 2003 and a number of stamps dedicated to the event have been issued by Vanuatu Post since then. Anyway, the underwater world inhabited by tropical fish and multi-coloured corals is not the only strange place for sending postcards from Vanuatu.

In a completely different location next to the still active Yasur Volcano crater on Tanna Island  there is another special post box from which volcanic mail can be sent to the rest of the world. In 2007 Vanuatu was declared the happiest country in the world and its joviality may be the reason of funny ideas such as underwater and volcanic post service to please tourists and people living thousand miles away. In any case, every time an underwater postcard arrives at destination Vanuatu Post can be proud to have fulfilled its unique mission efficiently.

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Ausserordentliche Post aus Vanuatu

Der Unterwasser-Postamt in Vanuatu, eine Inselgruppe aus 83 Inseln  im Südpazifik,  ist zweifellos unter den merkwürdigsten Post-Filialen der Welt. Der kleine Unterwasser-Schalter befindet sich bei 3 Meter Tiefe und 50 Meter vor der Küste Hydeawayinsel weg in der Nähe von Port Vila.  Wasserfeste Postkarten mit Trockenstempeln können von dort abgesendet werden und  gewöhnlich ist ein Tauchangestellte eine Stunde am Tag im Dienst.

Die Öffnüngszeiten können aber auf Wunsch ändern z.B. bei Ankunft eines Kreuzfahrtshiffes. Wenn der Postamt geöffnet ist, wird eine Schwimmflagge gestellt. Auf jeden Fall sind die Öffnüngszeiten am Strand angezeigt.  Nicht-Schwimmer können einem Postassistenten ihre Postkarten übergeben, der an ihrer Stelle  im Wasser untertauscht. Die fernen Empfänger, die so eine lange Reise nicht machen können aber Unterwasser-Postkarten erhalten möchten, können sie sie online bestellen. Das ist auch eine gute Idee für ein kleines Geschenk, darüber sich der Empfänger sicherlich freuen wird.

Der Unterwasser-Postamt wurde 2003 geöffnet und die Vanuatu Post gab zu diesem Anlass einige Briefmarken heraus, die in der ganzen Welt gesammelt werden. Der Unterwasser-Postamt ist doch nicht der einizige ausserordentliche Ort in Vanuatu, um Postkarten zu senden. Ein anderer sonstiger Briefkasten befindet sich  nähmlich am aktiven Krater des Yasur Vulkans auf der Insel Tanna. 2007 wurde Vanuatu als das glücklichste Nation der Welt ernannt und vielleicht erklärt ihre Heiterkeit die angenehme Idee der Undertwasser- und Vulkanpost. Jedesmal eine Unterwasser-Postkarte ans gewünschte Ziel ankommt, kann sich Vanuatu Post ebenso mit seinen originellen und  erfolgreichen Auftrag zufrieden erklären.

Vienna festeggia il 2012, l’anno di Klimt

G.Klimt, Adele Bloch-Bauer I (1907)

Di se stesso non dipinse mai un autoritratto, perché sosteneva che chi avesse voluto capire qualcosa di lui, avrebbe dovuto guardare i suoi dipinti. Affermazione diretta e senza mezzi termini, come la frase di Schiller utilizzata da Gustav Klimt per definire la verità, il cui principio fondamentale suona così “Piaci a pochi, se non puoi piacere a molti” riassumendo in poche parole il suo stile di vita e artistico. Gustav Klimt scosse non poco il conformismo del suo tempo, ma fu ugualmente apprezzato e segnò l’inizio del modernismo. Un periodo che durò poco, ma lasciò tracce indelebili nella storia dell’arte in Austria e nel panorama internazionale. Vienna celebra quest’anno il 150° anniversario della nascita di Gustav Klimt con una serie di eventi, dalle mostre nei musei più prestigiosi della città al musical.

