Torta con cocco, ricotta e albicocche

Torta di ricotta e albicocche

Sostanziosa, delicatamente dolce e versatile, ecco una torta fredda o cheesecake, se si preferisce.

Ingredienti per la base:

50 gr di farina di farro – 50 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di mandorle pelate e macinate o farina di mandorle -1 mela – olio di semi

Ingredienti per la farcitura:

250 gr di ricotta – scorza di limone bio grattugiata finemente 1 cucchiaio circa – 70 gr di farina di cocco – xilitolo di betulla naturale – 5 o 6 albicocche ben mature

Preparazione della base

Per non utilizzare i biscotti secchi industriali, preparare con le due farine, poca acqua e l’olio di semi (circa 1 cucchiaio) un impasto che verrà steso con il mattarello e cotto in forno o in una padella antiaderente. Una volta raffreddato, ridurlo in briciole, tenendo da parte una piccola quantità per la decorazione.

Preparazione della farcitura: 

Privare la ricotta dell’eventuale siero e incorporare il cocco grattugiato, 2 o 3 cucchiaini di xilitolo e la scorza di limone.  Lavorare bene l’impasto che dovrà risultare piuttosto solido. Riporre in frigo.

Porre su un piatto il cerchio di una tortiera ø 18 cm. Versare all’interno il crumble ottenuto con le due farine. Pigiare e livellare.

Ricoprire la superficie con le albicocche senza buccia e tagliate in 4 spicchi. Versarvi sopra la crema al cocco. Livellare e rimuovere delicatamente il cerchio. Spolverizzare con il restante crumble, a cui sono state aggiunte alcune mandorle non pelate e sminuzzate.

Lasciare in frigorifero per 1 ora prima di servire.

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Melanzane sfiziose in versione estiva e altre divagazioni sul tema…

Melanzane, piatto freddo estivo

Le melanzane, insieme a pomodori, peperoni e patate, appartengono alla famiglia delle solanacee.

Una certa “corrente alimentare” le ha messe al bando, qualcun’altro ne consuma a vagonate.

Come spesso accade, la via di mezzo è da preferire. Ma perché mai? Lo suggerisce il loro nome; contengono solanina, che in realtà è un insieme di sostanze prodotte da questi ortaggi per difendersi dai nemici esterni, quali muffe, insetti, batteri ecc.

Se si hanno problemi con il sistema immunitario, per es. nelle allergie stagionali (pensiamo al flagello estivo dell’ambrosia in certe regioni italiane), è meglio evitare di mangiare solanacee, o comunque limitarne il consumo.

Melanzane

Del resto, oltre alle solanacee, molti altri alimenti dovrebbero essere evitati o consumati molto di rado quando i sintomi di un’allergia si fanno sentire. Quando l’allergia si scatena, infatti,  aumenta la produzione di istamina, composto azotato che abbonda in caso di infiammazione. Insomma, un intero esercito si scatena in modo anomalo per difendersi contro un unico soldato.

Quindi, non è proprio il caso di buttare benzina sul fuoco e, oltre alle solanacee, dovrebbero essere eliminati dall’alimentazione, o consumati solo sporadicamente, altri alimenti che, per ironia della sorte, sono tra i più buoni: crostacei, tonno, acciughe, cioccolato, formaggi stagionati, salumi ecc.

Detto questo, ci si potrebbe chiedere – Ma se non ci fossero le solanacee, che cucina sarebbe la nostra?

Infatti, ecco una ricettina semplice per togliersi lo sfizio, almeno una tantum…

Ingredienti:

Melanzane – olio di oliva – aceto bianco – origano essiccato – pepe – sale – aglio

Preparazione: 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a fettine sottili. Grigliarle o passarle in una padella antiaderente, leggermente unta con olio di oliva.

Preparare un’emulsione con olio di oliva, aceto q.b., un pizzico di pepe nero, aglio tagliato a lamelle e sale.

