Scena galante di Giuseppe Bonito

Scena galante, di Giuseppe Bonito (metà 1700 circa)

Giuseppe Bonito, pittore napoletano nato nel 1707 e vissuto fino a 82 anni, riproduce in questo delicato dipinto dettagli particolareggiati di tutto rispetto.

Giuseppe Bonito (Castellammare di Stabia 1707 – Napoli 1789)

Nei suoi ritratti, le persone sembrano diventare reali, oltrepassando la pura rappresentazione.

Personaggi del popolo, figure comuni che si incontrano dove si abita, oltre ad esponenti di corte, si arricchiscono di tratti psicologici sullo sfondo di suggestive atmosfere sentimentali.

Che piacciano o meno, le sue opere spiccano per la riproduzione di situazioni familiari, popolari o dall’immediato impatto comunicativo.

Ragazze che giocano con un gatto, di G.Bonito

Un esempio è dato da questo quadro, intitolato “Ragazze che giocano con un gatto”, mostrando dettagli che osservati da un punto di vista moderno risultano davvero curiosi.

Ritratto di dama in abito rosa, di G. Bonito

Ritratto di dama in abito rosa da casa, di G. Bonito

Molte delle opere di G. Bonito sono finite nelle collezioni private e oggetto di transazioni da parte delle case d’aste, spesso straniere, come questo “Ritratto di dama in abito rosa da casa”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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In visita a Lodi, da Cinzia e Mustafà

Lodi, la Piazza centrale

Lodi, Piazza della Vittoria

Di belle piazze ne è piena l’Italia, e quella di Lodi non è da meno di molte altre. Ci hanno anche girato film e spot pubblicitari, ma a parte chi ci vive, pochi sanno che proprio su questa bella piazza si affaccia tutti i giorni una strana coppia. Sta lì da parecchio tempo e, quindi, vanta una certa età.

Lodi, Duomo

Di cose e persone ne ha viste passare di ogni genere. A fatti, cambiamenti, addii e ritorni ha assistito senza battere ciglio, né proferire parole. Del resto, come avrebbe potuto? Già, perché la coppia in questione è fatta di pietra.

Sì, sì, di pietra e non di sassi del fiume Adda, utilizzati invece per lastricare la bella piazza della Vittoria, più familiarmente chiamata Maggiore.

Ma tornando alla strana coppia, i suoi anni li porta bene, considerando che osserva chi passa da tanto, moltissimo tempo. Ha resistito alla calura delle torride estati di pianura, quando i passanti cercano riparo all’ombra dei portici. Sotto i medesimi portici ha visto affrettarsi gli stessi passanti per sfuggire alla pioggia o alla neve, almeno per un breve tratto.

Così, le giornate e le stagioni si sono susseguite, spesso uguali e qualche volta diverse, fino a diventare secoli, osservando il viavai davanti ai piccoli palazzetti medievali che si affacciano sulla piazza.

Lodi, leone medievale con drago

Per l’esattezza, i secoli sono quasi otto, infatti la coppia in questione pare risalga al 13° secolo. Ce l’hanno messa lì, a sostenere il piccolo portico all’ingresso del Duomo, che tecnicamente si chiama protiro, per ragioni puramente architettoniche, ma anche per custodire e ammonire chi vi entra.

Dal lontano Medioevo ad oggi, se potessero parlare Cinzia e Mustafà, ne avrebbero certo di cose da dire. Ecco come si chiamano, i due leoni che formano la strana coppia. Forse, Cinzia è quello sulla destra che tiene tra le zampe un ovino o un bovino, mentre Mustafà è quello alla sinistra dell’ingresso. Tra le zampe ha una preda più riconoscibile; si tratta senza ombra di dubbio di un drago.

 

Torta romantica di farro, con fragole e semi di girasole

Torta di farro, fragole e semi di girasole

Sarà il colore delicato delle fragole, sarà la squisita morbidezza, ma questa torta “alternativa” evoca proprio un’atmosfera da ‘800…

Semplicissima da preparare, velocissima da finire e morbidissima da gustare, ecco come:

Ingredienti: 200 gr di farina di farro (qui, bio e macinata a pietra), 300 gr di fragole, 2 mele,  1 o 2 limoni non trattati, 2 uova, 50 gr di semi di girasole, 1 cucchiaino scarso di sale, 5 cucchiai di olio di semi di girasole, 1 panetto di lievito, ev. stevia.

Preparazione:  lavare le fragole e tagliarle a pezzetti piuttosto grandi. Grattugiare 2 mele, tritare finemente la scorza di limone e unire il tutto alla farina. Incorporare il sale,  l’olio di semi e le uova ben sbattute con la frusta. Sbriciolare il lievito e mescolare molto bene. In ultimo, aggiungere le fragole.

Foderare una teglia ø 20 cm con carta da forno bagnata e strizzata. Versare l’impasto, livellarlo e ricoprirlo con la granella di semi di girasole (passati velocemente nel mixer).  Infornare a 200° nel forno (a gas) per 1 h.

Quindi, lasciare intiepidire, rovesciare la torta su un piatto da portata, togliere delicatamente la carta da forno e rigirare la torta.

Volendo, spolverizzare la superficie con un paio di cucchiaini di stevia.

 

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