Torta di mele all’aroma di limone

Torta di mele all’aroma di limone

Un’altra ricetta molto semplice, essenziale e priva di zuccheri aggiunti, dal deciso aroma di limone, rigorosamente non trattato in superficie per poterne utilizzare la scorza e l’intensità della fragranza.

Mele annurca

L’aggiunta di semi d’anice dà una nota in più, accompagnata dalla farina di mandorle. Inoltre, sono state utilizzate delle piccole, ma profumatissime mele annurca, tipiche della stagione e coltivate in Campania. Non ci si lasci ingannare dalle ridotte dimensioni di questo tipo di mela, dalle origine antichissime e considerata a buon diritto “la regina delle mele” per l’intensità e la particolarità del sapore che varia da leggermente acidulo a delicatamente dolce.

Ingredienti: 4 mele annurca (350 gr circa di frutti interi) – 130 gr farina di grano saraceno – 130 gr farina di farro – 30 gr circa di farina di mandorle – 2 limoni bio – semi d’anice  (qui,  mezzo cucchiaio) – un pizzico di sale – olio di semi  (di girasole).

Preparazione: mischiare la farina di grano saraceno con quella di farro. Aggiungere la scorza dei due limoni grattugiata finemente, i semi d’anice, il sale e 5 cucchiai di olio di semi.

Aggiungere acqua tiepida poco alla volta mentre si lavora energicamente l’impasto con un cucchiaio fino ad ottenere una consistenza cremosa, ma piuttosto solida.

Privare le mele della buccia e del torsolo con l’apposito attrezzo. Tagliarle a fettine rotonde, molto sottili e disporne una parte sulla base di una teglia ø 22cm foderata con carta forno leggermente unta con olio di semi.

Versare un primo strato dell’impasto sulle mele e proseguire, alternando gli strati, ultimando con le mele.

Spolverizzare la superficie con abbondante farina di mandorle.

Cuocere regolandosi in base al proprio forno (qui, a 240° per 30 minuti e a 200° per altri 30 minuti).

Fare intiepidire e rovesciare la torta su un piatto. A scelta, lasciare in alto la base o viceversa.

Apple pie with lemon flavor

This recipe is very easy, essential and sugar free, but above all it is featured by the delicious lemon flavor. Of course, organic lemons are necessary due to their untreatened zest and fragrance intensity.

Extra unique notes are added by anise seeds and almond flour. Last but not least, annurca apples are among the main ingredients. The very small, fragant annurca apples, which are typical from Campania,  are much appreciated for their special taste, varying from slightly sour to delicately sweet.

The small size of this fruit mustn’t mislead in relation to its importance. In fact, it’s considered “the queen of apples” and its origin is very ancient, dating back to the time of the Romans.

Ingredients: 4 annurca apples (350 grams of whole fruits) – 130 gr buckwheat flour – 130 gr spelt flour – 30 grams of almond flour – 2 organic lemons – half a spoon of anise seeds – a pinch of salt – seed oil (sunflower).

Preparation: mix the buckwheat flour with the spelt flour. Add the finely grated zest of both lemons, the anise seeds, the salt and 5 tablespoons of seed oil. Add water little by little while working the dough with a spoon until you get a creamy, but rather solid consistency.

Remove the apples of the skin and the core with an apple corer. Cut them into thin, round slices and arrange a part of them on the base of a baking pan ø 22 cm, lined with oven paper slightly greased with seed oil.

Pour a first layer of the dough on the apples and continue, alternating layers and finishing with apples. Sprinkle the surface with plenty of almond flour.

Cook according to your oven (in the gas oven at 240 ° for 30 minutes and at 200 ° for further 30 minutes). Let the cake cool and overturn it on a plate.

Optionally, leave the base on the top or vice versa.