In una pirofila di vetro, disporre le melanzane a strati, ricoprendo ogni strato con l’emulsione e l’origano.

Lasciare in frigorifero per alcune ore, o preparare la sera prima del pranzo.

E’ un piatto freddo, molto gustoso e adatto da portarsi in spiaggia, in una borsa frigo naturalmente.

Leggenda e delizia del torrone di Cremona

Cremona

Nelle terre intorno a Cremona si è appena dissolta la prima nebbia autunnale. Fervono, frenetici,  gli ultimi  preparativi per un evento eccezionale: il matrimonio tra la duchessa Bianca Maria Visconti, di soli 17 anni, e il quarantenne Francesco Sforza.

È il 25 ottobre 1441 quando viene ufficializzata l’unione tra i due, predestinati ad essere consorti molti anni prima.

Si è deciso di celebrare la cerimonia, sontuosa come merita l’occasione, nella chiesetta di S. Sigismondo, appena fuori città.

Occhi nemici, malvagi e pericolosi potrebbero creare problemi nella centralissima Cattedrale.

Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza

Alle nozze di Bianca Maria e Francesco seguono grandi festeggiamenti,  giostre, tornei, sfilate di carri allegorici e, naturalmente, un banchetto regale. Nell’aria, gli effluvi delle carni speziate, dei capponi e della selvaggina si mischiano al vocio rumoroso e alle risate dei ricchi commensali che sorseggiano grandi calici di vino rosso.

Ma a un tratto, il vocio sembra scemare. Solo un attimo, e poi riprende ancora più rumoroso e allegro quando appare sulle tavole degli invitati un dolce preparato apposta per l’occasione. Ha la forma del Torrazzo, l’alto campanile della cattedrale sotto al quale non si è potuta svolgere la cerimonia nuziale.

Cremona, il Torrazzo

Noto ai posteri come “torrone”, è una delizia di pasta dolce in cui predomina il bianco d’uovo che avvolge mandorle e nocciole, con aggiunta di aromi e miele. Declinato in  numerose versioni e già presente in altri paesi lontani ai tempi di Bianca Maria e Francesco, il torrone di Cremona vanta oggi il marchio IGP.

Classico o morbido, continua a conquistare i palati e la golosità di chi lo apprezza e lo gusta  ben oltre i confini della città che lo ha visto nascere.

Eppure, qualcuno racconta che la sua origine sia solo una leggenda…

Focacce e focaccine in padella

Focaccine in padella, con farina di farro, di grano saraceno e semi d’anice

In una primavera quanto mai approssimativa, anche questa ricetta segue una certa approsimazione che si respira nell’aria. Non si tratta di vere e proprie focacce e  focaccine e nemmeno si potrebbero considerare biscotti. Insomma, sono una via di mezzo tra le due cose.

Certo è che richiedono un po’ di tempo, per l’impasto e la cottura che, per scelta o necessità, si effettua in una capiente padella antiaderente.

Focaccine con farina di grano saraceno, di amaranto e semi di sesamo

Ingredienti

Farina di grano saraceno (5 o 6 cucchiai) – farina integrale di amaranto (5 o 6 cucchiai) – un pizzico di sale –  1/2 bicchiere circa di acqua tiepida – 2 cucchiai di olio di oliva – semi oleosi a piacere, per es. di sesamo. Con queste dosi si ottengono circa 15 focaccine larghe 5 cm. Per le quantità delle focaccine, regolarsi in proporzione con i vari ingredienti. Per una focaccia sola, servono circa 150 gr di farina.

Preparazione

Mischiare le due farine. Aggiungervi l’olio di oliva, il sale e i semi oleosi. Procedere all’aggiunta dell’acqua tiepida che deve avvenire molto lentamente mentre si mescola l’impasto con un cucchiaio di legno, finché raggiunge la consistenza adatta per essere impastato con le mani.

Quindi, porre piccole porzioni di impasto su una superficie e stendere con un mattarello.

