Un parco in città: il Ticinello

Parco del Ticinello, Milano

Scorci antichi al Parco del Ticinello, che si estende per poco meno di 1 km quadrato nella periferia sud di Milano. Detto così, questo numero, sembrerebbe poca cosa e invece lo pone al 4° posto per superficie tra i parchi della città.

La lunga e travagliata storia della sua creazione, che lo ha sottratto alla cementificazione e alla speculazione edilizia, fa da monito per ricordare e rispettare una delle caratteristiche di Milano. Oltre all’importanza naturalistica, il Parco del Ticinello ripropone infatti l’aspetto agreste e contadino che, in fondo, ha sempre caratterizzato la grande metropoli, sin da un remoto passato.

Al suo interno, alberi imponenti , vasti campi coltivati, un’area umida e le marcite offrono l’ habitat naturale a civette, picchi, rondini, cicogne, aironi, rane e lucciole, solo per citare alcune delle specie presenti nel parco.

Comodi sentieri e vialetti invogliano a camminare nel verde, mentre le fronde degli alberi ondeggiano, riempiendo con il loro suono  il silenzio pressoché totale.

Sopravvive nel parco,  una cascina  che tra mille difficoltà, svolge ancora attività agricole e da poco ha allestito nei suoi locali una piccola area museale, tutta da valorizzare, offrendo uno spaccato del mondo contadino locale e lombardo che fino a qualche decennio fa non era così strano incontrare.

Un caso più unico che raro, considerando l’ubicazione di un microcosmo agricolo in città, a pochi passi dalla fermata della metropolitana che in una manciata di minuti porta nel centro di Milano, al quadrilatero della moda, al turismo mordi e fuggi.

 

Parks in the city: the Ticinello

Ancient views at the Ticinello Park, which takes its name from the canal built in 1152  for defensive reasons, most likely originated from the river Ticinum. The park extends for 1 square km in the southern suburb of Milan. All in all, it might seem a small park, but it’s the fourth one as for extension among Milan parks.

The Ticinello Park has been recently created, after a long series of troubled events that saved the green area from overbuilding and speculation. In addition to its naturalistic importance, the Ticinello Park brings back to the rural and peasant aspect of the metropolis that, after all, had featured Milan in most of its districts until some decades ago.

Inside the park, imposing trees, vast cultivated fields and marshes offer a suitable habitat to owls, peaks, swallows, storks, herons, frogs and fireflies, just to mention some of the species living or migrating there.

Comfortable paths and walkways invite people to take a relaxing walk in the green, while the fronds of the trees sway, filling the almost complete silence with their sound.

Facing with countless difficulties, a farm survives in the park, carrying on agricultural activities and hosting cultural events. In its premises a small museum area has been recently settled, yet to be enhanced. It gives visitors an idea of how local and Lombard farmers lived until a few decades ago.

The Ticinello Park along with its ancient farmhouse is a unique reality a few steps from the underground station. From there you can take the tube and reach the centre of Milan in just ten minutes. So close and yet so far away from the fashion district and the typical hit-and-run tourism of the city.

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Mete del Lago di Garda: il Vittoriale

Gardone Riviera sembrerebbe un villaggio fantasma, se lo si cercasse solo basandosi sulle indicazioni stradali tradizionali, eppure al suo interno conserva una meta molto gettonata.

Solo arrivati nei pressi del paese, segnalato quasi in ultimo, appaiono le indicazioni per il Vittoriale, destinazione visitata per molte ragioni, tutte diverse, ma che attirano sul luogo davvero tanti visitatori.

Nei giorni più affollati, è inutile cercare invano un posto nel parcheggio adiacente (a pagamento). Basta salire per un breve tratto, qualche centinaia di metri più avanti o anche meno e, se si è fortunati, un posto per lasciare la macchina lo si trova.

Se la visita all’interno della Prioria è nel programma, meglio arrivare alla biglietteria  al più presto. Possono entrare solo gruppi di 10 persone e, quindi, chi primo arriva, meglio alloggia, se non si vuole rischiare di essere tra gli ultimi ad entrare nella residenza di D’Annunzio, oppure vedere sfumare l’opportunità.

