Bianco e nero

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Torta con cocco, ricotta e albicocche

Torta di ricotta e albicocche

Sostanziosa, delicatamente dolce e versatile, ecco una torta fredda o cheesecake, se si preferisce.

Ingredienti per la base:

50 gr di farina di farro – 50 gr di farina di grano saraceno – 100 gr di mandorle pelate e macinate o farina di mandorle -1 mela – olio di semi

Ingredienti per la farcitura:

250 gr di ricotta – scorza di limone bio grattugiata finemente 1 cucchiaio circa – 70 gr di farina di cocco – xilitolo di betulla naturale – 5 o 6 albicocche ben mature

Preparazione della base

Per non utilizzare i biscotti secchi industriali, preparare con le due farine, poca acqua e l’olio di semi (circa 1 cucchiaio) un impasto che verrà steso con il mattarello e cotto in forno o in una padella antiaderente. Una volta raffreddato, ridurlo in briciole, tenendo da parte una piccola quantità per la decorazione.

Preparazione della farcitura: 

Privare la ricotta dell’eventuale siero e incorporare il cocco grattugiato, 2 o 3 cucchiaini di xilitolo e la scorza di limone.  Lavorare bene l’impasto che dovrà risultare piuttosto solido. Riporre in frigo.

Porre su un piatto il cerchio di una tortiera ø 18 cm. Versare all’interno il crumble ottenuto con le due farine. Pigiare e livellare.

Ricoprire la superficie con le albicocche senza buccia e tagliate in 4 spicchi. Versarvi sopra la crema al cocco. Livellare e rimuovere delicatamente il cerchio. Spolverizzare con il restante crumble, a cui sono state aggiunte alcune mandorle non pelate e sminuzzate.

Lasciare in frigorifero per 1 ora prima di servire.

Melanzane sfiziose in versione estiva e altre divagazioni sul tema…

Melanzane, piatto freddo estivo

Le melanzane, insieme a pomodori, peperoni e patate, appartengono alla famiglia delle solanacee.

Una certa “corrente alimentare” le ha messe al bando, qualcun’altro ne consuma a vagonate.

Come spesso accade, la via di mezzo è da preferire. Ma perché mai? Lo suggerisce il loro nome; contengono solanina, che in realtà è un insieme di sostanze prodotte da questi ortaggi per difendersi dai nemici esterni, quali muffe, insetti, batteri ecc.

Se si hanno problemi con il sistema immunitario, per es. nelle allergie stagionali (pensiamo al flagello estivo dell’ambrosia in certe regioni italiane), è meglio evitare di mangiare solanacee, o comunque limitarne il consumo.

Melanzane

Del resto, oltre alle solanacee, molti altri alimenti dovrebbero essere evitati o consumati molto di rado quando i sintomi di un’allergia si fanno sentire. Quando l’allergia si scatena, infatti,  aumenta la produzione di istamina, composto azotato che abbonda in caso di infiammazione. Insomma, un intero esercito si scatena in modo anomalo per difendersi contro un unico soldato.

Quindi, non è proprio il caso di buttare benzina sul fuoco e, oltre alle solanacee, dovrebbero essere eliminati dall’alimentazione, o consumati solo sporadicamente, altri alimenti che, per ironia della sorte, sono tra i più buoni: crostacei, tonno, acciughe, cioccolato, formaggi stagionati, salumi ecc.

Detto questo, ci si potrebbe chiedere – Ma se non ci fossero le solanacee, che cucina sarebbe la nostra?

Infatti, ecco una ricettina semplice per togliersi lo sfizio, almeno una tantum…

Ingredienti:

Melanzane – olio di oliva – aceto bianco – origano essiccato – pepe – sale – aglio

Preparazione: 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a fettine sottili. Grigliarle o passarle in una padella antiaderente, leggermente unta con olio di oliva.

Preparare un’emulsione con olio di oliva, aceto q.b., un pizzico di pepe nero, aglio tagliato a lamelle e sale.

In una pirofila di vetro, disporre le melanzane a strati, ricoprendo ogni strato con l’emulsione e l’origano.

Lasciare in frigorifero per alcune ore, o preparare la sera prima del pranzo.

E’ un piatto freddo, molto gustoso e adatto da portarsi in spiaggia, in una borsa frigo naturalmente.

Alta Valbrembana: Valleve – Foppolo – Valleve

Valleve, Valbrembana

Una volta arrivati a Valleve ed aver comodamente parcheggiato l’auto all’entrata del paese, si intuisce immediatamente la ricchezza naturalistica che lo circonda, annunciata dai panorami che si sono già incontrati strada facendo.

