Milano: Quartiere Isola – Porta Nuova – Porta Garibaldi

In una città abituata da sempre a costruire, demolire e ricostruire, non è una novità vedere accanto al nuovo, l’antico.

Alte pareti di vetro e acciaio sembrano quasi schiacciare i bassi edifici a ringhiera nell’inconfondibile colore giallo Milano, con i tetti di tegole rosse. Sopravvivono imperterriti, nonostante tutto.

Quartiere Isola, Porta Nuova, Garibaldi

Quale altra zona, in città, può offrire uno spaccato tanto contrastante se non quella tra Porta Garibaldi, Porta Nuova e il quartiere Isola?  Vi si arriva comodamente con la metropolitana, fermata Garibaldi, e si può camminare in una vasta zona pedonale che offre diverse cose interessanti da vedere.

Piazza Gae Aulenti

Naturalmente, i nuovi grattacieli futuristici sono i primi ad attirare l’attenzione. Segue Piazza Gae Aulenti, con l’installazione di 23 tubi in alluminio color oro che rappresentano una sorta di lunghe trombe, progettate per mettere in comunicazione la superficie con i piani sottostanti.

Fontane rotonde rasoterra sembrano voler ricordare la ricchezza di acque sorgive su cui è sorta la città.

Piante aromatiche al nuovo quartiere Isola

Due torri residenziali, con esclusive soluzioni abitative, sono i boschi verticali della città. Aree verdi private che si sviluppano in altezza, mentre al di sotto cresce, piantata di recente, una variegata vegetazione.  Alberi, piante da bulbo, aromatiche e cespugli su un’area di circa 100.000 mq costituiscono, infatti, il progetto della Biblioteca degli Alberi.

Isola skyline

Sembra impossibile pensare, ora, che  gran parte di quella superficie tutta vetro, alluminio, design e relax fosse occupata, in un tempo non troppo lontano, da terreno non asfaltato che ospitava un grande luna park e i circhi che arrivavano in città.

Eppure, è così. Guardandosi intorno, con gli alti grattacieli sullo sfondo, ci si chiede fino a quando riusciranno a sopravvivere, quelle vecchie case a ringhiera lì accanto.

 

Milan – Isola district, Porta Nuova, Porta Garibaldi

In a city accustomed to building, demolishing and rebuilding, it’s not unusual to see the old next to the new.

High walls of glass and steel almost seem to crush the old  typical buildings, painted  in yellow Milan color, with red-tiled roofs. They survive determinedly, despite everything.

A few other places in the city can offer such a contrasting view like the area among Isola district, Porta Nuova and Porta Garibaldi. Once easily reached by subway from the stop Garibaldi, you can walk in a wide pedestrian area.

No doubt, the modern skycrapers  are the most eye catching elements. Then, take a look at Piazza Gae Aulenti, with the installation of 23 gold-colored aluminum tubes in the shape of long trumpets, designed to put the surface in communication with the floors below.

Round fountains close to the ground bring to mind the abundant spring waters on which Milan was built.

Two residential towers, with exclusive housing solutions, are the so-called vertical forests. But if such private green areas grow in height, different plants grow down below. Trees, bulb plants, aromatic plants and bushes, recently planted on an area of about 100,000 square meters are part of the project named  The Library of Trees.

It’s difficult to  imagine how most of the present innovative yet eco-friendly district once was a wide, unpaved area occupied by  a big fun fair and the circuses arriving in Milan.

Looking around, at the tall skyscrapers in the background, one wonders how long those old  houses with outside common balconies will survive, anyway.

18 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. cargotranslation
    Mar 10, 2019 @ 13:54:01

    Mi ricordo bene questi quartieri di Milano. Nei primi anni 90 ci passavo tutti i giorni per scuola e poi lavoro, ma adesso avrei difficoltà ad orientarmi con tutti questi palazzi.

    Rispondi

    • agendadiluz
      Mar 10, 2019 @ 22:05:41

      Io non ci passavo da tanto, essendo fuori dai miei soliti itinerari. Sicuramente, è molto di effetto, in attesa che crescano gli alberi appena piantati e il resto del verde.

