Panorami impossibili dal rifugio Marinelli

Rifugio Marinelli, Alpi Carniche

Ci sono mete così, per le quali si è disposti a sudare sette camicie, camminando per ore. Il panorama che aspetta alla fine del sentiero, ripagherà delle fatiche.

Ma ci sono anche mete dispettose. Si parte con il sole e il bel tempo e più ci si avvicina alla meta, puntualmente, il tempo cambia.

Una di queste, è il rifugio Marinelli, sulle Alpi Carniche,  dal quale si apre una stupenda visuale su catene di montagne che si susseguono all’infinito.

Purtroppo, può capitare che la prima ed unica volta che si è avuta la fortuna di ammirarla dal vero e in pieno sole, è stato alcuni anni prima, quando ancora non esistevano gli smartphone, o ignari della bellezza naturalistica che attendeva alla fine della lunga salita, si era lasciata la fotocamera a casa e il telefonino era scarico.

Poi, si è risaliti altre volte, sperando di rivivere l’esperienza, armati di smartphone ben caricato e di fotocamera digitale, ma invano.

Tutte le volte, le nuvole dispettose hanno cominciato immancabilmente a scendere proprio poco prima di affrontare l’ultimo, ripido tratto di sentiero che nasconde la meta agognata dietro la salita.

Avvolti dalle nuvole basse, sudati e infreddoliti, non è rimasto altro che rifocillarsi in fretta e trovare riparo nel rifugio, guardando sconsolati la coltre nebbiosa che copriva il paesaggio.

Poi, ridiscesi a valle, magari accompagnati per tutto il percorso dal temporale, si è tornati alla macchina, inzuppati fradici, ma ostinati a riprovarci un’altra volta, chissà quando, e soprattutto chissà con quale esito.

Forse, sarà solo questione di correnti d’aria avverse, ma dovrebbero mettere un cartello al rifugio Marinelli, che dice: “Non hai vinto. Ritenta, la prossima volta sarai più fortunato”.

Hidden views from Marinelli refuge

There are destinations, for which people are willing to sweat blood, walking for hours. At the end of the path, the astonishing view will be certainly worth the fatigue.

But there are also spiteful destinations whose tracks often start in the sun and constantly end by bad weather. Marinelli refuge, situated in the Carnian Alps, Italy, is one of those beautiful but spiteful places offering a splendid view on endless chains of mountains, unless clouds do not decide to spoil the beautiful landscape just some minutes before your arrival.

So, it may happen that the first and only time the splendid view was there in the sun, ready to be captured by the camera, smartphones had not been invented yet. Unware of the natural beauty waiting at the end of the tiring walk, you might have had no camera at all, or in more recent times, you did have a smartphone, but it was dead.

Then, you may try again and stubbornly climb to the refuge several times, but  in vain, no matter if provided with a brand new camera or a perfectly working smartphone.  It may happen that four times out of four,  clouds appear just a few steps before you reach the longed for destination.

Cold and sweaty, you only have to eat your sandwiches in a rush and take shelter inside Marinelli hut, looking at the foggy clouds covering everything outside.

Once you have descended to the valley floor where you parked your car and maybe a thunderstorm has accompanied you all the track back long, you may decide not to give up and stubbornly plain another excursion to Marinelli refuge, who knows when and with what outcome.

Perhaps, it’s only a matter of unfavorable air flows, but they should put a sign at Marinelli refuge, which says, “You didn’t win. Better luck next time”.

 

 

Quattro passi nel verde del bosco Fontana

Bosco Fontana (Marmirolo, Mantova)

Bosco Fontana (Marmirolo, Mantova)

Trascorsi da molto tempo i fasti dei Gonzaga, resta ai posteri un’oasi di verde a 5 km da Mantova, la loro città.

Per sfatare la monotonia di un paesaggio piatto, nell’ex tenuta di caccia dei Gonzaga si apre il bosco Fontana che si estende per quasi 2,5 kmq. Grandi alberi ombrosi e canali dove scorrono acque fresche offrono la soluzione naturale all’opprimente calura della pianura, dove di solito non arrivano i venti.

Palazzina Gonzaga

Palazzina Gonzaga

Testimonianza di un antico passato che faceva della Pianura Padana un’enorme distesa boscosa, eredità dell’epoca post-glaciale, il bosco Fontana ospita nel centro la palazzina Gonzaga, meta un tempo di frequentazioni altolocate.

Il verde in Italia avanza, inteso come territorio che spontaneamente o con l’aiuto umano si riappropria del suo spazio. Da decenni la superficie occupata da boschi e foreste aumenta ogni anno del 0,6%  e questa è senz’altro una notizia positiva se non va a pari passo con l’abbandono selvaggio e l’incuria delle zone verdi d’Italia.

Anche nel verde di questa parte della Lombardia dove il fiume Mincio crea paesaggi agresti e lacustri da esplorare a piedi o in battello, la bicicletta resta pur sempre un ottimo mezzo di trasporto, sebbene non sia possibile usarla all’interno del  bosco Fontana. In ogni caso, la zona boscosa merita certo di essere visitata, perchè è rimasta quasi al suo stato naturale, senza asettici viali cosparsi di ciottoli bianchi o cespugli bellamente rifiniti dal tagliasiepe.

Del resto, quale altro territorio comodamente pianeggiante potrebbe prestarsi per una facile escursione a piedi o sul sellino di una bici?

 

A walk in the green of Fontana Forest

Gonzaga family’s grandeur has passed for quite a long time, but a green oasis still remains for the posterity only about 5 kms from Mantua, the city where the dinasty had its main residence.

To break up the monotony of a flat landscape, Fontana Forest extends for nearly 2,5 sq km covering the former Gonzaga hunting ground.

Big shade trees and fresh water canals offer a natural solution to the oppressive heat of the plain, where the winds usually do not blow.

In the centre of Fontana Forest, which is an evidence of ancient times when the Po Valley was a huge forested land developed after the post-glacial period, the Gonzaga hunting residence still reminds of its  high-ranking guests.

In Italy, green areas are increasing. Statistics say that in the last few decades woods and forests have gained 0,6% surface each year. No doubt, this is a very good news, if it is not related to abandoning and neglicence.

Also in the green of this part of Lombardy where the Mincio river shapes rural and lake-like landscapes to be visited on foot or by boat, a bicycle is a suitable means of transportation, though it is forbidden to ride it in the Fontana Forest.

Anyway, the large wooded area is worth visiting owing to its almost original natural conditions. Neither artificial paths covered with white pebbles nor  decorative bushes beautifully cut with hedge trimmers mark the Fontana Forest.

After all, which other flat land, could be more appropriate  for an easy  walk or a comfortable bike ride?