Tallinn, gioiello dell’Estonia e capitale europea della cultura 2011

Tallin, mix di antico e moderno

Importante porto dell’Europa, Tallinn si presenta come una città storica, con il centro medievale che le ha fatto guadagnare il riconoscimento di  Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco nel 1997. Passeggiando tra le vie si incontrano, oltre alle antiche case in legno, i palazzi dell’epoca zarista, gli imponenti edifici ereditati dall’appartenenza all’ex Unione Sovietica, ma anche i moderni grattacieli e l’atmosfera giovanile, grazie alla presenza della sua Università che riveste un ruolo di grande importanza nei paesi del Nord ed è famosa sin dai tempi in cui l’Estonia faceva parte dell’ex Unione Sovietica, da cui ottenne l’indipendenza nel 1991.

Tallin medievale

L’Estonia è uno stato relativamente piccolo che si estende su una superficie di 45.000 km quadrati, con una popolazione di 1,5 milione di abitanti, ma ha vissuto uno sviluppo tecnologico di tutto rispetto che permette all’intero paese di usufruire dei vantaggi di una capillare trasformazione tecnologica, in primis quella relativa ai moderni sistemi di comunicazione, quali internet e skype, reso possibile anche dalla strettissima vicinanza con la Finlandia. Un sodalizio che ha portato Tallinn insieme alla città finlandese Turku ad essere dichiarate capitali europee  della cultura 2011. Per celebrare l’anno ad essa dedicata, la capitale dell’Estonia ha organizzato un fitto programma di eventi,  Tra le molte iniziative, vale la pena segnalare la Triennale di arte grafica inaugurata i giorni scorsi ed il Festival del Fuoco e del Ghiaccio, arrivato alla sua undicesima edizione, che è iniziato in Gennaio e si protrae fino a Febbraio.

Estonia, paesaggio

Il periodo ideale per visitare Tallinn è la primavera e l’estate, con temperature intorno ai 20°,  25°, approfittando del periodo estivo anche per assistere alla famosa Festa di S. Giovanni il 24 giugno con spettacoli ed intrattenimento fino all’alba. Resta sicuramente il fascino di un soggiorno in un luogo piacevole, oltre che ricco di eventi, dove le notti non sono mai completamente buie, ma rischiarate dalle note luminose del cielo nordico. Se ci si reca nella stagione fredda, meglio non lasciarsi cogliere impreparati, perché le temperature possono scendere fino a -15° e -20°!

Tallinn, the gem of Estonia and European capital of culture 2011

Tallinn welcomes the tourist with its important port and historical atmosphere with the medieval city centre, for which it became Unesco World Heritage site  in 1997 , the imposing buildings of the Tzar Age and the former Soviet Union. At the same time, modern skyscrapers in the background make Talling a modern city. Young people gather in the streets and pubs  due to the University,  which plays a leading role in the Northern European countries. Its importance dates back to the period of the Soviet Union, from which Estonia won independence in 1991.

Estonia is  a relatively small country with a surface of 45000 square meters and 1.5 million inhabitants, where the technological  transformation has taken place  over the years, also due to the very closeness to Finland. Nowadays, Estonia can rely on a wide range of high level services, mainly related to the new communication systems such as skype and internet. Friendship and closeness to Finland can be reasonably considered as the basis for the decision to name both Tallinn and the Finish city Turku,  European capitals of culture 2011. Many events have been scheduled in the Estonian capital to celebrate this special year. It’s worth mentioning the Triennial of graphic arts, opened in the last few days and the Festival of Fire and Ice, arrived at its 11th edition, beginning in January and lasting till February.

The best time to visit Tallinn is  spring or summer when temperature can reach 20°, 25° , taking advantage from the summer season also to assist to St. John  national Feast on 24th June with entertainment and events until daybreak. Last but not least, the suggestive northern nights with the sky which is never completely dark cannot be missed. If someone intend to visit Tallinn in winter, then they must know that in this period temperature can even reach -15° -20°!

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Tallinn, die Perle Estlands und europäische Kulturhauptstadt 2011

Tallinn mit ihrem wichtigen Hafen  erscheint als eine historische Stadt, die dank ihrem alten Stadtzentrum  1997 Unesco-Wektwerbe-Stätte ernannt wurdeDie alten Häuser und die großartigen Gebäude der zaristischer Zeit und ehemaligen Sowjetunion, die  1991 Estland  in die Unabhängigkeit entließ,   vermischen sich mit modernen Wolkenkratzern im Hintergrund. Außerdem hat die Stadt wegen ihrer berühmten Universität, die bereits seit der sowjetischen Zeit in nordeuropäischen Ländern eine bedeutende Rolle spielte, eine jugendliche Atmosphäre.