D’Annunzio, uomo eclettico, discusso o discutibile a seconda dei punti di vista, ma che comunque è riuscito a lasciare alla storia una poesia indimenticabile come “La Pioggia nel Pineto”.

Visitando il grande parco che circonda la Prioria, non si può fare a meno di ammettere che la sua location era stata ben progettata. Ovunque, regna la presenza del lago, poco più in basso, con i cipressi, i fiori e le varie zone in cui è suddiviso, dagli orridi al cimitero dei cani, dalle  terrazze fiorite al mausoleo in tipico stile anni ’30 alla nave trasportata fin lassù che fa pensare a quella del film “Fitzcarraldo”.

Stupisce e un po’ ancora affascina la vanità, o la ricercatezza, del padrone di casa, le sue innumerevoli camicie bianche, ancora immacolate e intatte, che aveva indossato forse per una sola volta, le numerose paia di scarpe quasi nuove, i completi impeccabili,  i suoi profumi e i contrasti che si susseguono, man mano che ci si inoltra nel parco.

A togliere l’immagine polverosa al contesto del Vittoriale, ci pensano allestimenti moderni di vario tipo: statue, mostre ed eventi. Segno dei tempi che cambiano e si susseguono, come i tanti giochi di luci e ombre, i colori vivaci e le forme sinuose accanto a strutture severe dai contorni squadrati.

Una destinazione, insomma, in cui vale la pena trascorrere qualche ora, ammirando la  vista sul Lago di Garda che si apre a 360°.

 

Destinations of Garda Lake: The Vittoriale

Gardone Riviera might seem a ghost village if one would reach it following the conventional indication signs.

Though a very popular attraction is present in its territory, both village and place of interest are signalled just almost on arrival.

A lot of tourists and visitors go to the Vittoriale for many reasons, so on the most crowded days it’s no use looking for a place to park the car in the nearby pay parking area. Just a few hundred meters away, or even less, a free parking space could be available.

If you want to visit the Prioria, Gabriele D’Annunzio’s home, and haven’t booked online, you’d better arrive on spot as soon as possible, since only groups of ten persons at a time can enter it. Otherwise, you could be allowed  to entrance very late, just before closing time, or not to be able to visit  it at all.

D’Annunzio was a versatile character, considered by many people from different points of view:  both for his political ideas and activities in the 30s and artistic, literary as well as intellectual charme that made him reach high lyrical levels, such as in his renowned, long poetry  “Pioggia nel pineto”, better to say “The rain in the pine wood”.

Whatever the reason for a visit to the Vittoriale is, one can’t feel emotionless in the beautiful location,   with Garda lake peeping out of every corner, cypresses and terraced gardens full of flowers.

Walking through the wide park  around the Prioria, manifold contrasting scenarios follow one another. So, bright colors and romantic settings alternate with severe, grim elements such as the Mausoleum in the typical Italian style of the 30s, the dogs’ cemetry, the revine-like gardens and the warship.

The latest, being dismantled and then built again up there on the hill of the Vittoriale, reminds somehow of the film “ Fitzcarraldo”.

Similarly, a huge collection of almost brand new, elegant white shirts, pair of shoes and suits as well as parfumes and accessories of the landlord keeps on fascinating a bit and reveal his refined or vain personality.

Different, modern fittings such as statues, exhibitions and events renew the vintage setting and keep any dusty atmosphere away. That’s a sign of how time has changed in and outside D’Annunzio’s sumptuous dwelling, where it’s worth spending some hours.

 

 

Quattro passi nel Geopark delle Alpi Carniche

450milioni di anni di storia geologica non sono pochi e non passano nemmeno inosservati.

La loro testimonianza è ancora lì, imponente e viva allo stesso tempo mentre ci si trova a camminare sotto le grandi pareti di roccia nel Parco Geologico delle Alpi Carniche.

Così reale che, fissando le rocce scolpite dal lavorio della notte dei tempi, dall’acqua, dal vento e dalla neve, quasi ci si aspetta che si mettano a parlare e prendere vita come Mordiroccia nella Storia Infinita.

