Oltre le apparenze: torta Quaranta alla melarancia

Torta Quaranta alla melarancia

Torta Quaranta alla melarancia

Vista cosi, potrebbe anche non dire niente. Eppure, accompagnata da una semplicissima salsa per torta, la “Quaranta” si arricchisce di un suo valore, nel contrasto fra l’amaro del cacao e il dolce naturale della frutta, con un tocco di noce moscata.

Capita, a volte, di alzarsi molto tardi, mentre gli altri umani dagli orari normali hanno già finito di pranzare. Ancora troppo imbambolati per pensare di consumare un vero pasto, e troppo tardi per fare colazione, che fare?

Corre in aiuto la torta Quaranta, possibile  alternativa per tirare fino a sera, senza vuoti di stomaco. Al massimo, si rimedia a cena, con un piatto di sola verdura.

Dà la giusta carica per risvegliarsi, dopo che mente e fisico hanno voluto restare nel regno di Orfeo il più possibile per recuperare il sonno arretrato e il meritato riposo.

Ingredienti:

40 gr di cocco grattugiato – 40 gr di farina di grano saraceno – 40 gr di frutta secca (nocciole + noci, oppure solo mandorle) 2 mele – 1 arancia – noce moscata – un pizzico di sale – olio di semi di girasole – 1 tazzina di caffè aromatizzato (facoltativo) – 2 cucchiai pieni di cacao (qui, amaro)

Preparazione :

Unire la farina di grano saraceno al cocco. Aggiungere un pizzico di sale, la noce moscata grattugiata, 1 mela grattugiata, la frutta secca spezzettata grossolanamente, il cacao e il caffè. Mischiare bene e, in ultimo, incorporare 2 cucchiai di olio di semi di girasole,

A parte, spremere mezza arancia, unendo al succo una mezza mela grattugiata. Passare al mixer e spolverare leggermente con la noce moscata. Coprire e riporre in frigo.

Si può cuocere in un tegame piccolo antiaderente (leggermente unto con l’olio di semi), a fuoco basso e coperto, per circa 30 minuti, rigirandola a metà cottura.

Fare intiepidire e accompagnare con la salsa alla melarancia, che non ha nulla da invidiare alle solite marmellate tradizionali zuccherose e stucchevoli.

 

 

 

Piatto sfizioso con speck e catalogna

 

Speck e catalogna

Speck e catalogna su base di farine miste

Il mese di aprile è l’ultimo periodo dell’anno per raccogliere la catalogna, verdura tipicamente invernale e d’inizio primavera.  Con un po’ di fortuna, di questi tempi, la si può trovare ancora bella, croccante, fresca e a un prezzo più che ragionevole nel reparto verdura di qualche supermercato.

Detto, fatto. Una volta pulita, privata solo della parte finale, tagliuzzata, fatta lessare in poca acqua, sale e un po’ di pepe, può diventare una crema deliziosa.

Utilizzata come condimento a un piatto di pasta, preferibilmente integrale, di grano saraceno, di sorgo ecc. può essere unita ad altri ingredienti, come in questa ricetta salata anti-tristezza.

Catalogna

Ingredienti

Catalogna – farine miste per un totale di circa 100 gr. Qui sono stati utilizzati 70 gr di farina di grano saraceno, 20 gr. di farina di farro e 10 gr. di farina di segale – olio di oliva – sale –  pepe – 1 spicchio di aglio – speck – formaggio tipo fontina, Asiago o Montasio.

Preparazione

Passare al mixer la catalogna (precedentemente cotta in poca acqua, sale e pepe),  aggiungendo uno spicchio di aglio, un cucchiaio di olio di oliva ed eventuale acqua. Il risultato finale deve essere simile al classico pesto.

Creare una base molto sottile con le farine. Mescolarle in una terrina, insieme a sale q.b. , un cucchiaio di olio di oliva e acqua, fino ad ottenere una consistenza densa e cremosa.

Versare il composto in un tegame antiaderente, leggermente unto con olio di oliva. Coprire e cuocere per 20 / 25 minuti, rigirando a metà cottura.

Bieta costa

Bieta costa

La cottura ottimale dovrebbe avvenire su piastra elettrica.

A cottura quasi ultimata, coprire la superficie con la crema di catalogna, lo speck privato del grasso e tagliato  a listelli e, in ultimo, il formaggio.

Si può utilizzare la bieta costa invece della catalogna, per un sapore meno intenso.