Beethoven di Max Klinger (1902)

Esattamente il 15/04/1902 si tenne a Vienna la 14° Mostra della Secessione che ufficializzò l’affermarsi dell’epoca modernista, ruotando principalmente  intorno all’esposizione della statua di Beethoven realizzata da Max Klinger, a dimostrazione che il rinnovamento musicale sulla scena viennese procedeva a pari passo con il modernismo artistico. Il grande compositore veniva raffigurato nella sua essenza fisica ed allo stesso tempo spirituale. Durante la realizzazione della statua di Beethoven, Gustav Klimt era presidente di un’associazione di artisti che promuoveva il rinnovamento nelle arti.

Con il nome di Secessione, per ribadire il concetto della fine di un’epoca e l’inizio di una nuova fase artistica in Austria, il gruppo di artisti che vi aderiva creò in occasione della mostra del 1902 un allestimento originale e innovativo, realizzando un ambiente unitario con spazi adattabili e pareti mobili che destassero nello spettatore un senso di continuità, tra tecniche e materiali diversi tra loro. Nello specifico, la produzione di Klimt si suddivide in due fasi.

Un primo periodo è quello “aureo” in cui il pittore viennese utilizzò massicciamente l’oro come colore, accanto a disegni geometrici riprodotti negli abiti dei personaggi e per gli sfondi. Vi si ritrova l’ispirazione ad elementi della pittura egizia ed orientale, oltre alla tecnica che ripropone il mosaico bizantino, di cui Klimt ne fu particolarmente affascinato recandosi a Ravenna, città famosa per i mosaici. Il periodo seguente è contraddistinto dallo stile cosiddetto “fiorito” con il quale Klimt rappresentava la fisicità dei personaggi, quasi esclusivamente donne, non più solo nei tratti del volto e delle mani come nel periodo aureo, ma attraverso linee fluttuanti e dinamiche come se le figure stessero danzando.

Periodo fiorito di G. Klimt, La Vergine (1912-1913)

Caratteristici di Gustav Klimt sono anche i formati delle sue opere, uno lungo e verticale che richiama all’arte orientale e quello quadrato che l’artista utilizzava per i paesaggi e le immagini ispirate alla natura.

Così, guardando i suoi dipinti, dopo oltre un secolo dalla loro produzione, non si può fare a meno di apprezzare la modernità di un artista che aveva rinunciato all’autocelebrazione in favore della pura espressione artistica.

Vienna celebrates Klimt year 2012

The Austrian painter never painted a self-portrait since he thought that if anyone wanted to know something about him, then he ought to look at his paintings. An unequivocal statement of an explicit artist who summed up in a few words his vision of life and personality. Another statement borrowed from Schiller was used by G. Klimt to express frankly his concept of truth which sounds like this “ Please just a few, if you can’t please everyone”. Though Klimt’s direct approach to art and life did upset the conformist mentality of his time, the artist was appreciated all the same and succeeded in making the short-lived modernist movement popular for ever both in Austria and internationally. This year, Vienna is celebrating the 150th anniversary of Gustav Klimt’s birth with a number of events, from exhibitions in the most prestigious museums of the city to a musical.

Exactly on Apr. 15th  1902 an event marked the official acknowledgement of  Modernism in Austria. It was the opening of the 14th Secessionist exhibition in Vienna, whose central point was Max Klinger’s Beethoven  Statue. The famous composer was represented in his physical and spiritual dimension, to highlight the twin course of art and music renewal. Klinger took some years to realize Beethoven statue and at that time Gustav Klimt was the chairman of an Art Association under the name of Secession to emphasize the end of an old age and the beginning of a new artistic era in Austria.

The original layout of the 1902 Vienna exhibition created a sense of continuity through transformable spaces and moving  walls with the use of different materials and techniques before arriving at the room where Beethoven statue was exhibited.

In particular, Klimt’s art can be divided into two periods. He firstly used gold to paint clothes and backgrounds as well as geometrical drawings with the consequent definition of the artist’s golden period. Egyptian and Oriental influences are evident in Klimt’s pictures, being also inspired by Byzantine mosaics he admired in Ravenna, the Italian city famous for this type of art technique. Later on, Klimt changed his style and painted human figures, especially women, underlining not only hands and faces in a geometrical context as before but through dynamic lines. Thus, the figures of his paintings look like dancing in the picture, giving a sense of flowered dimension. For that reason, the period can be referred to as the “flowered period” of Gustav Klimt.