Trotz  Estland  ein ziemlich kleines Land mit einer Oberfläche von 45.000 Quadratkilometern  und 1.5 Millionen Einwohner ist, hat es seit Jahren auch wegen der Nachbarschaft Finnlands  eine technologische Entwicklung erlebt, besonders im Bereich der neuen Kommunikationsmittel wie Skype und Internet.  Freundschafsbund und Nachbarschaft mit Finnland können wahrscheinlich als die Gründen betracht werden, die  die Ernennung von Tallinn und der finnischen Stadt Turku zu Kulturhauptstädte Europas 2011 getrieben haben.

Viele Ereignisse sind  auf dem Programm in der estonischen Hauptstadt, um dies besondere Jahr zu feiern z.B. die Triennale der Graphik-Künste, die vor einigen Tagen eröffnete wurde    oder die elften Veranstaltung des Feuer- und Eisfestivals, das im Januar begann und bis Februar dauernt.

Die beste Jahreszeit, um Tallinn zu besuchen, ist im Frühling oder im Sommer, wenn die Temperaturen 20°,  25° erreichen können und man kann den bis zum Tagesanbruch dauernden Unterhaltungsereignissen am  24. Juni  dem Nationalfeiertag Sankt Johann  teilnehmen.

Unter den Ersten sind die eindrucksvollen Nordnächte, mit dem immerwährend   erhellten  Himmel, der sicher nicht zu versäumen sind. Wenn man die Absicht hat, Tallinn im Winter zu besuchen, muß man erinnern, daß die Temperatur in  dieser Zeit  auf – 15°,  – 20°  sinken  kann!

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ll Disco di Nebra, dalla notte dei tempi ai nostri giorni

Disco di Nebra

Probabilmente, nessun altro reperto storico finora rinvenuto ha suscitato tante polemiche e controversie come il Disco di Nebra, ritrovato nel 1999 nei pressi dell’omonima cittadina tedesca, sul Monte Mittelberg. Il suo lungo percorso storico fino all’epoca moderna non poteva conoscere esito più travagliato. Ritrovato da due saccheggiatori di tombe in una zona di grande interesse archeologico ed astronomico, passò dapprima illegalmente nelle mani di diversi acquirenti per poi  giungere in possesso delle autorità svizzere ed, infine, ritornare là da dove era partito, a pochi km da Nebra, al Museo della Preistoria di Halle.  Risalente all’epoca del bronzo, intorno al 1700-2100 a.C. , il Disco di Nebra costituisce il primo strumento astronomico, finora rinvenuto, facilmente trasportabile considerando il diametro ridotto di 32 cm e l’esiguo peso di 2 kg, e rappresenta una sorta di calendario solare e lunare, con tanto di mappa celeste notturna.

Pleiadi

Tacciato inizialmente per falso, una volta riconosciuta l’autenticità, seguirono gli interrogativi circa l’utilizzo e l’interpretazione del manufatto. A cominciare dalle figure in lamina d’oro riportate sul disco, la funzione del sole, della luna, degli orizzonti e se vi siano rappresentate realmente le sette stelle che compongono le Pleiadi . Sullo scopo per cui venne creato lo strumento, le ipotesi spaziano dall’averlo ideato per le misurazioni astronomiche che indicassero lo  scorrere del tempo necessarie in agricoltura al significato di testimonianza per i posteri di un’eclisse solare verosimilmente accaduta intorno al 1600 a.C., simulata al computer e osservabile dal Monte Mittelberg, così come sarebbe stata riportata sul disco di bronzo, fino alla funzione puramente decorativa di uno scudo o a quella simbolica di un oggetto di culto. 

Calendario astronomico

Di certo, le antiche popolazioni locali che lo seppellirono, circa 3600 anni fa non potevano immaginare cosa si sarebbe poi scatenato intorno ad esso, compreso il processo per la violazione dei diritti d’autore contro le case editrici Piper & Heyne che ne riprodussero, senza chiederne l’autorizzazione, la forma stilizzata sulle copertine dei libri e l’utilizzo da parte della cittadina di Querfurt, nei pressi di Nebra, che si servì dell’immagine del disco per realizzare souvenirs.