 

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Biscotti al cocco e semi d’anice

 

Biscotti al cocco e semi d’anice

Ricetta semplicissima, ma di ottima resa, abbinando il cocco e l’anice…

Ingredienti: 80 gr di cocco grattugiato – 80 gr di farina di farro bio – 2 mele – 1 cucchiaino di semi di anice – 1 cucchiaio di olio d’oliva – un pizzico di sale.

Preparazione: mischiare bene la farina di farro con il cocco, aggiungendo le mele grattugiate, i semi d’anice, l’olio e un pizzico di sale. Non serve altro per l’impasto, in quanto le mele forniscono già la giusta quantità di liquido.

Foderare una teglia con carta da forno leggermente unta con l’olio di oliva. Dovrà essere sufficientemente grande per contenere l’impasto, a cui viene data la forma a panetto, aiutandosi con un cucchiaio.

Cuocere in forno preriscaldato per 30 minuti a 240° (gas) e altri 20 minuti circa a 200°.

A metà cottura,  girare l’impasto per ottenere una completa ed uniforme doratura.

Ciò permetterà di creare dei biscotti molto fragranti e leggermente croccanti in superficie, ma morbidi all’interno.

Far raffreddare e tagliare a quadrotti o a fettine.

Adeguando in proporzione le dosi dei vari ingredienti, questa ricetta semplice, semplice può essere un’idea per una torta insolita.

 

Coconut biscuits with anise seeds

This is a very easy recipe, but with a successful outcome due to the combination of coconut and anise.

Ingredients: 80 grams of grated coconut – 80 gr of organic spelt flour – 2 apples – 1 teaspoon of anise seds – 1 tablespoon of olive oil – a pinch of salt.

Preparation: mix the spelt flour with the coconut very well. Add the grated apples, the anise seeds, the oil and a pinch of salt. You do not need anything else for the dough, as the apples already provide the right amount of liquid.

Line a baking tray with baking paper lightly greased with olive oil. It should be large enough to contain the dough, which will be given a small block shape by the use of a spoon.

Bake in preheated oven for 30 minutes at 240 ° (gas) and another 20 minutes at 200 °, or adjust baking time according to your oven.

When half cooked, turn the dough upside down to obtain a complete and uniform browning.

At the end of the cooking process, the coconut biscuits will be slightly crunchy on the surface, but soft inside.

Let the block cool and cut it into squares or slices.

By adjusting the doses of the various ingredients proportionally, this  very simple recipe might be an idea for an unusual cake, as well.

Autunno e foliage

Autunno e foliage

A qualcuno, l’autunno, proprio non piace. Così in sentore del gelo invernale, delle giornate cupe, brevi e piovose. Ad altri, invece,  rivitalizza lo spirito ed entusiasma, con le giornate torride e afose, il sole cocente finalmente alle spalle.

Le temperature più fresche o la pioggia, magari accompagnata dal vento, non intimoriscono né demoralizzano gli aficionados dell’autunno, che escono imperterriti a farsi un giro nell’aria un po’ più pulita di città, in campagna o in un bosco.

Amano riempirsi gli occhi delle tonalità create da madre natura in raffinate gradazioni, che solo un provetto pittore riuscirebbe a realizzare.

Non a caso, l’autunno è la stagione delle sfumature, dentro e fuori le persone. Tutto sembra rallentare, evidenziando i dettagli,  forse per non lasciarsi sfuggire l’occasione di raccogliere qualcosa: un ricordo dell’estate, ormai finita, ma non troppo lontana, oppure qualcosa di nuovo in cui gettarsi a capofitto. Se ne intuisce un inizio, che inevitabilmente segue alla fine di qualcosa di precedente.

Così, l’autunno porta in sé diversi significati: è la caduta per gli inglesi, richiama al raccolto per chi mastica il tedesco, i giapponesi gli dedicano grandi festeggiamenti, mentre l’etimologia latina ne sottolinea l’aspetto di arricchimento e sazietà.

In effetti, basta pensare ai fichi, ai cachi, all’uva e alle castagne, per citare i più nutrienti e comuni tra i nostri prodotti autunnali.

