Milano – Dalle cascine ai graffiti (10)

Milano, un parco in cascina

Milano, un parco in cascina

Volenti o nolenti, i rivoluzionari, i cittadini e i borghesi che volevano scacciare gli occupanti austriaci da Milano e dalla Lombardia, dovettero per forza di cose appoggiarsi ad un altro esercito. Nella fattispecie, a quello sabaudo del confinante regno di Sardegna che attraverso fasi alterne in cui le promesse di un appoggio sabaudo alla causa risorgimentale di liberarsi degli austriaci fecero seguito a repentine ritirate e patti segreti con gli stessi austriaci, alla fine Milano venne a far parte del Regno di Sardegna. Il passo fu breve nell’appartenere poi al Regno d’Italia dal 1861. Così, Milano inizia il suo cammino verso l’epoca moderna.

Ci penserà la rivoluzione industriale a trasformare sistematicamente l’assetto rurale che aveva sempre costituito un rilevante aspetto della vita cittadina. Milano si ingrandirà a vista d’occhio, inglobando a partire dagli anni ’60 del 20° secolo  i vicini borghi divenuti ormai un tutt’uno, formando la grande metropoli. Tra periodi alterni si passerà  dagli 80.000/100.000 abitanti della fine ‘300 ai 150.000 del periodo spagnolo per arrivare all’attuale metropoli di 1.300.000 abitanti con un flusso giornaliero di circa 900.000 pendolari.

Milano, evoluzione urbana

Milano, evoluzione urbana

Delle cascine di un tempo resta ben poco oggi in città. Demolite per costruire palazzi e strade, restano solo pochi esemplari che indomiti sopravvivono con qualche campo intorno. In realtà, non sarebbero così poche, considerando che sono centinaia quelle dislocate ai limiti del perimetro cittadino o appena al di là, nei comuni vicini, ormai divenuti un unico con la città di Milano. Di queste centinaia, 58 sono proprietà del comune di Milano che intendeva recuperarle dal degrado a partire dal 2013, in vista soprattutto dell’Expo 2015.

Nel progetto, purtroppo non realizzatosi, le cascine avrebbero riacquistato il loro primario ruolo di ospitalità, attività agricola e  soluzione abitativa. Per questi antichi cascinali si prevedeva un futuro che li avrebbe riconvertiti in bed & breakfast e ostelli di cui Milano ha urgente necessità, attività agricole che sarebbero state svolte nei terreni immediatamente circostanti con vendita di prodotti e, infine, l’utilizzo per la collettività degli spazi risanati. Se il progetto si fosse concretizzato, forse le ultime cascine in città sarebbero state salvate per sempre dalle mire di  avidi pretendenti, ansiosi di lucrare con colate di cemento e vetro, anziché pensare ad un recupero urbanistico.

Quartiere Chiesa Rossa: recupero urbanistico di un ex complesso agricolo

Quartiere Chiesa Rossa: recupero urbanistico di un ex complesso agricolo

A volte capita  che il Miracolo a Milano accada veramente e invece di avanzare con le ruspe, si studiano i modi per riportare alla luce, in chiave moderna, quella dimensione agricola. Dove un tempo razzolavano le galline, oggi ci sono giardini, panchine, servizi di pubblica utilità fruibili da tutti, come ad esempio una biblioteca. Piccole oasi di verde e tranquillità, dove i rumori del traffico arrivano un po’ ovattati e si sente solo lo sferragliare della metropolitana  che scorre al di sotto. Poche fermate e si è in pieno centro.

Questo, probabilmente, non l’avrebbe immaginato nemmeno Leonardo. Vie dove i passanti delle varie etnie mischiano gli accenti, le lingue e i colori di tutti i paesi del mondo confermando che, alla fine, Milano è sempre stata un melting pot, un crogiolo di persone provenienti da luoghi diversi, dai Celti al Barbarossa, dagli spagnoli agli austriaci e ai francesi, seppur con conseguenze diverse. Alla fine, è la latitudine che cambia e anche questo, Leonardo, non avrebbe potuto certo immaginarselo.

Intanto, la grande periferia è lasciata spesso a sonnecchiare e, tranne pochi casi fortunati, i quartieri periferici scivolano in una dimensione sopita, dove qualcuno ogni tanto cerca di ravvivare il grigiore con una bomboletta spray e libera la sua creatività sui muri.

Graffiti urbani

Graffiti urbani

Una specie di moderna “grida” che invece di promulgare una legge vuole urlare al mondo “io ci sono” contro l’anonimato, l’andirivieni affrettato e distratto dei passanti.

Immaginiamola per un attimo, l’altra Milano: pareti lasciate a disposizione degli artisti di strada e dei graffitari …. un po’ come succede nelle vie dei murales a Belfast, piste ciclabili in ogni punto possibile della città …. un po’ come succede a Vienna,  navigli riportati alla luce e percorsi da piccoli battelli ….. un po’ come succede a Bruges, vecchi cascinali salvati dal degrado e riportati al loro stato originale, un po’ come avrebbe voluto realizzare, oltre al comune, anche l’associazione 100 Cascine che promuove la conservazione  e l’utilizzo degli edifici rurali lombardi.

Scorcio invernale a 4 km dal centro

Scorcio invernale a 4 km dal centro

Una città utopistica, forse, ma certamente un’idea da inseguire.

Cosi, finisce, questo percorso in 10 puntate, come sta finendo questo anno e mentre il gelo si impossessa dei campi e dei giardini, si sogna già il tiepido sole primaverile  e i primi germogli, perchè anche a Milano, in primavera, fioriscono le magnolie.

Fine

Magnolie a Milano

Magnolie a Milano

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