Si percorre a piedi l’abitato e ci si  dirige verso un ponticello di legno, al di là del quale si entra subito in un fitto bosco. I segnali indicano solo 15 minuti per raggiungere la località Convento. Può essere che sia facile sbagliare sentiero, perché in realtà dopo quasi un’ora di cammino (per chi è mediamente allenato) si arriva solo a una cappelletta. Il sentiero attacca subito in salita e si percorre tutto all’ombra.

Presso Foppolo

Presso Foppolo

Alla fine, ecco che il bosco si dirada. Si sono percorsi  3 km e 400 mt circa di dislivello  Appare il cielo blu e lo spigolo di un tettuccio.

Si è arrivati nei pressi di una cappelletta. Probabilmente, non è il  convento che ci si aspetta, ma la sorpresa è davvero sorprendente…

Ci si ritrova in una vera e propria terrazza panoramica che ripaga della fatica. Grandi prati verdi sfumati dal giallo di innumerevoli ranuncoli, alcuni anche doppi, più rari da trovare, spighette color rosa antico che sembrano fatte di velluto, fiorellini viola e tante margherite bianche.

Intorno, un panorama a 360° di cime che superano i 2000 mt.

Solo il rumore dei rami di alti larici e conifere mossi dal vento e quello di qualche cascatella, perché qui l’acqua non manca. Scende qui e là, precipitando da ripide pareti di rocce.

Proseguire per Foppolo è sicuramente più rilassante. Ci si dirige verso sinistra rispetto a dove si è arrivati, seguendo la traccia del sentiero nell’erba e si entra in un altro bosco. Qui, il sentiero si mantiene pressoché pianeggiante ed è percorribile in mb.

In 20 minuti circa si raggiunge Foppolo. Appare, alla fine del sentiero, l’insieme dei condomini del boom cementizio-turistico degli anni ’60 e ’70, quando il paese era una delle mete preferite per le vacanze, soprattutto invernali.

Stridono con il panorama circostante e infondono quasi un senso di abbandono fuori stagione.

Entrati in paese si può scegliere di ritornare a Valleve, sulla strada asfaltata che durante la settimana è poco frequentata. Il bel panorama lungo i 6 km  accompagna la piacevole passeggiata che ridiscende in dolce pendenza, passando attraverso alcune brevi gallerie aperte.

Oppure, si può anche approfittare della corriera, che però passa di rado.

 

Milano: luoghi abbandonati

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Leggenda e delizia del torrone di Cremona

Cremona

Nelle terre intorno a Cremona si è appena dissolta la prima nebbia autunnale. Fervono, frenetici,  gli ultimi  preparativi per un evento eccezionale: il matrimonio tra la duchessa Bianca Maria Visconti, di soli 17 anni, e il quarantenne Francesco Sforza.

È il 25 ottobre 1441 quando viene ufficializzata l’unione tra i due, predestinati ad essere consorti molti anni prima.

Si è deciso di celebrare la cerimonia, sontuosa come merita l’occasione, nella chiesetta di S. Sigismondo, appena fuori città.

Occhi nemici, malvagi e pericolosi potrebbero creare problemi nella centralissima Cattedrale.

Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza

Alle nozze di Bianca Maria e Francesco seguono grandi festeggiamenti,  giostre, tornei, sfilate di carri allegorici e, naturalmente, un banchetto regale. Nell’aria, gli effluvi delle carni speziate, dei capponi e della selvaggina si mischiano al vocio rumoroso e alle risate dei ricchi commensali che sorseggiano grandi calici di vino rosso.

Ma a un tratto, il vocio sembra scemare. Solo un attimo, e poi riprende ancora più rumoroso e allegro quando appare sulle tavole degli invitati un dolce preparato apposta per l’occasione. Ha la forma del Torrazzo, l’alto campanile della cattedrale sotto al quale non si è potuta svolgere la cerimonia nuziale.

Cremona, il Torrazzo

Noto ai posteri come “torrone”, è una delizia di pasta dolce in cui predomina il bianco d’uovo che avvolge mandorle e nocciole, con aggiunta di aromi e miele. Declinato in  numerose versioni e già presente in altri paesi lontani ai tempi di Bianca Maria e Francesco, il torrone di Cremona vanta oggi il marchio IGP.