Insomma, paese che vai, sfumature che trovi.

 

 

Autumn and foliage

Definitely, someone doesn’t like autumn, considering it a herald of dark, short and rainy days, with winter frost at the end of the season. On the contrary, autumn makes others feel more lively, with hot and sultry days in the scorching sun finally behind.

The latest ones don’t scare either lower temperatures or rain and wind, so they don’t give up taking a walk or bike  ride in the cleaner air of the city, in the countryside or in a wood. They love to fill their eyes with the shades created by mother nature with such  delicate nuances that only a skilled painter would be able to paint.

Not for nothing, autumn is the season of shades, inside and outside the people. Everything seems to slow down, while details highlight along the way, perhaps not to miss the opportunity to collect something: a memory of the summer which is now over, but not yet completely forgotten, or something new in which people want to throw themselves headlong. One can sense a beginning, which inevitably follows at the end of something else just behind.

Thus, autumn may suggest different meanings: it’s the “ fall” for the British, and recalls the harvest for those who deal with German. The Japanese dedicate great celebrations to autumn, while the Latin etymology of the word “autumn” underlines its aspect of fullness and satiety.

Just think of figs, persimmons, grapes and chestnuts, to mention only a few among our most nutritious and common autumn fruit.

In short, every country has its own shades, even in their words.

Un parco in città: il Ticinello

Parco del Ticinello, Milano

Scorci antichi al Parco del Ticinello, che si estende per poco meno di 1 km quadrato nella periferia sud di Milano. Detto così, questo numero, sembrerebbe poca cosa e invece lo pone al 4° posto per superficie tra i parchi della città.

La lunga e travagliata storia della sua creazione, che lo ha sottratto alla cementificazione e alla speculazione edilizia, fa da monito per ricordare e rispettare una delle caratteristiche di Milano. Oltre all’importanza naturalistica, il Parco del Ticinello ripropone infatti l’aspetto agreste e contadino che, in fondo, ha sempre caratterizzato la grande metropoli, sin da un remoto passato.

Al suo interno, alberi imponenti , vasti campi coltivati, un’area umida e le marcite offrono l’ habitat naturale a civette, picchi, rondini, cicogne, aironi, rane e lucciole, solo per citare alcune delle specie presenti nel parco.

Comodi sentieri e vialetti invogliano a camminare nel verde, mentre le fronde degli alberi ondeggiano, riempiendo con il loro suono  il silenzio pressoché totale.

Sopravvive nel parco,  una cascina  che tra mille difficoltà, svolge ancora attività agricole e da poco ha allestito nei suoi locali una piccola area museale, tutta da valorizzare, offrendo uno spaccato del mondo contadino locale e lombardo che fino a qualche decennio fa non era così strano incontrare.

Un caso più unico che raro, considerando l’ubicazione di un microcosmo agricolo in città, a pochi passi dalla fermata della metropolitana che in una manciata di minuti porta nel centro di Milano, al quadrilatero della moda, al turismo mordi e fuggi.

 

Parks in the city: the Ticinello

Ancient views at the Ticinello Park, which takes its name from the canal built in 1152  for defensive reasons, most likely originated from the river Ticinum. The park extends for 1 square km in the southern suburb of Milan. All in all, it might seem a small park, but it’s the fourth one as for extension among Milan parks.

The Ticinello Park has been recently created, after a long series of troubled events that saved the green area from overbuilding and speculation. In addition to its naturalistic importance, the Ticinello Park brings back to the rural and peasant aspect of the metropolis that, after all, had featured Milan in most of its districts until some decades ago.

Inside the park, imposing trees, vast cultivated fields and marshes offer a suitable habitat to owls, peaks, swallows, storks, herons, frogs and fireflies, just to mention some of the species living or migrating there.

Comfortable paths and walkways invite people to take a relaxing walk in the green, while the fronds of the trees sway, filling the almost complete silence with their sound.