Vaneggiamenti, forse, ispirati dalla fatica di essere arrivati fin lassù per sentirsi a metà protetti e per l’altra un po’ intimoriti dalla loro ancestrale presenza.

Chissà quante cose hanno visto passare, in questa terra di frontiera, dove pochi metri più in là inizia un’altro paese, i cui confini restano comunque scritti solo sulla carta e per gli uomini.

Custodi di siti fossili tra i più importanti del mondo, queste montagne aspre e rocciose rappresentano l’era paleozoica italiana in modo esaustivo e sembrano lanciare un monito: rispettateci! Noi siamo qua da molto tempo prima di tutti voi.

Queste ed altre considerazioni balenano per la mente, osservando da vicino le imponenti rocce paleozoiche mentre solo il grido della marmotta e il verso di qualche rapace si impongono per un attimo sul rumore del vento sferzante.

 

Walking in the Geopark of the Carnic Alps

450 million years of geological history is a big number indeed and cannot  go unnoticed.  Their testimony is still there, imposing and alive at the same time while you are walking under the great rock faces in the Geopark Park of the Carnic Alps.

Staring at the rocks carved by water, wind and snow since the dawn of  time,  one can even expect they start talking and come to life as Rock Biter in The NeverEnding Story.

Probably, it’s simply raving due to the strain of climbing up there and  feel both protected and a bit intimidated by their ancient presence.

Who knows how many things they have seen in that border land, where a few meters away another country begins, whose boundaries are written only on paper and for Italian as well as Austrian people, anyway.

Keepers of fossil sites among the most important in the world, those rugged and rocky mountains thoroughly represent the Italian Paleozoic era and seem to give a warning:  Do respect us! We’ve been here a long time before all of you.

Such considerations flash through the mind, when closely observing the imposing paleozoic rocks while only the marmot whistling and the cry of some predator mix for a moment with the sound of the biting wind.

Natura in città al Parco delle Cave

Parco delle Cave, Milano

Vacanze intelligenti, vacanze stupidotte, vacanze forzate e vacanze agognate.

Qualsiasi luogo, purché il meno noioso possibile, può diventare occasione di svago e scusa per stare all’aperto, anche se si resta in città, per scelta, necessità o mille altri motivi.

Si possono scoprire così luoghi vicini che, è vero, sono lì da molto tempo, ma che per qualche ragione non sono mai stati esplorati.

Uno di questi offre uno spettacolare colpo d’occhio, arrivando dal trafficatissimo Viale delle Forse Armate, nella periferia ovest di Milano.

Periferia per modo di dire perché qui i palazzi si susseguono uno dopo l’altro e, di fatto, sembra di essere in piena città.

La loro immagine è ancora impressa negli occhi, mentre le acque verdi – azzurre dei grandi laghetti creano un contrasto davvero inaspettato.

Sulla falsariga di quanto succedeva da quelle parti durante la dominazione spagnola, e si parla del 1500 e 1600, quando bande di briganti infestavano le fitte boscaglie che lì crescevano rigogliose, il verde domina senza ombra di dubbio nella vasta area di fitta vegetazione che prende il nome di Parco delle Cave.

Certo, è un verde più ordinato, coltivato e salvaguardato rispetto ai tempi della caccia al brigante da parte degli spagnoli. Ma è pur sempre verde. Anzi, tanto verde che rinfresca, ritempra e rilassa, soprattutto durante la settimana quando l’affluenza è più scarsa.

Circa 1 km e mezzo quadrato di terreni sottratti al degrado e all’attività di estrazione della ghiaia, ormai abbandonata, dove sono ancora presenti i segni di un’antica vocazione agricola tuttora attiva, catapultano letteralmente in un’altra dimensione temporale.

C’è chi ci va per pescare, nelle acque dei grandi laghetti dove però è vietato fare il bagno, o a prendere il sole e il fresco tra gli alberi, fuggendo dall’asfalto rovente e la temperatura che quasi sfiora i 40°, ma c’è anche chi ci va a correre, a cavallo, in bici o semplicemente per camminare nella pausa pranzo, in attesa di rientrare in ufficio, nonostante il periodo vacanziero.