 

The Nebra disk, from the mists of time to nowadays

Maybe no other archeological find discovered up to now has aroused so much controversy  such as  the Nebra disk, which was found near the homonymous  German town on Mittelberg hill in 1999. Its long historical journey up to the present time could not end in a more troubled way. The disk was discovered by two illegal treasure hunters in an area of great archeological and astronomical interest. Then, it was illegally sold several times until Swiss authorities came into its possession and the disk could return back to the place where it belonged, and precisely to the state museum for prehistory in Halle, only a few km from Nebra.

The disk, with a 32-cm diameter and  2 kg weight, is dated to the Bronze Age, c. 1700 – 2100 BC and represents the first astronomical instrument in history so far known, a sort of portable solar and lunar calendar with a night sky map. At first, the Nebra disk was even supposed to be a forgery, but when its authenticity was proved, questions aroused about the artifact use and interpretation of the gold leaf representations of the Sun, the Moon, the horizons and the Pleiades.

Hypothesis about the reason why such an instrument was created range from astronomical measurements necessary for agricultural purposes to its witness message to posterity  of a solar eclipse, which was likely to be happened around 1600 BC. Its representation on the bronze disk would correspond to the vision from Mittelberg at that time, reproduced by computer simulation. The functions  of an adorning shield as well as a cult symbol have also been considered.

Surely, the  ancient local people, who buried the Nebra disk about 3600 years ago could not imagine the future events in which it would be involved, including the legal steps for German copyright law infringement against the publishing houses Piper and Heyne  and the city of Querfurt, near Nebra,  since they used the symbol of the disk to realize book covers and souvenirs without authorization.

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Die Himmelsscheibe von Nebra, aus grauer Zeit bis Heutzutage

Wahrscheinlich  hat kein anderer bisher bekannter Fund so viel Polemik entfacht, wie die Nebra Scheibe, die 1999 in der Nähe der gleichnamigen Kleinstadt Deutschlands  auf dem Mittelberg entdeckt wurde. Es handelt sich um ein Gebiet von großem archäologischem und astronomischem Interesse und die lange historische Reise der Scheibe konnte kein beunruhigtestes Ende finden, nachdem sie von zwei Raubgräbern entdeckt und mehrmals illegal gehandelt wurde, bis die schweizische Polizei  in seinem Besitz kamen. Endlich war die Himmelscheibe an der Stelle, an die sie gehörte d.h. das Landesmuseum für Vorgeschichte in  Halle, wenige Kilometer von Nebra enfernt.

Die aus  der  Bronzezeit stammende Himmelsscheibe, hat einen 32 cm Durchmesser und wiegt 2 Kilo. Es ist das erste bisher gefundene  astronomische Instrument, das als ein tragbarer Solar- und Lunarkalender  mit einer Nachthimmelskarte wirken sollte.

Zuerst wurde der Fund sogar eine Fälschung beurteilt, aber nachdem er auf Echtheit geprüft wurde, begannen die Fragen über  seine Verwendung und Interpretation der Applikationen aus Goldfolie, die die Sonne, der Mond, die Horizonte und die Plejaden darstellen.

Viele Hypothesen werden für die Schaffung eines solchen Instrumentes  aufgestellt z.B. die Benutzung der Scheibe für astronomische Berechnungen aus Landwirtschaftsgründen, oder als Schildornament und Kultgegenstand. Außerdem könnte die Himmelsscheibe von Nebra eine vom Mittelberg angesehene totale Eklipse darstellen, die wahrscheinlich um 1600 vor Chr. stattfand und mit dem Computer simuliert worden ist.

Als die hiesigen alten Leute vor ca. 3600 Jahren  die Bronzehimmelsschielbe zur Nachwelt  vergruben, konnten sie sicher die zukünftigen  Ereignisse nicht vorstellen, auch nicht die Strafsache wegen Authorenrechtsverletzung gegen die  Verlage Piper und Heyne und die Stadt Querfurt, die das Symbol der Himmelscheibe auf Buchdeckel und Souvenirs ohne Genehmigung reproduzierten.

Xinzo de Limia, il carnevale più lungo di Spagna

Pantallas

Come ogni anno, la provincia di Ourense in Galizia, regione autonoma a nord-ovest della Spagna che confina con il Portogallo si appresta a vivere il lungo carnevale di Xinzo de Limia che si protrae per quattro settimane. Quest’anno, il lungo ciclo carnevalesco si apre il 13 Febbraio con la Domenica dedicata alla battaglia della farina e per questo motivo chiamata “Fareleiro

Pantallas, maschera e copricapo

Durante la  Domenica successiva, il 20 Febbraio, nota come “Oleiro” si può assistere al lancio di vino, acqua, farina, coriandoli o caramelle, contenute in vasi di terracotta, mentre il 27 Febbraio ha luogo il Corredoiro con la prima comparsa dei “Pantallas”, il simbolo per eccellenza del carnevale di Xinzo de Limia.