Facing with countless difficulties, a farm survives in the park, carrying on agricultural activities and hosting cultural events. In its premises a small museum area has been recently settled, yet to be enhanced. It gives visitors an idea of how local and Lombard farmers lived until a few decades ago.

The Ticinello Park along with its ancient farmhouse is a unique reality a few steps from the underground station. From there you can take the tube and reach the centre of Milan in just ten minutes. So close and yet so far away from the fashion district and the typical hit-and-run tourism of the city.

Lambrusco e popcorn: Luciano Ligabue

 

Torta di mele con farina di amaranto

Torta di mele con farina di amaranto

Un sapore davvero particolare contraddistingue questa torta di mele senza uova, burro né lievito. Beh, sì, anche senza zucchero, se non fosse per una leggera spolverata in superficie con poca stevia…

Ingredienti per la base:

300 gr circa di farina di amaranto bio – un pizzico di sale – 5 / 6 cucchiai di olio di semi (di girasole) – 1 bicchiere di acqua tiepida.

Ingredienti per il ripieno: 400 gr circa di mele tagliate a dadini (peso finale) – 1 cucchiaino scarso di semi di anice – 1 cucchiaino scarso di cannella.

Preparazione:

Impastare la farina, a cui è stato aggiunto il sale e l’olio di semi, incorporando poco alla volta l’acqua e lavorare l’impasto fino ad ottenere un panetto solido e compatto. Avvolgere nella carta trasparente, antiaderente e riporre in frigo per 30 minuti. Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare le mele a cubetti piccoli. Aggiungervi i semi di anice e la cannella.

 

Stendere la pasta tra due fogli di carta da forno leggermente unti con olio di semi e creare 2 dischi, uno più grande dell’altro che servirà da base.

Porre la base, insieme al foglio di carta da forno, nella teglia.

Ricoprire con le mele e il rimanente impasto. Richiudere i bordi, punzecchiare la superficie con una forchetta e cuocere nel forno preriscaldato a 200° per circa 60 minuti o regolarsi in base al proprio forno.

Se non si è utilizzato lo zucchero nella ricetta, si può spolverizzare con poca stevia, tenendo conto del sapore già zuccheroso delle mele.

L’amaranto in versione farina perde molto della sua caratteristica “sabbiosa”, ma richiede una maggiore attenzione nella fase dell’impasto rispetto ad altre farine. Inoltre, durante la cottura sembra trattenere molto l’umidità (eventualmente,  rimediare utilizzando della carta assorbente per la casa a fine cottura). Si tratta comunque di un inconveniente che non si presenta nella versione strudel.

Per una cottura ottimale, è consigliabile mantenere uno strato sottile di pasta.

Mete del Lago di Garda: il Vittoriale

Gardone Riviera sembrerebbe un villaggio fantasma, se lo si cercasse solo basandosi sulle indicazioni stradali tradizionali, eppure al suo interno conserva una meta molto gettonata.

Solo arrivati nei pressi del paese, segnalato quasi in ultimo, appaiono le indicazioni per il Vittoriale, destinazione visitata per molte ragioni, tutte diverse, ma che attirano sul luogo davvero tanti visitatori.

Nei giorni più affollati, è inutile cercare invano un posto nel parcheggio adiacente (a pagamento). Basta salire per un breve tratto, qualche centinaia di metri più avanti o anche meno e, se si è fortunati, un posto per lasciare la macchina lo si trova.

Se la visita all’interno della Prioria è nel programma, meglio arrivare alla biglietteria  al più presto. Possono entrare solo gruppi di 10 persone e, quindi, chi primo arriva, meglio alloggia, se non si vuole rischiare di essere tra gli ultimi ad entrare nella residenza di D’Annunzio, oppure vedere sfumare l’opportunità.