 

 

 

Cosa cuoce in padella n° 2: pampepato all’anice stellato (senza zucchero)

Anice stellato

In sentore natalizio, questo pampepato si caratterizza per una consistenza molto morbida e aromatica. Dagli ingredienti semplici e il gusto gradevole, incorpora noce moscata e anice stellato, creando un connubio che si addice al periodo, senza eccesso di zuccheri.

Ingredienti:

100 gr di faina di grano saraceno – 100 gr. di farina di cocco – 3 mele – un pizzico di bicarbonato – un pizzico di sale – olio di oliva – noce moscata – anice stellato

Preparazione:

Tritare finemente 2 o 3 frutti di anice stellato, fino a ridurli in polvere. Grattugiare la noce moscata e ottenere una piccola quantità (qualche pizzico).

Mischiare la farina di grano saraceno con quella di cocco. Aggiungere il sale e il bicarbonato, 5 o 6 cucchiai di olio di oliva, l’anice e la noce moscata.

Grattugiare due mele e incorporarle all’impasto, che deve essere lavorato con le mani, fino ad ottenere un impasto molto morbido, ma piuttosto compatto.

Porre il panetto così ottenuto in un tegame leggermente unto con olio di oliva. Schiacciarlo delicatamente e ricoprire la superficie con le fettine di mela.

Cuocere a fiamma molto bassa per circa 1 ora e mezza, con il coperchio.

Cosa cuoce in padella? Crostata di pere e cioccolato!

Crostata in padella, con farina di amaranto

Nei ricordi d’infanzia riemerge il sapore inconfondibile della ciambella che la nonna preparava sul gas nel tipico fornetto in alluminio. Quali ingredienti utilizzava, non si sa. Probabilmente i soliti, ma mai più la stessa bontà, la stessa fragranza. Pare che cuocere dolci sul gas, oltre alle pietanze, sia un nuovo trend. In certi paesi del mondo, quasi un’abitudine.

Ecco un tentativo, dettato più che altro dalla curiosità, ma che ha ottenuto un risultato più che soddisfacente. Basta procurarsi una teglia un po’ alta antiaderente di buona qualità, un coperchio in vetro, possibilmente con forellino di sfiato e / o poco più largo del diametro della padella per permettere al vapore di fuoriuscire, uno o più supporti per pentole in modo da non lasciare direttamente a contatto la padella con il fuoco del fornello.

Ingredienti: 200 gr di farina di amaranto – 100 gr di farina di farro – 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva – un cucchiaino scarso di bicarbonato – un pizzico di sale – 3 pere – 1 mela – noce moscata, dolcificante (qui, xilitolo naturale di betulla), 40 gr di cioccolato fondente

Preparazione: mischiare le due farine, incorporare la mela grattugiata, l’olio di oliva e, in ultimo, il bicarbonato e la noce moscata. Se necessario, aggiungere poca acqua tiepida per ottenere una consistenza morbida e liscia.

Lavorare l’impasto e formare un panetto, avvolgerlo nella carta trasparente. Riporre in frigo per 30 minuti.

Nel frattempo, tagliare le pere a dadini molto piccoli e ridurre il cioccolato in scaglie.

Dividere in due parti il panetto. Tra due fogli di carta forno stendere la pasta con il mattarello fino ad ottenere uno strato sottile della larghezza della taglia più il bordo. Il risultato non ha nulla da invidiare alla classica pasta frolla con burro e uova. Provare per credere.

Adagiarla sul fondo della padella leggermente unto con olio di oliva. Coprire con le pere e il cioccolato. Quindi, ritagliare dal restante impasto le strisce per rifinire e richiudere i bordi. Spolverare con il dolcificante. Cuocere per circa 1 ora a fuoco basso.

Lasciare riposare per alcune ore prima di servire, per dar modo ai vari sapori di fondersi tra loro.

Cosa fare dell’eventuale restante impasto? Dei semplici biscottini, naturalmente, in delicato sentore di noce moscata…

Torta con cocco, ricotta e albicocche

Torta di ricotta e albicocche

Sostanziosa, delicatamente dolce e versatile, ecco una torta fredda o cheesecake, se si preferisce.

Ingredienti per la base:

50 gr di farina di farro – 50 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di mandorle pelate e macinate o farina di mandorle -1 mela – olio di semi

Ingredienti per la farcitura:

250 gr di ricotta – scorza di limone bio grattugiata finemente 1 cucchiaio circa – 70 gr di farina di cocco – xilitolo di betulla naturale – 5 o 6 albicocche ben mature

Preparazione della base

Per non utilizzare i biscotti secchi industriali, preparare con le due farine, poca acqua e l’olio di semi (circa 1 cucchiaio) un impasto che verrà steso con il mattarello e cotto in forno o in una padella antiaderente. Una volta raffreddato, ridurlo in briciole, tenendo da parte una piccola quantità per la decorazione.

