Una torta alle mandorle davvero particolare

Nevicata di zucchero al velo

Nevicata di zucchero al velo

“Quando un tempo anche i dolci si facevano con la farina di mais”  potrebbe essere il sottotitolo di questa ricetta. Una ricetta che offre la versione “ricca” della più umile “polenta e latte”. Sì, perché questa torta è ottima da abbinare alla prima colazione, ma non solo. Oltre alla classica colazione a base di latte, il suo impasto compatto senza lieviti e pochi grassi, si gusta al meglio insieme ad un ottimo vino per dolci, una crema pasticcera, una mousse al cioccolato oppure semplicemente un caffè.

Pronta per il forno

Pronta per il forno

Su tutto prevale il sapore della farina di mais e il delicato retrogusto delle mandorle appena tostate. Non è una torta aristocratica e sicuramente non è in lizza per ottenere giudizi altisonanti. E’ rustica, essenziale e, come tutte le ricette, versatile, se all’impasto si sceglie di aggiungere un qualcosa in più per rivestirla di eleganza. Si può anche  accentuare il suo carattere rustico, ad esempio aggiungendo alla farina di mais quella mista a grano saraceno, la stessa che si usa per preparare la polenta taragna.

Torta alle mandorle con farina gialla

Torta alle mandorle con farina gialla

Certo, così com’è, mantiene il fascino dei sapori antichi quando per dolce ci si poteva permettere solo il “pan de mei” per dirla alla lombarda. Quel pane di mais che  originariamente era di miglio, dal tipico colore giallo. Inoltre, questa torta offre diversi vantaggi: sazia subito, non contiene lieviti e costa poco, meno di 5 euro una torta per 8 razioni. In tempi come questi, può essere un’idea per rivisitare in chiave moderna antichi sapori a basso costo, confermando che la storia si ripete inesorabile, anche in cucina.

Ingredienti

100 gr di farina bianca

300 gr di farina gialla

150 gr granella di mandorle

50 gr di mandorle intere (già pelate)

2 uova

100 gr di burro

1 arancia

70 gr di zucchero

Sale

Sciogliere il burro in un pentolino e fare intiepidire. Grattugiare la scorza di un’arancia e spremerne il succo. Miscelare le due farine insieme alla granella di mandorle e allo zucchero.

Al centro della miscela aggiungere un uovo intero e 1 tuorlo, il burro fuso, la scorza e il succo d’arancia, un pizzico di sale.

Mescolare molto bene e impastare il tutto, aggiungendo eventualmente poco latte o un liquore

Disporre l’impasto in una teglia foderata con carta da forno, sufficientemente larga da poterlo contenere per un’altezza di 2 cm.

Ricoprire con mandorle intere ed infornare nel forno preriscaldato. Tempo di cottura in forno a gas: circa 1 ora a 200°

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La grande tela di Akita

Gli Eventi di Akita

Gli Eventi di Akita

Incorniciata dalle montagne sacre e ricca di sorgenti termali la regione di Akita-Ken nel nord del Giappone è l’ideale per chi ama il trekking e i bagni termali. Vanta  il lago più   profondo del Giappone, il Tazawa (mt.423), ma il   suo capoluogo Akita  racchiude altri primati. Le abitanti di questa città che conta circa 350.000 residenti sono infatti note per avere la pelle più bella di tutte le altre donne giapponesi.

Leonard Tsuguharu  Foujita

Leonard Tsuguharu Foujita

Altro  elemento che  però distingue Akita da tutte  le altre città del  mondo è il  fatto di conservare presso il Museo d’Arte Masakichi Hirano il più grande dipinto su tela. Si tratta di un pannello lungo  20,5 mt ed alto 3,65  mt realizzato  nel  1937 da Leonard Tsuguharu Foujita, artista giapponese  che soggiornò per  molti anni all’estero, recandosi in Francia,  in America Latina e negli  Stati Uniti arrivando ad assumere il nome di Leonard in onore di Leonardo da Vinci.

Dedicatosi alla  realizzazione di  grandi  murales  e  incaricato da  Masakachi   Hirano, fautore  dell’omonimo Museo d’Arte  di  Akita,  Leonard  Tsuguharu  Foujita  volle  rappresentare  gli  eventi  della  vita cittadina correlati alle quattro stagioni.

La grande tela

La grande tela

In  sequenza, a partire  da  sinistra, è rappresentato l’inverno dove si svolge la vita quotidiana. Un ponte prosegue nella parte  destra del dipinto dove  sono raffigurati i festeggiamenti che hanno luogo nella città, tra cui il famoso Kanto Festival. Per questo motivo, l’opera è stata intitolata   Akita-no Gyoji  – Gli Eventi di Akita –  ed è classificato come il più grande dipinto su tela del mondo in epoca moderna.

 

Akita’s large canvas

Sacred mountains and hot springs make the area of Akita-Ken the ideal place for trekking and relaxing immersions. Within its territory Tazawa (423 m) is the deepest lake of Japan, but the main city Akita, where about 350,000 people live, has taken the lead in other aspects as well.

Local women are told to have the smoothest and glowingest skin compared to all other Japanese women. Another element makes Akita stand out among other cities. It has the largest canvas in the world, represented by a 20,5 m x 3,65 panel realized by the Japanese artist Leonard Tsuguharu Foujita in 1937.

He spent many years of his life travelling abroad to France, Latin America and the US, adding the name of Leonard to its real name in honour of Leonardo da Vinci. When in Japan again he was assigned by Masakichi Hirano, the promoter of the homonymous  Akita Arts Museum, to paint a large canvas which should represent city life.

Leonard Tsuguharu Foujita, who had already painted murals, decided to represent Akita with a huge oil painting divided into four sections according to the four seasons. Every section corresponds to a city event, beginning with winter on the left to describe everyday life with related symbols.

A bridge at the end of the first section seems to lead across the rest of the canvas to some celebrations, such as the famous Kanto Festival on the right side of the panel. That’s the reason why Leonard Tsuguharu Foujita entitled his large painting Akita-no Gyoji   – Akita’s events – and focused on the contrast between daily life and celebrations. Still nowadays the huge painting is classified as the largest canvas of the modern world.

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