Che si scelga di girarlo tutto a piedi per ore, seguendo i percorsi proposti di 3 km e di 5 km (anche se dovrebbero essere segnalate meglio le varie direzioni…)  oppure in bicicletta, magari utilizzando il bike sharing cittadino gratuito, il Parco delle Cave offre una gradita parentesi di relax fuori dal traffico che corre e strombazza non troppo distante.

E ce n’è sempre, anche in agosto, segno dei tempi che cambiano e fanno optare per vacanze intelligenti, appunto, o semplicemente un po’ più economiche e non in alta stagione.

Nature in the city at the Pits Park

There can be both smart holidays and silly ones, either forced vacations or longed for holidays, but any place as less boring as possible might be the occasion to stay outdoors. That’s true even if one remains in the city during the conventional summer holidays period by choice, need or a thousand other pretexts.

Thus, it’s possible that nearby places which you’ve only heard of but haven’t seen yet  by whatever reason, may disclose unexpected scenarios.

One of them offers an outstanding view, considering that it stretches at a stone’s throw from the very busy Viale delle Forse Armate, in the western suburbs of Milan. Actually, the area looks like it is in the middle of the city, since high buildings find here next to each other uninterruptedly.

Their image made of concrete, iron and glass is still in your eyes as soon as you enter the Pits Park (Parco delle Cave) and you find yourself in front of the astonishing green and blue waters of some lakes surrounded by lush green.

Dense vegetation grow there everywhere, almost like when thick woods, infested by bands of bandits, covered the same territory during the Spanish domination in 1500 and 1600.

Compared to the time when bandits were hunted by the Spaniards, the broad green area is obviously better preserved and more eco-friendly than in the past, offering quiteness and a relaxing, cooling  break, especially during the week, when visitors are fewer.

The Pits Park extends on about 1 and a half square km of land, once used to extract gravel and sand, exactly from the 1920s till 1970s and later, but then fallen into a state of neglect, when the extraction activity was abandoned.

Over the last few decades, the area was converted into a large park where the traces of the traditional  agricultural heritage  can still be seen.

People go to the Pits Park to fish in the clean waters of the lakes where bathing is forbidden anyway, or to sunbathe and find peace and refreshment in the dog days when the temperature in the streets and among the high buildings becomes unbearable. Someone else goes there biking, jogging, on horseback, or  simply to walk on the lunch break, before returning to the office though on holiday time.

So, you can ride it all or walk for some hours,  following both proposed itineraries of 3 and 5 km, respectively, though directions should be better explained.

The Pits Park can offer you a quiet background, pleasantly contrasting with the densly populated, urbanized surroundings where traffic keeps on running noisly even in August.

That’s a sign of the changing times that persuade people to go on summer holidays in other periods rather than only in August, whether they choose  differently on economic grounds or in search of alternative and less crowded destinations.

Luci, colori e profumi dell’entroterra ligure

 

Mar Ligure

Mar Ligure, Riviera di Ponente

Una stretta fascia costiera, poi subito le colline e più in là le montagne, questa è la Liguria. Non solo mare, quindi, ma anche vasti territori verdi, boschi lussureggianti e sentieri che si snodano, si incrociano e portano verso le cime.

Verso il Monte Carmo, tra filari di ginestre

Dall’odore del mare si passa in un batter d’occhio a un insieme di fragranze dalle mille sfumature. Il profumo delle ginestre in fiore che crescono rigogliose nei boschi, lungo le strade e i sentieri si mischia a quello dell’eucalipto, ampiamente coltivato.

Si alterna, sovrapponendosi,  a quello degli uliveti. Sì, perché nell’entroterra ligure, anche gli olivi profumano l’aria, soprattutto quando sono tanti e diffusi.

Ma anche il gelsomino non è da meno, e si impone piacevolmente accanto a barriere di oleandri bianchi, rosa chiaro e fucsia.