D’Annunzio, uomo eclettico, discusso o discutibile a seconda dei punti di vista, ma che comunque è riuscito a lasciare alla storia una poesia indimenticabile come “La Pioggia nel Pineto”.

Visitando il grande parco che circonda la Prioria, non si può fare a meno di ammettere che la sua location era stata ben progettata. Ovunque, regna la presenza del lago, poco più in basso, con i cipressi, i fiori e le varie zone in cui è suddiviso, dagli orridi al cimitero dei cani, dalle  terrazze fiorite al mausoleo in tipico stile anni ’30 alla nave trasportata fin lassù che fa pensare a quella del film “Fitzcarraldo”.

Stupisce e un po’ ancora affascina la vanità, o la ricercatezza, del padrone di casa, le sue innumerevoli camicie bianche, ancora immacolate e intatte, che aveva indossato forse per una sola volta, le numerose paia di scarpe quasi nuove, i completi impeccabili,  i suoi profumi e i contrasti che si susseguono, man mano che ci si inoltra nel parco.

A togliere l’immagine polverosa al contesto del Vittoriale, ci pensano allestimenti moderni di vario tipo: statue, mostre ed eventi. Segno dei tempi che cambiano e si susseguono, come i tanti giochi di luci e ombre, i colori vivaci e le forme sinuose accanto a strutture severe dai contorni squadrati.

Una destinazione, insomma, in cui vale la pena trascorrere qualche ora, ammirando la  vista sul Lago di Garda che si apre a 360°.

 

Destinations of Garda Lake: The Vittoriale

Gardone Riviera might seem a ghost village if one would reach it following the conventional indication signs.

Though a very popular attraction is present in its territory, both village and place of interest are signalled just almost on arrival.

A lot of tourists and visitors go to the Vittoriale for many reasons, so on the most crowded days it’s no use looking for a place to park the car in the nearby pay parking area. Just a few hundred meters away, or even less, a free parking space could be available.

If you want to visit the Prioria, Gabriele D’Annunzio’s home, and haven’t booked online, you’d better arrive on spot as soon as possible, since only groups of ten persons at a time can enter it. Otherwise, you could be allowed  to entrance very late, just before closing time, or not to be able to visit  it at all.

D’Annunzio was a versatile character, considered by many people from different points of view:  both for his political ideas and activities in the 30s and artistic, literary as well as intellectual charme that made him reach high lyrical levels, such as in his renowned, long poetry  “Pioggia nel pineto”, better to say “The rain in the pine wood”.

Whatever the reason for a visit to the Vittoriale is, one can’t feel emotionless in the beautiful location,   with Garda lake peeping out of every corner, cypresses and terraced gardens full of flowers.

Walking through the wide park  around the Prioria, manifold contrasting scenarios follow one another. So, bright colors and romantic settings alternate with severe, grim elements such as the Mausoleum in the typical Italian style of the 30s, the dogs’ cemetry, the revine-like gardens and the warship.

The latest, being dismantled and then built again up there on the hill of the Vittoriale, reminds somehow of the film “ Fitzcarraldo”.

Similarly, a huge collection of almost brand new, elegant white shirts, pair of shoes and suits as well as parfumes and accessories of the landlord keeps on fascinating a bit and reveal his refined or vain personality.

Different, modern fittings such as statues, exhibitions and events renew the vintage setting and keep any dusty atmosphere away. That’s a sign of how time has changed in and outside D’Annunzio’s sumptuous dwelling, where it’s worth spending some hours.

 

 

Quattro passi nel Geopark delle Alpi Carniche

450milioni di anni di storia geologica non sono pochi e non passano nemmeno inosservati.

La loro testimonianza è ancora lì, imponente e viva allo stesso tempo mentre ci si trova a camminare sotto le grandi pareti di roccia nel Parco Geologico delle Alpi Carniche.

Così reale che, fissando le rocce scolpite dal lavorio della notte dei tempi, dall’acqua, dal vento e dalla neve, quasi ci si aspetta che si mettano a parlare e prendere vita come Mordiroccia nella Storia Infinita.

