Autunno e foliage

Autunno e foliage

A qualcuno, l’autunno, proprio non piace. Così in sentore del gelo invernale, delle giornate cupe, brevi e piovose. Ad altri, invece,  rivitalizza lo spirito ed entusiasma, con le giornate torride e afose, il sole cocente finalmente alle spalle.

Le temperature più fresche o la pioggia, magari accompagnata dal vento, non intimoriscono né demoralizzano gli aficionados dell’autunno, che escono imperterriti a farsi un giro nell’aria un po’ più pulita di città, in campagna o in un bosco.

Amano riempirsi gli occhi delle tonalità create da madre natura in raffinate gradazioni, che solo un provetto pittore riuscirebbe a realizzare.

Non a caso, l’autunno è la stagione delle sfumature, dentro e fuori le persone. Tutto sembra rallentare, evidenziando i dettagli,  forse per non lasciarsi sfuggire l’occasione di raccogliere qualcosa: un ricordo dell’estate, ormai finita, ma non troppo lontana, oppure qualcosa di nuovo in cui gettarsi a capofitto. Se ne intuisce un inizio, che inevitabilmente segue alla fine di qualcosa di precedente.

Così, l’autunno porta in sé diversi significati: è la caduta per gli inglesi, richiama al raccolto per chi mastica il tedesco, i giapponesi gli dedicano grandi festeggiamenti, mentre l’etimologia latina ne sottolinea l’aspetto di arricchimento e sazietà.

In effetti, basta pensare ai fichi, ai cachi, all’uva e alle castagne, per citare i più nutrienti e comuni tra i nostri prodotti autunnali.

Insomma, paese che vai, sfumature che trovi.

 

 

Autumn and foliage

Definitely, someone doesn’t like autumn, considering it a herald of dark, short and rainy days, with winter frost at the end of the season. On the contrary, autumn makes others feel more lively, with hot and sultry days in the scorching sun finally behind.

The latest ones don’t scare either lower temperatures or rain and wind, so they don’t give up taking a walk or bike  ride in the cleaner air of the city, in the countryside or in a wood. They love to fill their eyes with the shades created by mother nature with such  delicate nuances that only a skilled painter would be able to paint.

Not for nothing, autumn is the season of shades, inside and outside the people. Everything seems to slow down, while details highlight along the way, perhaps not to miss the opportunity to collect something: a memory of the summer which is now over, but not yet completely forgotten, or something new in which people want to throw themselves headlong. One can sense a beginning, which inevitably follows at the end of something else just behind.

Thus, autumn may suggest different meanings: it’s the “ fall” for the British, and recalls the harvest for those who deal with German. The Japanese dedicate great celebrations to autumn, while the Latin etymology of the word “autumn” underlines its aspect of fullness and satiety.

Just think of figs, persimmons, grapes and chestnuts, to mention only a few among our most nutritious and common autumn fruit.

In short, every country has its own shades, even in their words.

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Zucche d’autunno

Bistrattata, adorata o detestata, la zucca calca le scene autunnali e non solo. Occasione conviviale nelle sagre e alle feste a lei dedicate, sotto forma di ripieno per tortelli, come ingrediente fondamentale per dolci, sformati, zuppe,  perfino cocktail e bevande, come il latte speziato alla zucca. C’è chi la trova stucchevole, chi invece la vorrebbe gustare in ogni modo possibile e introdurre in ricette tra le più svariate.

Questa verdura versatile, dalle mille forme e colori è entrata da sempre nell’immaginario e nel linguaggio comuni, segno che dalla notte dei tempi è stata una ricca fonte di ispirazioni varie. Da Discoride, che vissuto nel 1° secolo a.C. già la definiva “il balsamo dei guai” a Cenerentola,  della cui favola si contano centinaia di versioni apparse in secoli diversi, ma che va incontro al suo riscatto a bordo di una favolosa carrozza, metamorfosi di una grande zucca.

Utilizzata oggi a scopo ornamentale o come utile oggetto nei secoli passati per servire da borraccia fino a diventare un salvagente nella versione più grande e svuotata del suo contenuto, la zucca imperversa in ogni epoca e luogo del globo terrestre.

Il concetto del pieno e del vuoto si alterna quando si parla di zucche che possono essere vuote, con dentro il sale, dure, quadrate, fuori (di), impersonificando l’ortaggio in modo adeguato alla persona a cui è riferito.

E così, quando il Cappellaio Matto chiede ad Alice nel paese delle meraviglie, – Secondo te sono diventato matto?

– Ho paura di sì… Sei matto, svitato. Hai perso la zucca. Ma ti rivelo un segreto: tutti i migliori sono matti, – è la sua risposta.

Autunno in Giappone

Autunno in Giappone

L’acero rosso e il Giappone

“Settembre, andiamo, è tempo di migrare” recitava il vate italiano per antonomasia, Gabriele D’Annunzio.  Volando sopra l’Adriatico, oltre il mare e sempre più ad Oriente, l’autunno mischia i suoi colori con le linee armoniche dei templi e dei giardini giapponesi. Qui, non è l’esuberante foliage del Nord America che tinge deciso le White Mountains nel New Empshire e nemmeno la geometria cromatica dei vigneti della Napa Valley in California o nella Loira fino alle nostre Langhe a farla da padrona.

Nara, giardino di Isuien

Nara, giardino di Isuien

In Giappone, i colori dell’autunno iniziano ad apparire vero la metà di settembre nel nord del paese per avanzare verso sud e protrarsi in alcune zone fino a metà dicembre. L’acero è indubbiamente la pianta che più caratterizza l’autunno giapponese punteggiandolo di rosso acceso, fonte di ispirazione per le fantasie dei tessuti usati per fabbricare i kimono.

Tra ginko e pagode

Tra ginko e pagode

Non è da meno il giallo dorato delle piante di ginko e la gamma di sfumature del marrone che offrono i castagni. Tra le tante mete di un foliage trip di tutto rispetto rientra il parco di Nara, dove vivono liberi oltre 1000 cervi.

Tra i giardini di Yoshikien e Isuien, sfiorando gli antichi templi di Yakushiji, Kofukuji e Todaiji, i colori caldi dell’autunno si combinano con la quiete della natura e la spiritualità delle pagode.

 

 

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