Ungere leggermente il fondo di una padella antiaderente. Far scaldare a fuoco basso e cuocere le focaccine (sempre a fuoco basso) , rigirandole di tanto in tanto finché sono leggermente dorate. Il tempo può variare da 10 / 15 minuti per lato.

Se non vengono utilizzati lieviti, risultano croccanti. Lasciandole riposare per qualche ora, il sapore sarà più intenso, come spesso accade con le preparazioni a base di farine “rustiche”. Meglio se accompagnate a una pietanza sugosa, un caffè ecc. in quanto restano piuttosto compatte.

Facilmente declinabili al dolce o da sperimentare con abbinamenti diversi di farine.

Cheesecake fragola e limone

Cheesecake fragola e limone

Torna la primavera e la voglia di fresco. Ecco, allora,  un’altra cheesecake, freschissima, delicatissima e dal binomio vincente fragola-limone.

Ingredienti

60 gr circa di gallette (qui, di farro bio, senza zucchero né sale) – 2 mele piccole – 250 gr di ricotta fresca di latte vaccino – 4 limoni bio – fragole fresche – 1 pizzico di sale – dolcificante naturale (opzionale, qui xilitolo naturale di betulla)

Preparazione

Sbriciolare le gallette, aggiungervi 1 pizzico di sale e unire le 2 mele grattugiate, la scorza finemente tritata di 3 limoni bio,  la ricotta e 2 cucchiaini di dolcificante naturale. Lavorare l’impasto, che dovrà riuscire compatto.

Rivestire con pellicola trasparente il cerchio di una teglia a cerniera ø 18 cm. Porlo su un piatto da portata e versarvi all’interno il composto per la base. Compattare e livellare, quindi rimuovere il telaio a cerniera.

Guarnire con le fragole tagliate piuttosto sottili e spolverizzare con la scorza di 1 limone bio, tritata molto fine e, infine, con 1 cucchiaino di dolcificante naturale.

La ricotta dà il suo meglio se abbinata ad altri ingredienti, con i quali si possono ottenere delicate farciture molto gradevoli. Oltre alla scorza di limone, potrebbe essere utilizzata quella di arancia oppure poche gocce di olio essenziale ad uso alimentare, per es. di menta o altre fragranze, particolarmente indicato per le ricette senza cottura.

 

Strawberry and lemon cheesecake

Spring is back again! Why not to prepare a fresh and delicate cheesecake, flavored with the winning combination of lemon and strawberries in its honour?

Ingredients

60 gr of crumbled puffed spelt biscuits (possibly organic, sugarfree and without salt) – 2 small apples – 250 gr fresh cow’s milk ricotta (or any other creamy, slightly sweet cheese) – 4 organic lemons – fresh strawberries – 1 pinch of salt – natural sweetener (optional, here natural birch xylitol)

Preparation

Crumble the biscuits, add 1 pinch of salt and  2 grated apples, the finely chopped zest of 3 organic lemons, ricotta cheese and 2 teaspoons of natural sweetener. Knead the dough, which must be compact.

Place a hinged mold diam. 18 cm, lined with transparent film, on a plate and arrange the crumbled biscuits and ricotta base. Compact and level. Remove the mold and cover the top with strawberries. Then, sprinkle with the zest of 1 organic lemon, very finely chopped and finally with 1 teaspoon of natural sweetener.

Ricotta cheese combines very well with other ingredients, to  create delicate and tasty fillings.

In addition to the lemon peel, it could be used orange  peel or a few drops of essential oil for food use, eg. mint or other fragrances, particularly suitable for recipes without cooking.

Frittelle alle mele

Frittelle alle mele

Sì, è vero. I fritti dovrebbero essere evitati, ma “una tantum” si può anche sforare. Magari, approfittando del Carnevale imminente per rispolverare vecchie ricette in nuove versioni. Ecco, quindi, delle frittelle alternative.