Chissà se timo, finocchietto selvatico, ruta e menta, solo per citare le più note e riconoscibili tra le erbe aromatiche che crescono spontanee nel sottobosco e ai bordi delle stradine, attirano anche i caprioli, i cinghiali, i tassi, le volpi e, a un’altitudine maggiore i daini, che trovano il loro habitat ideale nella fitta vegetazione?

Non disdegnano però di avvicinarsi all’abitato, quando cala il buio che spegne i colori vivaci delle case contro il cielo terso, e si accendono le piccole luci nei paesi e nelle case sparse, creando un effetto natalizio anche in piena estate.

 

Il mare dal blu intenso, allora, diventa scuro, in attesa di ritornare nuovamente luminoso e fare da sfondo ad ogni visuale che spazia dalle colline e dalle cime delle montagne.

Ligurian inland: a mix of light, colors and scents

A narrow coastal strip in front of the Mediterranean Sea, with hills and mountains immediately behind.  That is Liguria, in northern Italy. Not only sea, therefore, but also wide green territories, lush forests and winding paths that cross villages and the nature, leading to the peaks.

In a few minutes, one can move from the smell of the sea to a mixture of pleasant scents, rich in a thousand fragrances. Flowering brooms growing luxuriant in the woods, along the roads and paths mix their smell with the refreshing parfume of the eucalyptus. This small-sized tree is nowadays widely cultivated in the Ligurian hills, due to its essential oil which is very appreciated abroad, as well.

Its intense fragrance almost contrasts with the delicate smell of olive groves. Yes, that’s exactly so! In the Ligurian inland, even olive fruits fill the air with their odorous flavors, especially when their cultivation is thick and widespread.

Then, you can find  sweet smelling jasmine climbing on walls or fences next to huge oleanders bushes in white, light pink or fuchsia.

Who knows if thyme, wild fennel, rue and mint, just to mention a few among the most recognizable aromatic herbs growing wild in the undergrowth and on the edges of roads, attract roe deers, wild boars, badgers, foxes, and at a higher altitude also fallow deers? They are numerous and find their ideal habitat in the thick vegetation, but they do not disdain to approach the inhabited area.

Especially at night, when the bright colors of sunny small buildings soften and villages, scattered houses and narrow roads are illuminated, looking like Christmas lights in the middle of the summer.

Then, the deep blue sea turns into a wide dark horizon, waiting for the daylight and return to be the constant fascinating view from every hill and mountain of the Ligurian inland.

 

 

 

 

 

In visita a Lodi, da Cinzia e Mustafà

Lodi, la Piazza centrale

Lodi, Piazza della Vittoria

Di belle piazze ne è piena l’Italia, e quella di Lodi non è da meno di molte altre. Ci hanno anche girato film e spot pubblicitari, ma a parte chi ci vive, pochi sanno che proprio su questa bella piazza si affaccia tutti i giorni una strana coppia. Sta lì da parecchio tempo e, quindi, vanta una certa età.

Lodi, Duomo

Di cose e persone ne ha viste passare di ogni genere. A fatti, cambiamenti, addii e ritorni ha assistito senza battere ciglio, né proferire parole. Del resto, come avrebbe potuto? Già, perché la coppia in questione è fatta di pietra.

Sì, sì, di pietra e non di sassi del fiume Adda, utilizzati invece per lastricare la bella piazza della Vittoria, più familiarmente chiamata Maggiore.

Ma tornando alla strana coppia, i suoi anni li porta bene, considerando che osserva chi passa da tanto, moltissimo tempo. Ha resistito alla calura delle torride estati di pianura, quando i passanti cercano riparo all’ombra dei portici. Sotto i medesimi portici ha visto affrettarsi gli stessi passanti per sfuggire alla pioggia o alla neve, almeno per un breve tratto.

Così, le giornate e le stagioni si sono susseguite, spesso uguali e qualche volta diverse, fino a diventare secoli, osservando il viavai davanti ai piccoli palazzetti medievali che si affacciano sulla piazza.