Preparazione della farcitura: 

Privare la ricotta dell’eventuale siero e incorporare il cocco grattugiato, 2 o 3 cucchiaini di xilitolo e la scorza di limone.  Lavorare bene l’impasto che dovrà risultare piuttosto solido. Riporre in frigo.

Porre su un piatto il cerchio di una tortiera ø 18 cm. Versare all’interno il crumble ottenuto con le due farine. Pigiare e livellare.

Ricoprire la superficie con le albicocche senza buccia e tagliate in 4 spicchi. Versarvi sopra la crema al cocco. Livellare e rimuovere delicatamente il cerchio. Spolverizzare con il restante crumble, a cui sono state aggiunte alcune mandorle non pelate e sminuzzate.

Lasciare in frigorifero per 1 ora prima di servire.

Melanzane sfiziose in versione estiva e altre divagazioni sul tema…

Melanzane, piatto freddo estivo

Le melanzane, insieme a pomodori, peperoni e patate, appartengono alla famiglia delle solanacee.

Una certa “corrente alimentare” le ha messe al bando, qualcun’altro ne consuma a vagonate.

Come spesso accade, la via di mezzo è da preferire. Ma perché mai? Lo suggerisce il loro nome; contengono solanina, che in realtà è un insieme di sostanze prodotte da questi ortaggi per difendersi dai nemici esterni, quali muffe, insetti, batteri ecc.

Se si hanno problemi con il sistema immunitario, per es. nelle allergie stagionali (pensiamo al flagello estivo dell’ambrosia in certe regioni italiane), è meglio evitare di mangiare solanacee, o comunque limitarne il consumo.

Melanzane

Del resto, oltre alle solanacee, molti altri alimenti dovrebbero essere evitati o consumati molto di rado quando i sintomi di un’allergia si fanno sentire. Quando l’allergia si scatena, infatti,  aumenta la produzione di istamina, composto azotato che abbonda in caso di infiammazione. Insomma, un intero esercito si scatena in modo anomalo per difendersi contro un unico soldato.

Quindi, non è proprio il caso di buttare benzina sul fuoco e, oltre alle solanacee, dovrebbero essere eliminati dall’alimentazione, o consumati solo sporadicamente, altri alimenti che, per ironia della sorte, sono tra i più buoni: crostacei, tonno, acciughe, cioccolato, formaggi stagionati, salumi ecc.

Detto questo, ci si potrebbe chiedere – Ma se non ci fossero le solanacee, che cucina sarebbe la nostra?

Infatti, ecco una ricettina semplice per togliersi lo sfizio, almeno una tantum…

Ingredienti:

Melanzane – olio di oliva – aceto bianco – origano essiccato – pepe – sale – aglio

Preparazione: 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a fettine sottili. Grigliarle o passarle in una padella antiaderente, leggermente unta con olio di oliva.

Preparare un’emulsione con olio di oliva, aceto q.b., un pizzico di pepe nero, aglio tagliato a lamelle e sale.

In una pirofila di vetro, disporre le melanzane a strati, ricoprendo ogni strato con l’emulsione e l’origano.

Lasciare in frigorifero per alcune ore, o preparare la sera prima del pranzo.

E’ un piatto freddo, molto gustoso e adatto da portarsi in spiaggia, in una borsa frigo naturalmente.

Leggenda e delizia del torrone di Cremona

Cremona

Nelle terre intorno a Cremona si è appena dissolta la prima nebbia autunnale. Fervono, frenetici,  gli ultimi  preparativi per un evento eccezionale: il matrimonio tra la duchessa Bianca Maria Visconti, di soli 17 anni, e il quarantenne Francesco Sforza.

È il 25 ottobre 1441 quando viene ufficializzata l’unione tra i due, predestinati ad essere consorti molti anni prima.

Si è deciso di celebrare la cerimonia, sontuosa come merita l’occasione, nella chiesetta di S. Sigismondo, appena fuori città.

Occhi nemici, malvagi e pericolosi potrebbero creare problemi nella centralissima Cattedrale.

Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza

Alle nozze di Bianca Maria e Francesco seguono grandi festeggiamenti,  giostre, tornei, sfilate di carri allegorici e, naturalmente, un banchetto regale. Nell’aria, gli effluvi delle carni speziate, dei capponi e della selvaggina si mischiano al vocio rumoroso e alle risate dei ricchi commensali che sorseggiano grandi calici di vino rosso.