Ingredienti:

100 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di farina di amaranto – 100 gr di mela grattugiata – 120 gr di spremuta di mandarini – semi d’anice – sale – olio di semi di girasole – 1 bustina di lievito per dolci – xilitolo naturale di betulla

Preparazione:

unire le farine alle mele grattugiate e stemperare il tutto con il succo di mandarino. Aggiungere  il lievito, 1 pizzico di sale, 2 cucchiai di olio di semi e i semi d’anice a piacere. Lavorare l’impasto con un cucchiaio fino ad ottenere una crema densa.

A fuoco medio scaldare l’olio di girasole in una casseruola alta. Quando l’olio è ben caldo, versare a cucchiaiate l’impasto, nella quantità di due o tre frittelle per volta, a seconda della capienza. Rigirarle durante la cottura.

A completa doratura, scolare e porre su carta assorbente. Far intiepidire e cospargere di xilitolo o altro dolcificante.

Carnival fritters with apples

Well, that’s true. Fried food should be avoided, but once in a while healthy nutrition suggestions could be forgotten as well. Particularly on special occasions, such as Carnival. How to resist in front of a  tray full of “frittelle” or “tortelli”, so typical in this period of the year?

Maybe, a correct translation for “frittelle” or “tortelli” doesn’t exist. It could be something like “ Carnival doughnuts” or “yummy balls of fried dough” , also “fritters” as well. After all, this kind of sweet  is called by so many different names and cooked in just as many ways all over Italy. Anyway, so Italian dictionaries describe the word “frittella”: small round sweet, obtained by semi-liquid dough of flour, eggs and sugar, poured in hot oil and fried.

Here is a different version of the traditional receipe:

Ingredients:

100 gr of buckwheat flour – 100 gr of amaranth flour – 100 gr of grated apple – 120 gr of tangerine fresh juice – anise seeds – salt – sunflower oil – 15 gr of baking powder  – natural birch xylitol

Preparation:

add the grated apples and the mandarin juice to the flour and mix. Add the yeast, 1 pinch of salt, 2 tablespoons of seed oil and anise seeds to taste. Knead the dough with a spoon until a thick cream is obtained.

Heat the sunflower oil in a high saucepan over medium heat. When the oil is very hot, pour the dough with a spoon, in the amount of two or three doughnuts at a time, depending on the saucepan capacity.

Turn them over while cooking.

By complete browning, drain and place on oil absorbing paper.

Let the fritters cool and sprinkle with xylitol or any other sweetener.

 

 

Cheesecake con gallette e cocco

Cheesecake con gallette e cocco

Morbidissima e delicata, questa torta senza cottura si contraddistingue per la base realizzata con gallette di farro bio, senza zucchero e senza sale, al posto dei soliti biscotti secchi sbriciolati.

Ingredienti per la base:

60 gr di gallette sbriciolate – 2 mele piccole – 2 cucchiaini di xilitolo naturale di betulla (indice glicemico 7, contro 100 dello zucchero bianco) – la scorza di 1 arancia non trattata – 1 bicchiere di latte di mandorla senza zucchero

Gallette di farro bio

Ingredienti per la crema: 

200 gr di formaggio fresco spalmabile – 100 gr di cocco grattugiato – 2 cucchiaini di xilitolo naturale di betulla –

50 gr di granella di nocciole per decorare

Preparazione:

Sbriciolare le gallette e aggiungervi le mele grattugiate, la scorza d’arancia tritata finemente e 2 cucchiaini di xilitolo, Utilizzare il latte di mandorla (circa 1 bicchiere) per amalgamare il tutto.

Lavorare il formaggio e il cocco, a cui è stato aggiunto lo xilitolo. Servirà circa mezzo bicchiere di latte di mandorla per ottenere una crema densa e compatta.

Porre il telaio a cerniera di uno stampo per dolci diam. 15 cm, foderato con pellicola trasparente, su un piatto e disporre le gallette sbriciolate per la base. Compattare e livellare. Ricoprire con la crema e rimuovere il bordo. Quindi, decorare con la granella di nocciole.