Lodi, leone medievale con drago

Per l’esattezza, i secoli sono quasi otto, infatti la coppia in questione pare risalga al 13° secolo. Ce l’hanno messa lì, a sostenere il piccolo portico all’ingresso del Duomo, che tecnicamente si chiama protiro, per ragioni puramente architettoniche, ma anche per custodire e ammonire chi vi entra.

Dal lontano Medioevo ad oggi, se potessero parlare Cinzia e Mustafà, ne avrebbero certo di cose da dire. Ecco come si chiamano, i due leoni che formano la strana coppia. Forse, Cinzia è quello sulla destra che tiene tra le zampe un ovino o un bovino, mentre Mustafà è quello alla sinistra dell’ingresso. Tra le zampe ha una preda più riconoscibile; si tratta senza ombra di dubbio di un drago.

 

Arenzano-Varazze-Arenzano: 20 km di passeggiata, vista mare

Da Arenzano a Varazze

A solo 1 ora e ½ di macchina da Milano si arriva al mare. L’aria cambia decisamente, ma non è solo quella a cambiare. La visuale spazia sul Mar Ligure e sull’ampio tratto di costa tra Genova e Savona e se si è fortunati, in giornate molto limpide, ben oltre.

In ogni caso, anche in giornate un po’ velate che impediscono una visibilità ottimale, vale certo la pena di indossare un paio di scarpe comode o salire sul sellino di una bici, ma per andare dove?

Liguria, Riviera di Ponente

Liguria, Riviera di Ponente

Lungo la passeggiata panoramica sottratta alla vecchia ferrovia dismessa che passava tra Arenzano e Varazze, per esempio.  Il fondo asfaltato lo rende adatto alle due ruote e sebbene regni una certa confusione sul come e dove ciclisti e pedoni si devono spartire la strada, il panorama e l’aria salubre invogliano a procedere, fin dove portano i piedi o le ruote…

Verso Savona

Verso Savona

Certo, con l’andare delle ore il tragitto si popola sempre di più, ma basta essere mattinieri se si preferisce una maggiore tranquillità. L’ex-ferrovia è percorsa da ogni genere di pubblico: famiglie in bici con piccolissimi ciclisti in erba che non si scoraggiano né piangono, nemmeno se cadono, ma continuano a pedalare entusiasti insieme a mamma e papà (sarà l’aria del mare che li mette di buon’umore), camminatrici e camminatori solitari, anziani, gruppetti, insomma un po’ di tutto.

Se durante il tragitto ci si stanca, ci sono panchine e facili passaggi per entrare nei paesi e andare a sedersi a un bar, passeggiare nei vicoli con le case colorate di Arenzano, Cogoleto Varazze.

La vista sul mare a due passi la fa da padrona, naturalmente, insieme all’aria leggera, alla luce e ai colori degli spazi aperti dove l’azzurro del cielo e il blu del mare si fondono, tranne quando si entra nelle gallerie dove un tempo sferragliavano i treni.

Sulle pareti scendono rigagnoli di acqua che contribuiscono a rinfrescare ancora di più l’ambiente buio, ma su alcune qualcuno ha lasciato i suoi colori, dipingendo murales.

Eccone due, dedicati a un personaggio simbolo e indimenticabile legato alla vicina Genova, Fabrizio de Andrè, dipinti nella galleria vicino ad Arenzano, a 10 km da Varazze.

 

Arenzano-Varazze-Arenzano: 20 kms’ walk, with a sea view

Just in an hour and a half drive from Milan, you get to the sea. The air definitely changes and the view, as well. It overlooks the Ligurian Sea and the wide stretch of coast between Genoa and Savona and far beyond,  on very clear days.

In any case, even in slightly cloudy days when visibility is not so excellent, it is certainly worthwhile wearing a pair of comfortable shoes or climb on the bike seat, but to go where?

On the scenic traffic-free route between Arenzano and Varazze, for example, stretching along the former railway line that once connected towns and villages along the seaside.  The asphalted narrow road is fit for both bikers and walkers, though there is a bit confusion about how and where cyclists and pedestrians should proceed.

As hours go by, the road gets more and more crowded. So, if you prefer a more relaxing walking or biking  you should be early risers,  when the number of solitary walkers and runners, families with or without little bikers is not so large.