Ma a un tratto, il vocio sembra scemare. Solo un attimo, e poi riprende ancora più rumoroso e allegro quando appare sulle tavole degli invitati un dolce preparato apposta per l’occasione. Ha la forma del Torrazzo, l’alto campanile della cattedrale sotto al quale non si è potuta svolgere la cerimonia nuziale.

Cremona, il Torrazzo

Noto ai posteri come “torrone”, è una delizia di pasta dolce in cui predomina il bianco d’uovo che avvolge mandorle e nocciole, con aggiunta di aromi e miele. Declinato in  numerose versioni e già presente in altri paesi lontani ai tempi di Bianca Maria e Francesco, il torrone di Cremona vanta oggi il marchio IGP.

Classico o morbido, continua a conquistare i palati e la golosità di chi lo apprezza e lo gusta  ben oltre i confini della città che lo ha visto nascere.

Eppure, qualcuno racconta che la sua origine sia solo una leggenda…

Focacce e focaccine in padella

Focaccine in padella, con farina di farro, di grano saraceno e semi d’anice

In una primavera quanto mai approssimativa, anche questa ricetta segue una certa approsimazione che si respira nell’aria. Non si tratta di vere e proprie focacce e  focaccine e nemmeno si potrebbero considerare biscotti. Insomma, sono una via di mezzo tra le due cose.

Certo è che richiedono un po’ di tempo, per l’impasto e la cottura che, per scelta o necessità, si effettua in una capiente padella antiaderente.

Focaccine con farina di grano saraceno, di amaranto e semi di sesamo

Ingredienti

Farina di grano saraceno (5 o 6 cucchiai) – farina integrale di amaranto (5 o 6 cucchiai) – un pizzico di sale –  1/2 bicchiere circa di acqua tiepida – 2 cucchiai di olio di oliva – semi oleosi a piacere, per es. di sesamo. Con queste dosi si ottengono circa 15 focaccine larghe 5 cm. Per le quantità delle focaccine, regolarsi in proporzione con i vari ingredienti. Per una focaccia sola, servono circa 150 gr di farina.

Preparazione

Mischiare le due farine. Aggiungervi l’olio di oliva, il sale e i semi oleosi. Procedere all’aggiunta dell’acqua tiepida che deve avvenire molto lentamente mentre si mescola l’impasto con un cucchiaio di legno, finché raggiunge la consistenza adatta per essere impastato con le mani.

Quindi, porre piccole porzioni di impasto su una superficie e stendere con un mattarello.

Ungere leggermente il fondo di una padella antiaderente. Far scaldare a fuoco basso e cuocere le focaccine (sempre a fuoco basso) , rigirandole di tanto in tanto finché sono leggermente dorate. Il tempo può variare da 10 / 15 minuti per lato.

Se non vengono utilizzati lieviti, risultano croccanti. Lasciandole riposare per qualche ora, il sapore sarà più intenso, come spesso accade con le preparazioni a base di farine “rustiche”. Meglio se accompagnate a una pietanza sugosa, un caffè ecc. in quanto restano piuttosto compatte.

Facilmente declinabili al dolce o da sperimentare con abbinamenti diversi di farine.

Cheesecake fragola e limone

Cheesecake fragola e limone

Torna la primavera e la voglia di fresco. Ecco, allora,  un’altra cheesecake, freschissima, delicatissima e dal binomio vincente fragola-limone.

Ingredienti

60 gr circa di gallette (qui, di farro bio, senza zucchero né sale) – 2 mele piccole – 250 gr di ricotta fresca di latte vaccino – 4 limoni bio – fragole fresche – 1 pizzico di sale – dolcificante naturale (opzionale, qui xilitolo naturale di betulla)

Preparazione

Sbriciolare le gallette, aggiungervi 1 pizzico di sale e unire le 2 mele grattugiate, la scorza finemente tritata di 3 limoni bio,  la ricotta e 2 cucchiaini di dolcificante naturale. Lavorare l’impasto, che dovrà riuscire compatto.

Rivestire con pellicola trasparente il cerchio di una teglia a cerniera ø 18 cm. Porlo su un piatto da portata e versarvi all’interno il composto per la base. Compattare e livellare, quindi rimuovere il telaio a cerniera.

Guarnire con le fragole tagliate piuttosto sottili e spolverizzare con la scorza di 1 limone bio, tritata molto fine e, infine, con 1 cucchiaino di dolcificante naturale.