La festa reggiungerà il suo apice con l’Entroido nei giorni che vanno dal 5 all’8 marzo quando i Pantallas invaderanno le strade con le loro maschere emblematiche che richiamano tratti demoniaci e sul capo riportano simboli astrali e animali.

Maschera di Carnevale

 Saltellando, emettendo suoni profondi e facendo suonare i campanelli attaccati alla cintura che portano in vita, percuotono i tipici vejigas.

Essere mascherati è quasi un obbligo, perché se ci si imbatte senza maschera nei Pantallas si potrebbe venire risolutamente invitati ad offrire loro da bere. Mercoledì 9 Marzo si svolge il Funerale della Sardina, con il quale si celebra l’inesorabile fine del Carnevale di Xinzo de Limia che avverrà definitivamente il 13 Marzo con la Domenica della Piñata.

The long carnival of Xinzo de Limia in Spain

Like every year the province of Ourense in Galicia, the autonomus community in Spain’s Northwest at the boundaries of Portugal is making preparations for the four weeks’carnival at Xinzo de Limia.

This year the long carnival cycle is going to start on Feb. 13th, when during the Fareleiro Sunday a funny battle with flour will take place. On next Sunday, the so-called Oleiro, people can be involved in the throwing of wine, water, flour, confetti or sweets contained in earthenware pots, while during the Corredoiro on Feb. 27th the first Pantallas, the symbol of Xinzo de Limia carnival will appear in the streets.

Top celebration will be reached from 5th to 8th March, when the Pantallas wearing emblematic masks with demon features and hats with astral and animal symbols spread out in the streets. They jump and utter deep sounds, making the little bells around their belts twingle and strike the typical vejigas. If they meet someone unmasked, they could invite him firmly to offer them a glass of wine.

The inevitable ending of  Xinzo de Limia Carnival is celebrated on Wednesday 9th March by the Sardine’s Funeral  and followed by the Piñata Sunday on 13th March.

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Die lange Xinzo de Limia Faschingszeit in Spanien

Wie jedes Jahr dieser Zeit vorbereitet sich Ourense Bezirk im Nordwestspanien an der Grenze Portugals geliegende Galicien auf die vier Wochen Faschingszeit in  Xinzo de Limia.

Dieses Jahr beginnt der längste Karneval Spaniens am 13. Februar mit der spaßigen Mehlschlacht, die am Fareleiro Sonntag stattfindet. Am nächsten sogenannten Oleiro Sonntag, kann man das Werfen von Wein, Wasser, Mehl, Konfetti oder Bonbons zuschauen, die in  Tonvasen enthalten sind. Am 27. Februar  stattgefundenen Corredoiro erscheinen die ersten Pantallas, das Symbol des  Xinzo de Limia Faschings.

Feiern erreicht aber seinen Gipfel vom 5. bis zum 8. März, wenn sich die Pantallas mit ihren emblematischen Masken, die an den Teufel erinnern,  und Kopfbedeckungen mit Stern- und Tiersymbolen  in den Straßen zerstreuen. Sie springen mit dumpfen Stimmen herum und lassen die Glöckchen um ihren Gürteln  klingen, während sie die typischen vejigas schlagen. Wenn sie jemanden ohne Mask treffen, dann muß er sie um ein Glas einladen.

Das unvermeidliche Xinzo de Limia Faschingsende wird am 9. März mit dem Trauerzug der Sardine und am 13. März bei dem Piñata Sonntag gefeiert.

Settimana bianca sul Gran Sasso d’Italia

Gran Sasso d’Italia

A circa 50 km dal Mar Adriatico si estende il Massiccio del Gran Sasso d’Italia e l’omonimo parco nazionale istituito nel 1991 che dispone di attrezzature turistiche di buon livello, permettendo nella stagione invernale di trascorrere un piacevole soggiorno tra campi innevati, cascate di ghiaccio e scenari suggestivi che comprendono anche due nevai perenni e la cima più alta, il Corno Grande di 2.912 mt.