If you get tired on the way, there are benches and easy passages to reach the villages and sit at a coffee bar, or stroll through the alleys with the colorful houses of Arenzano, Cogoleto and Varazze.

The view of the sea just a few steps is spectacular, of course, together with the healthy air, the light and the colors of the open spaces where the blue sky and the turquoise sea merge, except when entering the tunnels where trains once clattered.

Here and there trickling water flows along the rock walls, cooling the dark spots. Someone has left their colors in some galleries and painted murals.  Here are two of them just near Arenzano, dedicated to the icon singer linked to nearby Genoa, Fabrizio de André.

Keylong-Kishtwar: una strada da brividi tra India e Himalaya

Quando si dice Himalaya, si pensa subito alle alte vette delle montagne più inaccessibili del mondo, almeno per l’uomo, o più precisamente per la maggior parte degli esseri umani. Alcuni, invece, dotati di tenacia, resistenza fisica e anche di un po’ di follia fuori dal comune ogni tanto ci provano a renderle accessibili. Forse, vorrebbero emulare animali come le oche a testa barrata, che seppur sprovviste di una silhouette filiforme, reggono bene le altezze e volano altissime, sfiorandone le cime.

Oche dalla testa barrata

Ma l’Himalaya, nella sua vastità, non è solo un’enorme barriera naturale; è anche il confine che separa stati come il Nepal, il Bhutan, la Cina e l’India. Proprio da quest’ultimo paese, e precisamente dalla valle del Pangi in direzione della regione himalayana occidentale, si snoda una delle più pericolose strade del mondo.

Himalaya, Nepal

Sterrata, tortuosa e con una sola corsia che si apre su baratri e spettacolari strapiombi, la strada Keylong-Kishtwar è decisamente destinata a chi ama le emozioni forti, se si tratta di turista, ma passaggio obbligato per chi vive sul posto.

Così, aggrappati ai sedili di mezzi che arrancano sobbalzando su un fondo stradale del tutto precario e sfiorando pareti rocciose ancora più inquietanti, gli avventurosi turisti ridono e commentano con urletti nervosi e isterici il panorama vertiginoso al di là dei finestrini.

C’è anche chi, nonostante sia lunga 234 km, sceglie di percorrerla a piedi, la Keylong-Kishtwar Road, almeno per qualche tratto e nella speranza che non cada qualcosa dall’alto…

Conosci tu il paese dove tosano le vigogne? Sì, la Pampa Galeras!

Vigogna nella Pampa Galeras, Perù

Inizia così, questo scritto, parafrasando il celebre poeta e scrittore Wolfgang Goethe che dell’Italia ha immortalato l’immagine del paese con il canto che esordisce con la famosa introduzione: Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro, una brezza lieve dal cielo azzurro spira, il mirto è immobile, alto è l’alloro ecc.. , ma perché mai?

Perché alla fine, ogni paese e molti luoghi nel mondo sono caratterizzati da qualcosa di tipicamente autoctono, qualcosa che entra nell’immaginario collettivo, ma non solo, aggiunge qualche informazione in più a ciò che, in parte, già si sapeva.

Carretera Survival, all'inizio della Pampa Galeras

Entrando nella Pampa Galeras

Pensando al Perù per esempio, e nello specifico alla riserva naturale di Pampa Galeras si può apprendere che la vigogna non è solo un tessuto pregiato, quasi più del cashemere,  o una lana molto costosa che può arrivare al prezzo esorbitante di 400 euro al kg, ma anche, anzi soprattutto, un animale.

Un animale che ha rischiato l’estinzione e il motivo salta subito all’occhio, ma che ora è protetto.

Alla vigogna, elemento fondamentale della tradizione millenaria del Perù e dei popoli andini in generale, è dedicato l’evento annuale del Chaccu, la tosatura in massa che si svolge da aprile a novembre, ma nella riserva di Pampa Galeras solo alla fine di maggio o all’inizio di giugno.