La ricotta dà il suo meglio se abbinata ad altri ingredienti, con i quali si possono ottenere delicate farciture molto gradevoli. Oltre alla scorza di limone, potrebbe essere utilizzata quella di arancia oppure poche gocce di olio essenziale ad uso alimentare, per es. di menta o altre fragranze, particolarmente indicato per le ricette senza cottura.

 

Strawberry and lemon cheesecake

Spring is back again! Why not to prepare a fresh and delicate cheesecake, flavored with the winning combination of lemon and strawberries in its honour?

Ingredients

60 gr of crumbled puffed spelt biscuits (possibly organic, sugarfree and without salt) – 2 small apples – 250 gr fresh cow’s milk ricotta (or any other creamy, slightly sweet cheese) – 4 organic lemons – fresh strawberries – 1 pinch of salt – natural sweetener (optional, here natural birch xylitol)

Preparation

Crumble the biscuits, add 1 pinch of salt and  2 grated apples, the finely chopped zest of 3 organic lemons, ricotta cheese and 2 teaspoons of natural sweetener. Knead the dough, which must be compact.

Place a hinged mold diam. 18 cm, lined with transparent film, on a plate and arrange the crumbled biscuits and ricotta base. Compact and level. Remove the mold and cover the top with strawberries. Then, sprinkle with the zest of 1 organic lemon, very finely chopped and finally with 1 teaspoon of natural sweetener.

Ricotta cheese combines very well with other ingredients, to  create delicate and tasty fillings.

In addition to the lemon peel, it could be used orange  peel or a few drops of essential oil for food use, eg. mint or other fragrances, particularly suitable for recipes without cooking.

Frittelle alle mele

Frittelle alle mele

Sì, è vero. I fritti dovrebbero essere evitati, ma “una tantum” si può anche sforare. Magari, approfittando del Carnevale imminente per rispolverare vecchie ricette in nuove versioni. Ecco, quindi, delle frittelle alternative.

Ingredienti:

100 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di farina di amaranto – 100 gr di mela grattugiata – 120 gr di spremuta di mandarini – semi d’anice – sale – olio di semi di girasole – 1 bustina di lievito per dolci – xilitolo naturale di betulla

Preparazione:

unire le farine alle mele grattugiate e stemperare il tutto con il succo di mandarino. Aggiungere  il lievito, 1 pizzico di sale, 2 cucchiai di olio di semi e i semi d’anice a piacere. Lavorare l’impasto con un cucchiaio fino ad ottenere una crema densa.

A fuoco medio scaldare l’olio di girasole in una casseruola alta. Quando l’olio è ben caldo, versare a cucchiaiate l’impasto, nella quantità di due o tre frittelle per volta, a seconda della capienza. Rigirarle durante la cottura.

A completa doratura, scolare e porre su carta assorbente. Far intiepidire e cospargere di xilitolo o altro dolcificante.

Carnival fritters with apples

Well, that’s true. Fried food should be avoided, but once in a while healthy nutrition suggestions could be forgotten as well. Particularly on special occasions, such as Carnival. How to resist in front of a  tray full of “frittelle” or “tortelli”, so typical in this period of the year?

Maybe, a correct translation for “frittelle” or “tortelli” doesn’t exist. It could be something like “ Carnival doughnuts” or “yummy balls of fried dough” , also “fritters” as well. After all, this kind of sweet  is called by so many different names and cooked in just as many ways all over Italy. Anyway, so Italian dictionaries describe the word “frittella”: small round sweet, obtained by semi-liquid dough of flour, eggs and sugar, poured in hot oil and fried.

Here is a different version of the traditional receipe:

Ingredients:

100 gr of buckwheat flour – 100 gr of amaranth flour – 100 gr of grated apple – 120 gr of tangerine fresh juice – anise seeds – salt – sunflower oil – 15 gr of baking powder  – natural birch xylitol

Preparation:

add the grated apples and the mandarin juice to the flour and mix. Add the yeast, 1 pinch of salt, 2 tablespoons of seed oil and anise seeds to taste. Knead the dough with a spoon until a thick cream is obtained.

Heat the sunflower oil in a high saucepan over medium heat. When the oil is very hot, pour the dough with a spoon, in the amount of two or three doughnuts at a time, depending on the saucepan capacity.

Turn them over while cooking.

By complete browning, drain and place on oil absorbing paper.

Let the fritters cool and sprinkle with xylitol or any other sweetener.

 

 

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