Il Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso

Dotato di numerosi impianti sciistici situati ad un’altezza media di 2.000 mt, il Gran Sasso d’Italia permette al turista invernale di cimentarsi in attività sportive che vanno dallo sci alpino allo sci di fondo, dal freeride allo snowboard.

Tra le numerose località invernali preferite spiccano Roccaraso, paragonata alla Cortina del Sud che dispone di snowpark per gli appassionati di snowboard e Campo Imperatore, ma l’intero territorio costituisce grande attrattiva per gli amanti della montagna che possono usufruire anche di impianti di funivia e seggiovia per raggiungere le mete preferite.

Nel Gran Sasso d’Italia è presente l’unico ghiacciaio degli Appennini e il più meridionale d’Europa, il Calderone.

Tuttavia, non è solo la stagione invernale ad attirare i turisti, bensì la varietà di sentieri e  percorsi che nel resto dell’anno consentono di conoscere l’affascinante territorio del parco in mountain bike, a piedi o a cavallo lungo l’ippovia di 320 km,  in fase di completamento, che circonda il massiccio.

Orso Marsicano

 Importante esempio di biodiversità, il parco ospita numerose specie animali:  lupi, volpi, cinghiali, daini, caprioli, aquile e falchi, ma il rappresentante simbolo del parco è costituito dall’orso marsicano, una specie più piccola dell’orso bruno.

Winter holiday week at the Gran Sasso d’Italia

The Gran Sasso massif and the homonymous national park, established in 1991 is situated at about 50 km from the Adriatic sea and has good accommodation facilities. A pleasant stay can be spent in winter among snowfields, frozen waterfalls and wonderful landscapes, which include two eternal glaciers and the chief mountain, Corno Grande, 2912 mt high.

A great number of ski facilities are also available to allow winter tourists to practice cross-country skiing, freeride and snowboard. Among the numerous ski resorts, Roccaraso, the so-called Cortina d’Ampezzo of South Italy, with snowparks for snowboarders and Campo Imperatore are the most famous, but the entire surroundings attract tourists who can reach their favourite destinations by cableway and four- seat chairlift, too.

The Gran Sasso’s glacier, il Calderone, is the only one in the Apennines and the southest in Europe. However, not only winter attracts tourism, but also the great variety of trails and routes which allow tourists to visit the fascinating park territories in the rest of the year, on foot, by mountain bike or on horse-back along the horse way, still under completion, which winds for 320 km at the foot of the Gran Sasso.

The park is an outstanding example of  biodiversity for the various species living within its boundaries, such as wolves, foxes, wild pigs, deers, roes, eagles and hawks, but the most representative animal of the park is the Marsicano bear, a smaller type of brown bear.

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Winterurlaub am Gran Sasso d’Italia

Das Gran-Sasso-Massiv  und der 1991 gegründete gleichnamige Nationalpark finden sich ungefähr 50 km vom Adriatischen Meer und verfügen über eine gute Tourismusindustrie, die einen schönen Winteraufenthalt in einer wunderbaren Landschaft ermöglicht, wo das 2.912 mt  höhe Hauptberg Corno Grande unter Schneefeldern, Wasserfällen und  zwei ewige Eisen beherrscht.

Dank der großen Anzahl Skianlagen kann der Wintertourist cross-country Ski, freeride und snowboard treiben. Unter  den vielen Skiorten vom Gran Sasso sind, mit Snowparks für Snowboard begeisterte Sportler ausgestattenen Roccaraso, den sogenannten Cortina d’Ampezzo Süditaliens und Campo Imperatore die berühmtesten, aber die ganze Umgebung verlockt die Touristen, die ihre  beliebten Ziele mit der Seilbahn und dem viersitzigen Sessellift erreichen können.

Das Gran Sasso Eis, il Calderone, ist das einzige der Apenninen und das südlichste Europas. Außerdem gehen die Touristen nach dem Gran Sasso nicht nur im Winter, sondern auch zu anderen Jahreszeiten, wenn man das wunderschöne Parkland durch die vielen Pfade und Wege zu Fuß,  mit dem mountain bike oder zu Pferd dem 320 km  vor der Vollendung stehenden Pferdeweg entlang besichtigen kann, der sich um Gran Sasso erstreckt.

Der Park ist ein ausgezeichnetes Bioverschiedenheitsvorbild, das das Zusammenleben vieler Tierarten u.a. Wölfe, Füchse, Wildschweine, Damhirsche, Rehe, Adler und Falken ermöglicht.  Doch ist das vertretende Tier vom Gran Sasso der Marsicano Bär, eine kleinere Art des Braunbären.