Non è necessario riporre in frigo, perché il risultato è sorprendentemente solido e cremoso. Si presta a innumerevoli versioni, con aromi diversi o una nota delicata liquorosa. Per es. in versione cioccolato fondente. Basta aggiungerlo, sciolto a bagnomaria, al formaggio e al cocco, aggiustandone eventualmente la consistenza con altro cocco o latte di mandorla.

Una cheesecake adatta per questa stagione fredda, perché sembra quasi una torta gelato, e invece non lo è.

 

Cheesecake with puffed organic spelt buiscuits and coconut

The base of this delicate, raw cake has been prepared with puffed organic spelt biscuits, with neither sugar nor salt, instead of the usual crumbled dry biscuits

Ingredients for the base:

60 gr of crumbled puffed spelt biscuits – 2 small apples – 2 teaspoons of natural birch xylitol (glycemic index 7, against 100 of white sugar) – untreated orange peel – 1 glass of sugar-free almond milk

Ingredients for the cream: 

200 gr of fresh cream cheese – 100 grams of grated coconut – 2 teaspoons of natural birch xylitol –

50 g of chopped hazelnuts to decorate

Preparation:

Crumble the biscuits and add the grated apples, finely chopped orange peel and 2 teaspoons of xylitol. Use almond milk (about 1 glass) to mix everything.

Work the cheese and the coconut, to which the xylitol has been added. About half a glass of almond milk is necessary to obtain a thick and compact cream.

Place a hinged mold diam. 15 cm, lined with transparent film, on a plate and arrange the crumbled biscuits for the base. Compact and level. Cover with the cream and remove the mold. Then, decorate with chopped hazelnuts.

It is not necessary to store the cake in the fridge, because the result is surprisingly solid and creamy. This cake can be prepared in many versions, with different aromas or a delicate liqueur note. For example, adding dark chocolate, melted in a bain-marie, to  cheese and coconut. If necessary, adjust the consistency with other coconut or almond milk.

 

I conti della serva: brioche e cappuccino o polenta, funghi e salsiccia ?

Si sa, ognuno con i suoi soldi ci fa quello che gli pare. A volte però, alcune considerazioni sul come spenderli o risparmiarli sorgono spontanee, per scelta, necessità o consapevolezza.

Prendiamo ad es. una tipica colazione al bar, costituita da brioche e cappuccino che costerebbe un minimo di € 2,50 e che magari, ancora prima di pranzo, è rimasta lì sullo stomaco e non va né su né giù…

Brioche e cappuccino

Forse, non sarebbe stato meglio spendere quei 2.50 euro per qualcosa di più consistente, magari un pranzo che accompagna fino a sera, ma in senso positivo? Come per es. polenta funghi e salsiccia, con ingredienti di ottima scelta, acquistati in punti vendita di famosi supermercati.

Conti alla mano, ecco quale potrebbe essere un’alternativa:

  • 100 gr di farina per polenta taragna, dal potere più saziante di quella normale solo di mais, grazie al maggior contenuto di fibre = € 0,20
  • Funghi Pleurotus in offerta, scontati al 40% (freschi e integri) sufficienti per cucinarne 2 contorni abbondanti = € 0.80/cad.
  • Pomodorini di Pachino  a € 1,80 a confezione, sufficienti per preparare 3 porzioni di sugo = € 0,60/cad.
  • Salsiccia al finocchio 100 gr a € 0,70
  • Varie: 1/4 di cipolla – olio di oliva – sale – consumo di gas = pochi centesimi
  • Totale pranzo a persona = € 2,50

Si potrebbe obiettare:

  • Ma non è bio! (il bio per essere davvero bio dovrebbe costare, e parecchio, ed è inutile illudersi che tutti si possono permettere un autentico bio. In ogni caso, si possono trovare ingredienti di buona qualità anche nei supermercati. Inoltre, la colazione al bar, di solito, non è bio)
  • Ma non c’è tempo per cucinare! (si potrebbe cucinare nel fine settimana)
  • Ma è un piatto troppo sostanzioso! (Potrebbe essere un buon motivo per uscire dopo pranzo a farsi una camminata nei dintorni per smaltire le calorie! In ogni caso e nella norma, una volta ogni tanto si potrebbe anche fare, considerando che 100 gr di polenta potrebbero sostituire tutta il resto di carboidrati / farinacei  – accompagnati da grassi  vari – che senza accorgersene s’ingurgitano in un solo giorno. Molti dei grassi contenuti nella salsiccia se ne vanno a fronte di una cottura a parte piuttosto lunga e in acqua, pur mantenendo il sapore finale.

    polenta, funghi e spezzatino

     

Si potrebbe anche optare per lo spezzatino di tacchino, per es. e utilizzare dei pomodori più economici, contro i Pachino IGP che costano circa € 6/kg. Il budget lieviterebbe di poco meno di 1 euro.

Questo è solo un esempio, immaginato e sperimentato dopo che,  in coda alla posta, qualcuno si lamentava non solo di non avere i soldi per pagare la bolletta del gas, ma della brioche e del cappuccino che, appunto, all’ora di pranzo erano ancora lì e non volevano andare né su né giù…

Some positive penny-pincher’s considerations: breakfast with a brioche and cappuccino or lunch with polenta, mushrooms and sausage?

You know, everyone does what he wants with his money. Sometimes, however, some considerations spontaneously arise on how to spend or spare them, both by choice and necessity or even awareness.

Just think of a typical breakfast at the bar, consisting of a brioche and cappuccino that would cost not less than € 2.50 and  may sometimes stay just there on the stomach, without going up or down till lunch.

Why not to spend 2.50 euros for something else which could satiate  from lunchtime to evening instead of lying heavy on the stomach for hours? Something like polenta, mushrooms and sausage, for example, prepared with the most excellent ingredients bought in the best supermarkets.

All in all, here is a possible alternative:

  • 100 gr of taragna polenta flour (with more satiating power than normal corn, thanks to the higher fibers content) = € 0.20
  • Pleurotus mushrooms, discounted at 40% (fresh and whole) enough to cook 2 abundant portions = € 0.80 / each.
  • Small and tasty Pachino tomatoes (typical from Sicily) at € 1.80 per pack, enough to prepare 3 portions of sauce = € 0.60 / each.
  • Fennel sausage 100 gr at  € 0.70
  • Various: 1/4 onion – olive oil – salt – gas consumption = a few cents
  • Total cost per portion = € 2.50

One could object

  • But it’s not organic! (real organic ingredients are supposed not to be cheap and not everyone can afford real organic food. In any case, one can buy good quality ingredients also in supermarkets. Moreover, breakfast at the bar is usually not so organic)
  • But there’s no time to cook! (you could cook on the weekend)
  • But it’s a fattening dish! (not so fattening, if it’s eaten from time to time  and considering that 100 gr of polenta could replace all the rest of carbohydrates / trash foods eaten in a single day. Most  of the fat  contained in the sausage is eliminated if you cook it separately in water for 30 minutes or so, yet maintaining the final taste. Moreover, it could be a good reason to go out after lunch and walk around to get rid of calories!)

This is just an example, imagined and experimented after being at the post office. While queuing up, someone complained not only about the money he hadn’t to pay the gas bill, but the brioche and the cappuccino he had at the bar, as well. At lunchtime, they were still there just on the stomach and didn’t want to go up or down…

Torta natalizia con noci, cioccolato e mandarini

Torta con cioccolato fondente, noci e mandarini

Quasi un panforte, questa torta natalizia che si contrappone decisamente a pandori e panettoni reperibili in mille salse, glasse e farciture.

Un po’ in sentore dei vecchi Natali, quando accanto ai regali si trovava anche un piattino con la frutta, ecco i mandarini che ritornano con il loro inconfondibile profumo e sapore.