Classico o morbido, continua a conquistare i palati e la golosità di chi lo apprezza e lo gusta  ben oltre i confini della città che lo ha visto nascere.

Eppure, qualcuno racconta che la sua origine sia solo una leggenda…

Focacce e focaccine in padella

Focaccine in padella, con farina di farro, di grano saraceno e semi d’anice

In una primavera quanto mai approssimativa, anche questa ricetta segue una certa approsimazione che si respira nell’aria. Non si tratta di vere e proprie focacce e  focaccine e nemmeno si potrebbero considerare biscotti. Insomma, sono una via di mezzo tra le due cose.

Certo è che richiedono un po’ di tempo, per l’impasto e la cottura che, per scelta o necessità, si effettua in una capiente padella antiaderente.

Focaccine con farina di grano saraceno, di amaranto e semi di sesamo

Ingredienti

Farina di grano saraceno (5 o 6 cucchiai) – farina integrale di amaranto (5 o 6 cucchiai) – un pizzico di sale –  1/2 bicchiere circa di acqua tiepida – 2 cucchiai di olio di oliva – semi oleosi a piacere, per es. di sesamo. Con queste dosi si ottengono circa 15 focaccine larghe 5 cm. Per le quantità delle focaccine, regolarsi in proporzione con i vari ingredienti. Per una focaccia sola, servono circa 150 gr di farina.

Preparazione

Mischiare le due farine. Aggiungervi l’olio di oliva, il sale e i semi oleosi. Procedere all’aggiunta dell’acqua tiepida che deve avvenire molto lentamente mentre si mescola l’impasto con un cucchiaio di legno, finché raggiunge la consistenza adatta per essere impastato con le mani.

Quindi, porre piccole porzioni di impasto su una superficie e stendere con un mattarello.

Ungere leggermente il fondo di una padella antiaderente. Far scaldare a fuoco basso e cuocere le focaccine (sempre a fuoco basso) , rigirandole di tanto in tanto finché sono leggermente dorate. Il tempo può variare da 10 / 15 minuti per lato.

Se non vengono utilizzati lieviti, risultano croccanti. Lasciandole riposare per qualche ora, il sapore sarà più intenso, come spesso accade con le preparazioni a base di farine “rustiche”. Meglio se accompagnate a una pietanza sugosa, un caffè ecc. in quanto restano piuttosto compatte.

Facilmente declinabili al dolce o da sperimentare con abbinamenti diversi di farine.

Mare…

Foto di Stefano Dei Rossi

 

Cheesecake fragola e limone

Cheesecake fragola e limone

Torna la primavera e la voglia di fresco. Ecco, allora,  un’altra cheesecake, freschissima, delicatissima e dal binomio vincente fragola-limone.

Ingredienti

60 gr circa di gallette (qui, di farro bio, senza zucchero né sale) – 2 mele piccole – 250 gr di ricotta fresca di latte vaccino – 4 limoni bio – fragole fresche – 1 pizzico di sale – dolcificante naturale (opzionale, qui xilitolo naturale di betulla)

Preparazione

Sbriciolare le gallette, aggiungervi 1 pizzico di sale e unire le 2 mele grattugiate, la scorza finemente tritata di 3 limoni bio,  la ricotta e 2 cucchiaini di dolcificante naturale. Lavorare l’impasto, che dovrà riuscire compatto.

Rivestire con pellicola trasparente il cerchio di una teglia a cerniera ø 18 cm. Porlo su un piatto da portata e versarvi all’interno il composto per la base. Compattare e livellare, quindi rimuovere il telaio a cerniera.

Guarnire con le fragole tagliate piuttosto sottili e spolverizzare con la scorza di 1 limone bio, tritata molto fine e, infine, con 1 cucchiaino di dolcificante naturale.

La ricotta dà il suo meglio se abbinata ad altri ingredienti, con i quali si possono ottenere delicate farciture molto gradevoli. Oltre alla scorza di limone, potrebbe essere utilizzata quella di arancia oppure poche gocce di olio essenziale ad uso alimentare, per es. di menta o altre fragranze, particolarmente indicato per le ricette senza cottura.

 

Strawberry and lemon cheesecake

Spring is back again! Why not to prepare a fresh and delicate cheesecake, flavored with the winning combination of lemon and strawberries in its honour?