Febbraio in fiore alla Fiera di Roma

Fiori in esposizione

FlorExpo 2011 rappresenta l’esposizione più importante in Italia del  florovivaismo mediterraneo che si terrà dal 3 al 6 febbraio presso la nuova Fiera di Roma, dove saranno presenti numerosi operatori pubblici e privati del settore floricolo e vivaistico.

Zamia (Zamioculcas)

Per l’occasione, verranno esposte piante e fiori di tutto il mondo, macchinari, attrezzature e servizi dedicati al verde, con particolare attenzione alle realtà presenti nel centro-sud d’Italia e nel Mediterraneo.

Tra le piante più apprezzate dagli italiani vengono acquistati di preferenza i gerani, la pianta grassa Zamia o Zamioculcas, e l’orchidea Phalenopsis, mentre aumentano le importazioni dall’Olanda, che detiene il primo posto nella produzione europea di fiori e piante. Al secondo posto si trova l’Italia, la cui produzione  florovivaistica viene distribuita, nella maggior parte dei casi, entro i confini della regione in cui viene coltivata o in quelle immediatamente vicine.

Orchidea Phalaenopsis

Allo scopo di attirare il maggior numero di visitatori ed integrare le tematiche del verde con quelle agricole, FlorExpo 2011 ha luogo in concomitanza con AgriExpo, la Fiera dedicata alle imprese agricole del centro-sud d’Italia che, a sua volta, si pone all’interno di una serie di eventi internazionali inerenti al settore dell’agricoltura, quali Inter Agro a Kiev, in Ucraina dal 2 al 4 febbraio in collaborazione con Germania e Francia.

 

February in bloom at the Fair in Rome

FlorExpo 2011 represents the most important exhibition of Mediterranean floriculture  in Italy, which will take place from Feb. 3rd to 6th at the new Fair in Rome. A great number of public and private operators in the floricultural and gardening sectors will be present at the event to show plants and flowers from all over the world, machinery, equipment and services dedicated to the green areas, especially in central and southern Italy, as well as in the Mediterranean countries.

As for plants, Italians prefer geraniums, the  tropical perennial plant  “Zamioculcas” and  Phalenopsis orchyds, but imports from The Netherlands are increasing, too. In fact, Holland is at the top in the European production of plants and flowers, while Italy is second and its products are distributed in most cases within the boundaries of the regions where they are produced or in the very next areas.

To attract the greatest number of visitors and join green subjects with agricultural aspects, FlorExpo 2011 will be held in the same days of AgriExpo. The exhibition is dedicated to farms in central and southern Italy, which in its turn places itself among a series of international events relating to agriculture, such as Inter Agro in Kiev, Ukraine from Feb. 2nd to 4th  in cooperation with Germany and France.

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Februar in voller Blüte bei der Messe in Rom

FlorExpo 2011 stellt die wichtigste Austellung der Blumenzucht Mittelmeers in Italien dar, die vom 3. bis zum 6. Februar bei der neuen Messe in Rom stattfinden wird.  Viele öffentliche und private Unternehmer im Blumenzucht- und  Gartenbauzweig werden bei der Messe dem Grün gewidmente Dienste, Maschinen, Einrichtungen, Pflanzen und Blumen aus der ganzen Welt, besonders Mittel-und Süditalien und Mittelmeerländern austellen.

Was für Italien betrifft, werden am meistens Geranien, die perennierende Tropenpflanze Zamioculcas und die Orchidee Phalenopsis bevorzugt, aber die Importe  aus den Niederlanden sind gestiegen und Holland ist an erster Stelle in der europäischen  Produktion von Blumen und Pflanzen. Nach Holland findet sich Italien, dessen Produkteverteilung am meistens in den Gebieten oder in den Nebengegenden erfolgt, wo Blumen und Pflanzen direkt  gezücht werden.

Um die größte Anzahl  Besucher anzuziehen und die Grünthemen mit landwirtschaftlichen Aspekten zu ergänzen, wird FlorExpo 2011 gleichzeitig mit der Ausstellung AgriExpo stattfinden, die den Landwirtschaftsbetrieben im Mittel- und Süditalien  gewidmet ist. AgriExpo gehört einer Reihe von internationalen Ereignissen über Landwirtschaft, wie z.B. Inter Agro, das vom 2. bis zum 4. Februar  in Kiev, Ukraine in Zusammenarbiet mit Deutschland und Frankreich stattfindet.

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