Qui, accompagnati da cocco, cioccolato fondente, noci pecan e una lieve nota speziata, offerta dalla noce moscata.

Ingredienti: 100 gr di farina di sorgo – 100 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di cocco grattugiato – 70 gr circa di cioccolato fondente, di cui circa 20 gr al 52%, il resto al 90% – 80 gr di noci pecan – 5 o 6 mandarini o clementine, sode e dolci – noce moscata – 1 cucchiaino scarso di sale fino – 3 cucchiai di olio di semi di girasole –

Preparazione: mischiare la farina di sorgo con quella di grano saraceno e il cocco grattugiato, mescolando accuratamente. Aggiungere il sale, la noce moscata in quantità non eccessiva (poco meno di un quarto), le noci spezzettate e l’olio di semi.

Versare nel composto il cioccolato lasciato fondere a bagnomaria ed allungato con poca acqua.

Lavorare molto bene l’impasto con un cucchiaio, eventualmente incorporando acqua tiepida poco alla volta.

Foderare una teglia rettangolare cm. 20 x cm. 25 con carta da forno leggermente inumidita. Disporre le fettine ritagliate dai mandarini su tutta la superficie e ai lati. Versare l’impasto e livellare.

Cuocere in forno preriscaldato a 240° per 30  minuti e poi altri 20 / 25 minuti a 200° (forno a gas).

Far intiepidire e capovolgere la teglia.

Eventualmente, spolverizzare la superficie con xilitolo naturale di betulla (indice glicemico 7, contro 100 dello zucchero bianco).

Christmas cake with nuts, chocolate and tangerines

This Christmas cake might be a personalized version of panforte, literally translated as “strong bread”. Featured by the thick consistency owing to the absence of  yeast, Panforte dessert is typical from Siena, Tuscany, and basically contains nuts, honey, candied or dried fruit.

But the unique, distinctive scent and flavour of tangerines make one recall old time Christmas’ atmosphere when a saucer with fruit was placed next to the gifts.

Definitely contrasting with other typical Christmas desserts like pandoro and panettone, nowadays available in a thousand versions, glazes and fillings, this cake contains basic ingredients such as coconut, dark chocolate, pecan nuts and nutmeg, adding a delicate spicy note to the dessert.

Ingredients: 100 grams of sorghum flour – 100 grams of buckwheat flour – 100 grams of grated coconut – about 70 grams of dark chocolate, of which about 20 grams at 52%, the rest at 90% – 80 grams pecan nuts – 5 or 6 tangerines, cut into thin slices – nutmeg – 1 teaspoon of salt – 3 tablespoons of sunflower oil –

Preparation: mix the sorghum and buckwheat flours with the grated coconut, stirring thoroughly. Add salt, grated nutmeg in not too much quantity (a bit less than a quarter of the whole seed), chopped walnuts and seed oil.

Pour the chocolate, stretched with a little water  and melted in a bain-marie,  into the mixture.

Work the dough with a spoon very well, eventually incorporating warm water little by little.

Line a rectangular baking pan cm. 20 x cm 25 large with  slightly damp baking paper. Arrange the tangerines slices on the whole surface and sides. Pour the mixture and level.

Bake in preheated oven at 240 ° for 30 minutes and then another 20/25 minutes at 200 ° (gas oven).

Let it cool and turn the pan upside down.

If desired, sprinkle the surface with natural birch xylitol (glycemic index 7, against 100 of white sugar).

Crostata con farina di amaranto e clementine

Crostata con farina di amaranto e clementine

Per chi non teme i sapori rustici, la farina di amaranto offre la possibilità di aggiungere una nota decisa e particolare agli altri ingredienti, come in questa crostata con frutta di stagione: le clementine.