Vaneggiamenti, forse, ispirati dalla fatica di essere arrivati fin lassù per sentirsi a metà protetti e per l’altra un po’ intimoriti dalla loro ancestrale presenza.

Chissà quante cose hanno visto passare, in questa terra di frontiera, dove pochi metri più in là inizia un’altro paese, i cui confini restano comunque scritti solo sulla carta e per gli uomini.

Custodi di siti fossili tra i più importanti del mondo, queste montagne aspre e rocciose rappresentano l’era paleozoica italiana in modo esaustivo e sembrano lanciare un monito: rispettateci! Noi siamo qua da molto tempo prima di tutti voi.

Queste ed altre considerazioni balenano per la mente, osservando da vicino le imponenti rocce paleozoiche mentre solo il grido della marmotta e il verso di qualche rapace si impongono per un attimo sul rumore del vento sferzante.

 

Walking in the Geopark of the Carnic Alps

450 million years of geological history is a big number indeed and cannot  go unnoticed.  Their testimony is still there, imposing and alive at the same time while you are walking under the great rock faces in the Geopark Park of the Carnic Alps.

Staring at the rocks carved by water, wind and snow since the dawn of  time,  one can even expect they start talking and come to life as Rock Biter in The NeverEnding Story.

Probably, it’s simply raving due to the strain of climbing up there and  feel both protected and a bit intimidated by their ancient presence.

Who knows how many things they have seen in that border land, where a few meters away another country begins, whose boundaries are written only on paper and for Italian as well as Austrian people, anyway.

Keepers of fossil sites among the most important in the world, those rugged and rocky mountains thoroughly represent the Italian Paleozoic era and seem to give a warning:  Do respect us! We’ve been here a long time before all of you.

Such considerations flash through the mind, when closely observing the imposing paleozoic rocks while only the marmot whistling and the cry of some predator mix for a moment with the sound of the biting wind.

Semi di girasole e dintorni…

Innumerevoli sono le proprietà di questi piccoli semi oleosi. Contengono, infatti, acido grasso omega 6, magnesio, ferro, vitamina B1, B2, B6, A, D ed E. Tostati o non tostati, vengono aggiunti alle insalate e in mille altre ricette quando si vuole ottenere una nota in più.

E allora, perché non provare a mischiarli alle farine? Il loro sapore delicato e la consistenza che la cottura rende ancora più gustosa, possono contribuire a sfornare cibi semplici, ma prelibati, come questo pane casalingo un po’ “focaccioso” con farina di farro, grano saraceno e semi di girasole, appunto…

Ingredienti:

250 gr di farina di grano saraceno – 250 gr di farina di farro – 50 gr circa (o anche di più) di semi di girasole – qualche cucchiaio di olio d’oliva, possibilmente autoctono e auto-prodotto – sale q.b. – un panetto di lievito fresco (25 gr) – acqua tiepida.

Preparazione: 

Mischiare le due farine, aggiungendo i semi di girasole, il sale e, in ultimo, il lievito sbriciolato. Aggiungere un po’ alla volta poca acqua tiepida, mescolando finché la consistenza dell’impasto risulta morbida, ma solida.

Quindi, incorporare l’olio di oliva (5 o 6 cucchiai), la cui fragranza e qualità saranno essenziali per un ottimo effetto “focaccia”.

Rivestire uno stampo per plumcake da 1/2 kg con carta da forno leggermente unta con l’olio d’oliva. Versarvi l’impasto e ricoprire con un canovaccio.

Far lievitare per 20 /25 minuti vicino a una fonte di calore, rigirando lo stampo a metà del tempo di lievitazione.

Infornare nel forno preriscaldato e cuocere per 30 minuti circa a 240° (forno a gas) e altri 20 minuti a 200°.

La doratura croccante ottenuta grazie all’utilizzo di un ottimo olio d’oliva aggiunge profumo e sapore a questo pane casereccio, arricchito dai semi di girasole.