Ingredients

60 gr of crumbled puffed spelt biscuits (possibly organic, sugarfree and without salt) – 2 small apples – 250 gr fresh cow’s milk ricotta (or any other creamy, slightly sweet cheese) – 4 organic lemons – fresh strawberries – 1 pinch of salt – natural sweetener (optional, here natural birch xylitol)

Preparation

Crumble the biscuits, add 1 pinch of salt and  2 grated apples, the finely chopped zest of 3 organic lemons, ricotta cheese and 2 teaspoons of natural sweetener. Knead the dough, which must be compact.

Place a hinged mold diam. 18 cm, lined with transparent film, on a plate and arrange the crumbled biscuits and ricotta base. Compact and level. Remove the mold and cover the top with strawberries. Then, sprinkle with the zest of 1 organic lemon, very finely chopped and finally with 1 teaspoon of natural sweetener.

Ricotta cheese combines very well with other ingredients, to  create delicate and tasty fillings.

In addition to the lemon peel, it could be used orange  peel or a few drops of essential oil for food use, eg. mint or other fragrances, particularly suitable for recipes without cooking.

Milano: Quartiere Isola – Porta Nuova – Porta Garibaldi

In una città abituata da sempre a costruire, demolire e ricostruire, non è una novità vedere accanto al nuovo, l’antico.

Alte pareti di vetro e acciaio sembrano quasi schiacciare i bassi edifici a ringhiera nell’inconfondibile colore giallo Milano, con i tetti di tegole rosse. Sopravvivono imperterriti, nonostante tutto.

Quartiere Isola, Porta Nuova, Garibaldi

Quale altra zona, in città, può offrire uno spaccato tanto contrastante se non quella tra Porta Garibaldi, Porta Nuova e il quartiere Isola?  Vi si arriva comodamente con la metropolitana, fermata Garibaldi, e si può camminare in una vasta zona pedonale che offre diverse cose interessanti da vedere.

Piazza Gae Aulenti

Naturalmente, i nuovi grattacieli futuristici sono i primi ad attirare l’attenzione. Segue Piazza Gae Aulenti, con l’installazione di 23 tubi in alluminio color oro che rappresentano una sorta di lunghe trombe, progettate per mettere in comunicazione la superficie con i piani sottostanti.

Fontane rotonde rasoterra sembrano voler ricordare la ricchezza di acque sorgive su cui è sorta la città.

Piante aromatiche al nuovo quartiere Isola

Due torri residenziali, con esclusive soluzioni abitative, sono i boschi verticali della città. Aree verdi private che si sviluppano in altezza, mentre al di sotto cresce, piantata di recente, una variegata vegetazione.  Alberi, piante da bulbo, aromatiche e cespugli su un’area di circa 100.000 mq costituiscono, infatti, il progetto della Biblioteca degli Alberi.

Isola skyline

Sembra impossibile pensare, ora, che  gran parte di quella superficie tutta vetro, alluminio, design e relax fosse occupata, in un tempo non troppo lontano, da terreno non asfaltato che ospitava un grande luna park e i circhi che arrivavano in città.

Eppure, è così. Guardandosi intorno, con gli alti grattacieli sullo sfondo, ci si chiede fino a quando riusciranno a sopravvivere, quelle vecchie case a ringhiera lì accanto.

 

Milan – Isola district, Porta Nuova, Porta Garibaldi

In a city accustomed to building, demolishing and rebuilding, it’s not unusual to see the old next to the new.

High walls of glass and steel almost seem to crush the old  typical buildings, painted  in yellow Milan color, with red-tiled roofs. They survive determinedly, despite everything.

A few other places in the city can offer such a contrasting view like the area among Isola district, Porta Nuova and Porta Garibaldi. Once easily reached by subway from the stop Garibaldi, you can walk in a wide pedestrian area.

No doubt, the modern skycrapers  are the most eye catching elements. Then, take a look at Piazza Gae Aulenti, with the installation of 23 gold-colored aluminum tubes in the shape of long trumpets, designed to put the surface in communication with the floors below.

Round fountains close to the ground bring to mind the abundant spring waters on which Milan was built.

Two residential towers, with exclusive housing solutions, are the so-called vertical forests. But if such private green areas grow in height, different plants grow down below. Trees, bulb plants, aromatic plants and bushes, recently planted on an area of about 100,000 square meters are part of the project named  The Library of Trees.

It’s difficult to  imagine how most of the present innovative yet eco-friendly district once was a wide, unpaved area occupied by  a big fun fair and the circuses arriving in Milan.

Looking around, at the tall skyscrapers in the background, one wonders how long those old  houses with outside common balconies will survive, anyway.

Voci precedenti più vecchie

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