Another distinctive aspect of Klimt’s paintings is the size of his works. Long vertical panels were often used to paint human figures, but he preferred squared shapes for landscapes and images inspired by nature. Over a hundred years after being produced, Klimt’s paintings don’t lack in modernity and spectators can’t help but appreciate an artist who refused self-celebration in favour of self-expression and the pure creativity.

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Wien feiert das Klimt-Jahr 2012

Der Österreicher Künstler malte nie ein Selbstporträt. Wenn ihn jemand verstehen wollte, sollte er seine Bilder sehen, sagte er.  Eine klare und deutliche Behauptung genauso wie Schillers Grundsatz „Kannst du nicht allen gefallen, mach es wenigen recht”, der Klimt verwendete, um die Wahrheit zu beschreiben. Mit diesen wenigen Wörtern kann man grundsätzlich die direkte Kunst- und Lebensanschauung von Klimt zusammenfassen, der den Konformismus seiner Zeit verwirrte. Trotzdem erhielt seine Kunst grossen Anklang, damit die kurze modernistische Bewegung immer erfolgreich in Österreich sowie international bleibt.

Dieses Jahr feiert Wien den 150. Geburtstag des Österreicher Künstlers mit vielen Ausstellungen in den berühmtesten Museen der Stadt, einem Musical und anderen Ereignissen.

Am 15. Apr. 1902 fand die 14. Sezessionsaustellung in Wien statt, die den Anbruch  des Modernismus öffentlich bestätigte. Hauptmotiv der Ausstellung war das Beethoven Standbild von Max Klinger als Beweis für  die damalige, gleichlaufende Erneuerung der Kunst und Musik in Wien. Der berühmte Komponist wurde in seinem menschlichen sowie geistigen Wesen dargestellt.

Während Klinger das Standbild von Beethoven bearbeitete, war Gustav Klimt der Vorsitzende einer Künstlervereinigung, die die Erneuerung der Kunst in Österreich förderte. Unter dem Namen Sezession, um das Ende einer Kunstzeit und den Beginn einer neuen Ära zu betonen, schufen die zugehörigen Mietglieder bei der 1902 Ausstellung eine innovative Veranstaltung. Bewegliche Wände  und verwandelbare  Räume, wo die Kunstwerke aus verschiedenen Materialen und Techniken  ausgestellt wurden, regten die Zuschauer zu einem Weg ohne Unterbrechung an, bevor sie den Raum mit Beethoven Standbild erreichten.

Klimt Malerei kann man in zwei Phasen teilen. In der sogenannten goldenen Phase verwendete Klimt reichlich Goldfarbe, damit er die Hintegründe und Kleider seiner Figuren malte. Geometrische Zeichnungen und die Einflüsse der orientalischen und ägyptischen Malerei sowie byzantinischen Mosaiken, die Klimt während seiner Reisen nach der italienischen Stadt Ravenna bewundern konnte, kennzeichnen die goldene Periode. Danach malte Klimt die Figuren seiner Bilder, überhaupt Frauen,  mit wogenden und weichen Linien, so dass sie wie in einem erblühenden Tanzen erscheinen. Die Frauenkörperlichkeit wird nicht mehr nur durch die Gesichter und Hände der goldenen Phase, sondern in einer neuen lebendigsten Dimension dargestellt.

Was  Klimt auch bezeichnet, ist das Format seiner Werke. Figuren wurden meistens durch lange, vertikale Abbildungen dargestellt. Für Landschaften und der Natur inspirierte Bilder verwendete Klimt das viereckige Format. Nach über einem Jahrhundert  bleiben die Bilder von Klimt immer noch aktuell und sind das Zeichen eines Malers, der auf Selbstgefälligkeit zugunsten des freien Kunstausdruckes verzichte.

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