SUNFLOWER SEEDS AND ETCETERAS

Though very small,  sunflower oilseeds supply very important nutrients such as  omega 6 fatty acid, magnesium, iron, vitamin B1, B2, B6, A, D and E. Toasted or not, they are added to salads and a thousand other recipes when you want to get an extra note.

So why not try to mix them with flour? Their delicate flavor and texture, even tastier by cooking, can suggest to bake simple but delicious foods, like this homemade bread  that reminds  to “focaccia”, even if it isn’t so flat as the original oven-baked Italian dough.

Ingredients:

250 gr of buckwheat flour – 250 gr of spelled flour – about 50 gr (or more) of sunflower seeds – a few tablespoons of olive oil, possibly self-produced or of local production – salt to taste – fresh yeast (25 gr) – warm water.

Preparation: 

Mix both flours, adding the sunflower seeds, the salt and, finally, the crumbled yeast (previously stored at room temperature). Add warm water little by little, stirring the dough until is soft, but solid.

Then, incorporate the olive oil (5 or 6 tablespoons), whose fragrance and quality will be essential for a successful “focaccia” effect.

Cover a 1/2 kg plumcake mold with baking paper, lightly greased with olive oil. Pour in the dough and cover with a cloth.

Let it rise for 20-25 minutes near a heat source, turning the mold on the other side after about ten minutes.

Bake in the preheated oven and cook for about 30 minutes at 240 ° (gas oven) and another 20 minutes at 200 °.

It’s a deliciously crispy homemade bread, enriched by the excellent olive oil and sunflower seeds.

Semifreddo con pesche tabacchiera

Semifreddo con crema di pesche tabacchiera

Primo esperimento con la farina di teff, cereale antichissimo ritrovato perfino nelle piramidi in Egitto, dall’esito più che soddisfacente. Dal sapore molto delicato, anche se rustico, qui è stato abbinato alle mandorle. La curiosità di sperimentarlo è stata una scusa per approfittare di un frutto tipico di questo periodo: le pesche tabacchiera.

Preparazione della crema: 

600 gr di pesche tabacchiera (peso non snocciolato) – 2 o 3 cucchiai di semi di chia – 1 pezzetto di cioccolato fondente – stevia (2 cucchiaini).

In una casseruola cuocere per circa 20 minuti le pesche a pezzettini. Spegnere il fuoco e aggiungere i semi di chia, mescolando. Quindi, incorporare il cioccolato e passare il tutto al mixer. Serviranno in tutto circa 50 gr di cioccolato fondente (percentuale di cacao a piacere).

Aggiungere la stevia, mescolare bene e riporre in frigo.

Base con farina di teff e di mandorle

Preparazione dell’impasto base: 

100 gr di farina di teff integrale – 100 gr di farina di mandorle o mandorle pelate tritate finemente – mezzo cucchiaino di sale – 2 mele grattugiate – 4 o 5 cucchiai di olio di semi (di girasole).

In una terrina mischiare le due farine agli altri ingredienti. Lavorare molto bene l’impasto con un cucchiaio.

Stenderlo in una teglia grande, foderata con carta da forno bagnata e strizzata.

Cuocere per circa 30 / 40 minuti in base al proprio forno, finché risulta  ben dorato.

Lasciare raffreddare e rimuovere la carta. Quindi, tagliarlo in 3 parti uguali.

Alternare la crema ai vari strati, ultimando con l’ultimo strato di pasta. Eventualmente, rifinire i lati con un coltello.

Riporre nel freezer per circa 30 minuti e ultimare, coprendo con il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria. Utilizzare latte, vaccino o di mandorle, oppure ricotta per sciogliere il cioccolato.

Riporre nuovamente nel freezer finché si è solidificato. Tagliato a fette, si può congelare per essere gustato successivamente.

Voci precedenti più vecchie

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