Coober Pedy, la tana dell’uomo bianco

Coober Pedy, Australia

Nel bel mezzo deserto australiano solo qualche casa e pochi altri edifici sfidano il caldo opprimente. Qualche metro al di sotto, dove la temperatura  si fa  più gradevole, la maggior  parte della  comunità di Coober Pedy si è adattata a uno strano stile di vita.

Vive come farebbero le lucertole del deserto, ma in modo molto più confortevole, riconvertendo le aree un tempo occupate dalle miniere in comodi hotel, appartamenti e altre strutture utili a rendere la permanenza sotto il suolo piacevole, oltre che decisamente fuori dal comune.

Nota anche come “capitale mondiale dell’opale”, Coober Pedy ricorda nel suo nome la presenza degli antichi abitanti di quella terra desertica: gli aborigeni che chiamarono i nuovi arrivati kupa piti, vale a dire “uomo bianco nella tana”.

Una tana che l’uomo bianco si è costruito a 850 km da Adelaide, nell’Australia meridionale, da quando nel lontano 1915 fu trovato per caso il primo opale.

La comunità che da allora vive e lavora a contatto con la terra rossastra, arsa dal sole a dal caldo, deve infatti la sua fortuna al sottosuolo, ricco di  questa pietra iridescente che assume infinite sfumature, dal viola al verde, dal blu al rosso, al giallo e all’arancione, utilizzata per creare gioielli ed oggetti ornamentali.

Divenuta in tempi moderni un’insolita meta turistica, Coober Pedy offre un’originale esperienza di soggiorno, assaporando il fascino della zona desertica che la circonda.

 

Tonno, peperoni e grano saraceno

Tonno, peperoni e grano saraceno

Sarà la scoperta dell’acqua calda, ma l’abbinata tonno-peperoni è davvero gustosa. Dove finisce il salato inizia il dolce leggermente piccante  e viceversa. E’ un ottimo secondo con contorno incorporato e, volendo aggiungere anche il grano saraceno, può diventare un primo-secondo e contorno in un’unica portata. Un pranzo che sazia fino a sera, con un pseudo cereale dal bassissimo contenuto zuccherino: per 100 gr solo 0,52 gr di zuccheri.

Per una porzione abbondante o due porzioni discrete, utilizzare quanto segue:

2 peperoni medi – 125 gr di tonno (peso sgocciolato) – 100 gr di grano saraceno – mezza cipolla – 2 o 3 cucchiai di passata di pomodoro (preferibilmente fatta in casa) – sale – olio di oliva.

Grano saraceno: l’inconfondibile cereale-non-cereale dal chicco a forma di cuore tridimensionale

Preparazione

Lavare i peperoni, privarli dei semini e della parte chiara, tagliarli a listelli fini o a dadini. In un tegame ampio, far soffriggere la mezza cipolla tagliata fine e aggiungere i peperoni. Incorporando poca acqua alla volta, cuocere, aggiustando di sale e unendo la passata di pomodoro. Una volta ottenuta la cottura desiderata (più o meno morbida) unire il tonno e mescolare bene.

Nel frattempo far cuocere il grano saraceno in una pentola bassa con poca acqua e sale per circa 15 minuti. Scolare e incorporare ai peperoni e al tonno. Se i peperoni sembrano troppi, si possono ovviamente tenerne da parte un po’ per essere consumati in un secondo momento.

Lasciare insaporire il tutto, a fuoco basso, aggiungendo ancora un filo di olio d’oliva. Quindi servire e gustare.

Quadrotti alle noci e fondente

Quando anche a maggio piove… eccome se piove, la cucina diventa un angolo dove sperimentare al tepore del forno che va. Ecco cosa ne è uscito: una ricetta da apprezzare, criticare, arricchire o prendere così com’è.

Ingredienti: 

150 gr di noci tritate – 150 gr farina di grano saraceno – 125 gr di frutti di bosco (facoltativi, tanto scompaiono con la cottura) – 50 gr di cioccolato fondente (percentuale a piacere, qui in cerca di sapori estremi è stato utilizzata la versione 99%) – 2 uova – 2 o 3 mele – 1 cucchiaino di sale.

Preparazione:

In una terrina molto capiente unire la farina  con le noci tritate, il sale, 2 tuorli passati al mixer, le mele a pezzettini,  i frutti di bosco, il cioccolato sminuzzato. Ottenere un impasto cremoso aggiungendo acqua tiepida (circa 1 bicchiere).

Montare a neve gli albumi e incorporarli delicatamente agli altri ingredienti.

Versare l’impasto in una teglia rettangolare piuttosto grande (qui  ne è stata utilizzata una di cm. 35 x 27) foderata con carta da forno bagnata e strizzata.

Cuocere in forno già caldo a 240° per 30 minuti e poi per 15 minuti a 200° o regolarsi in base al proprio forno.

Fare intiepidire pochi minuti e rigirando la teglia su un vassoio rimuovere delicatamente la carta.

Ripetere l’operazione. Far raffreddare e gustare a fette o tagliare a quadrotti.

E’ una ricetta molto semplice, un po’ rustica, ma che si presta a innumerevoli varianti. Sicuramente molto nutriente e pratica da portare in giro, nel caso non si voglia ricorrere a un classico spuntino pre-confezionato.

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