Chaccu

La cattura e la tosatura della vigogna, considerato animale sacro in antichità, ritrova le sue radici nel rituale ancestrale che gli Incas dedicavano alla madre terra.

Potendo chiedere oggi alle vigogne catturate cosa ne pensano del Chaccu, forse risponderebbero che per loro, effettivamente, è una scocciatura e causa di stress, ma è pur sempre  il male minore di fronte al pericolo di essere comunque tosate, dopo essere state soppresse…

Per tutte queste ragioni, la vigogna può diventare l’occasione di un viaggio a tema, come il foliage nel Vermont o la fioritura dei ciliegi in Giappone.

Panorami impossibili dal rifugio Marinelli

Salendo al rifugio Marinelli (2.122 mt), sulle Alpi Carniche

Ci sono mete così, per le quali si è disposti a sudare sette camicie, camminando per ore. Il panorama che aspetta alla fine del sentiero, ripagherà delle fatiche.

Ma ci sono anche mete dispettose. Si parte con il sole e il bel tempo e più ci si avvicina alla meta, puntualmente, il tempo cambia.

Una di queste, è il rifugio Marinelli, sulle Alpi Carniche,  dal quale si apre una stupenda visuale su catene di montagne che si susseguono all’infinito.

Purtroppo, può capitare che la prima ed unica volta che si è avuta la fortuna di ammirarla dal vero e in pieno sole, è stato alcuni anni prima, quando ancora non esistevano gli smartphone, o ignari della bellezza naturalistica che attendeva alla fine della lunga salita, si era lasciata la fotocamera a casa e il telefonino era scarico.

Poi, si è risaliti altre volte, sperando di rivivere l’esperienza, armati di smartphone ben caricato e di fotocamera digitale, ma invano.

Tutte le volte, le nuvole dispettose hanno cominciato immancabilmente a scendere proprio poco prima di affrontare l’ultimo, ripido tratto di sentiero che nasconde la meta agognata dietro la salita.

Avvolti dalle nuvole basse, sudati e infreddoliti, non è rimasto altro che rifocillarsi in fretta e trovare riparo nel rifugio, guardando sconsolati la coltre nebbiosa che copriva il paesaggio.

Poi, ridiscesi a valle, magari accompagnati per tutto il percorso dal temporale, si è tornati alla macchina, inzuppati fradici, ma ostinati a riprovarci un’altra volta, chissà quando, e soprattutto chissà con quale esito.

Forse, sarà solo questione di correnti d’aria avverse, ma dovrebbero mettere un cartello al rifugio Marinelli, che dice: “Non hai vinto. Ritenta, la prossima volta sarai più fortunato”.

Hidden views from Marinelli refuge

There are destinations, for which people are willing to sweat blood, walking for hours. At the end of the path, the astonishing view will be certainly worth the fatigue.

But there are also spiteful destinations whose tracks often start in the sun and constantly end by bad weather. Marinelli refuge, situated in the Carnian Alps, Italy, is one of those beautiful but spiteful places offering a splendid view on endless chains of mountains, unless clouds do not decide to spoil the beautiful landscape just some minutes before your arrival.

So, it may happen that the first and only time the splendid view was there in the sun, ready to be captured by the camera, smartphones had not been invented yet. Unware of the natural beauty waiting at the end of the tiring walk, you might have had no camera at all, or in more recent times, you did have a smartphone, but it was dead.

Then, you may try again and stubbornly climb to the refuge several times, but  in vain, no matter if provided with a brand new camera or a perfectly working smartphone.  It may happen that four times out of four,  clouds appear just a few steps before you reach the longed for destination.

Cold and sweaty, you only have to eat your sandwiches in a rush and take shelter inside Marinelli hut, looking at the foggy clouds covering everything outside.

Once you have descended to the valley floor where you parked your car and maybe a thunderstorm has accompanied you all the track back long, you may decide not to give up and stubbornly plain another excursion to Marinelli refuge, who knows when and with what outcome.

Perhaps, it’s only a matter of unfavorable air flows, but they should put a sign at Marinelli refuge, which says, “You didn’t win. Better luck next time”.

 

 

Voci precedenti più vecchie

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