Ingredienti: 150 gr di farina di amaranto – altri 150 gr equamente divisi tra farina di grano saraceno e cocco grattugiato – 9 o 10 clementine – semi di chia – 3 mele piccole -1 arancia bio – olio di semi di girasole o altro – mezzo cucchiaino di sale –

Preparazione della marmellata di clementine: ottenere 300 gr di polpa, privata dei noccioli e dei filamenti più grossi, spezzettarli e  porli in una casseruola su fuoco medio. Quando iniziano a sobbollire, aggiungere  1 o più cucchiai di semi di chia, a seconda della consistenza finale desiderata. Mescolare bene, spegnere il fuoco e fare intiepidire. Passare al mixer, se si vuole ottenere una consistenza uniforme. Quindi, riporre in frigo e lasciare per tutto il tempo in cui si prepara la base.

Preparazione della base: unire le due farine con il cocco grattugiato, mischiandole molto bene. Aggiungere il sale, la scorza dell’arancia tritata finemente e le mele grattugiate, la cui quantità può variare a seconda della consistenza del composto che dovrà riuscire sufficientemente solido da poter essere impastato con facilità. Ottenuto un panetto compatto, foderarlo con carta trasparente e riporlo in frigo per 30 minuti.

Stendere l’impasto per la base tra due fogli di carta da forno leggermente unta con olio di semi, tenendo una parte per le strisce in superficie.

In una teglia ø 22 cm, porre la base e ricoprire con la marmellata. Quindi, ricavare delle strisce dall’impasto rimanente e disporle nel classico modo o casualmente.

Cuocere in forno già caldo a 240° (forno a gas) e altri 20 minuti circa a 200° o regolarsi in base al proprio forno.

Far raffreddare e tagliare a fette.

Il risultato finale sarà leggermente croccante all’esterno, grazie alla farina di amaranto.

Inoltre, l’aggiunta delle clementine e la scorza d’arancia lasceranno un retrogusto leggermente amarognolo che di sicuro non spiacerà a chi preferisce i sapori essenziali e naturali a quelli eccessivamente edulcorati.

Pie with amaranth flour and clementines

Dedicated to those who do not fear rustic flavors, this pie made with amaranth flour adds a strong, special  note to other ingredients. Typical fruit of the cold season, precisely clementines (or tangerines) can be used to create a delicious match.

Ingredients: 150 grams of amaranth flour – another 150 gr of flour, equally devided between buckwheat flour and grated coconut – 9 or 10 clementines – chia seeds – 3 small apples -1  organic orange – seed oil (sunflower or other) – half teaspoon of salt

Preparation of homemade clementine jam: get 300 gr of pulp, deprived of the kernels and the biggest filaments. Chop and place them in a saucepan over medium heat. When they start to simmer, add 1 or more tablespoons of chia seeds, depending on the desired final consistency. Stir well, turn off the heat and let it cool. Use the mixer if you want to obtain a uniform consistency. Then, store the jam in the fridge and leave it as long as you prepare the base.

Preparation of the base: mix both flours with the grated coconut very well. Add the salt, the finely chopped orange zest and the grated apples, the amount of which may vary depending on the consistency of the mixture. Anyway, it must be solid enough to be easily kneaded.

Once obtained a compact dough, wrap it in plastic food paper and put it in the fridge for 30 minutes.

Spread the base dough between two sheets of baking paper, lightly greased with seed oil. Hold some dough apart that will be used for the strips on the surface.

Put the base, together with the backing paper, into a ø 22 cm large pan and cover with jam. Then, make strips from the remaining dough and arrange them diagonally or at random.

Bake in hot oven at 240 ° (gas oven) and another 20 minutes at 200 ° or adjust according to your oven.

Allow to cool and cut into slices.

The final result will be slightly crispy on the outside, due to the amaranth flour.

In addition, clementines and orange zest will leave a slightly bitter aftertaste that will certainly not disappoint those who prefer essential and natural flavors to over-sweetened ones.

Owing to the absence of added sugar, the pie can be better tasted the day after preparation.

 

 

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