      Rispondi

  2. Gianluca Brescia
    Giu 22, 2019 @ 19:36:25

    Uno dei tre più grandi progetti di riqualificazione urbana della città degli ultimi dieci anni! Da troppo tempo le aree Porta Nuova – Garibaldi e l’ex stazione ferroviaria delle Varesine erano diventate un vuoto urbano (circa 50 anni).

    Rispondi

    • agendadiluz
      Giu 24, 2019 @ 11:30:57

      Una vera e propria “isola” nella città… Altre zone attendono di essere recuperate. Speriamo…

      Rispondi

      • Gianluca Brescia
        Giu 24, 2019 @ 21:54:13

        Il Progetto di Porta Nuova è quasi al termine 😊 ed anche quello di City Life più della metà è stato completato. Due progetti secondo me molto importanti per la città sono la riqualificazione delle periferie (anche se non è un unico progetto, ma sono tanti piccoli progetti) e poi la rigenerazione degli scali merci ferroviari.

      • agendadiluz
        Giu 26, 2019 @ 13:50:04

        Bisognerebbe istituire un sondaggio tra i cittadini, tipo quello del FAI “I luoghi del cuore”, dove chi vuole segnala un edificio, una realtà qualsiasi caduta in degrado, da recuperare e possibilmente riconvertire per un utilizzo pubblico (concerti, convegni, mostre ecc.). Io, già ne avrei uno da segnalare. E’ una vecchia caserma dei carabinieri, dismessa e abbandonata. Credo sia proprietà di una grande fabbrica, in parte ancora attiva. E’ in stile primi ‘900 e all’interno c’è una scalinata che porta al piano superiore. E’ semplice, ma molto caratteristica dell’architettura di quel periodo. Metto la foto sul mio blog, nella home page.

      • Gianluca Brescia
        Giu 26, 2019 @ 17:18:03

        Si potrebbe fare un processo del genere magari suddiviso in base alle zone della città e con modalità di partecipazione come quella che c’è ora nel sito del Comune per le osservazioni al Piano di Governo del Territorio (PGT) 2030. In quale zona si trova la caserma dei Carabinieri?

      • agendadiluz
        Giu 27, 2019 @ 15:13:23

        Gratosoglio, annesso allo stabilimento Cederna. Forse, è proprietà loro. Inoltre, c’è un altro edificio molto antico, basso, in mattoni rossi e finestrelle a forma di croce, sempre all’interno del loro complesso e sempre abbandonato. La zona era un tempo (circa 1200) interessata dalla presenza di frati Vallombrosani che l’hanno bonificata e resa produttiva. E’ una zona ricca di storia antica. Un’altra cosa che manca a Milano, dove ogni angolo ha una sua storia, sono totem in diverse lingue che la raccontano. Certo, ci sarebbe il problema del vandalismo che potrebbe rendere vano l’investimento…

      • Gianluca Brescia
        Giu 28, 2019 @ 22:57:04

        E’ un peccato che questi edifici rimangano abbandonati. Secondo me sarebbero da segnalarli al Consiglio di Zona per poter magari non creare situazioni di Degrado. Vicino dove abito io ci sono diversi luoghi abbandonati, tra cui anche una Chiesa molto antica! Secondo me se viene fatta una corretta riqualificazione urbana anche dell’area circostante all’edificio, forse non dovrebbero esserci problemi di vandalismo.

      • agendadiluz
        Giu 29, 2019 @ 21:28:15

        In realtà, sarebbe tutto il contesto intorno che meriterebbe di essere segnalato al CDZ. C’è, infatti, vicino alla ex-caserma un asilo sbarrato e abbandonato intitolato alla regina Margherita di Savoia. Poi, c’è un palazzo in stile anni’30 quasi del tutto disabitato, vetri rotti e aspetto davvero sconfortante. Forse, i proprietari della Cederna avevano costruito gli alloggi e l’asilo per i dipendenti vicino alla casa padronale (ex caserma). Probabilmente, questi 3 edifici rappresentano un’eredità troppo onerosa per gli attuali proprietari.Io me lo spiego così tutto questo abbandono. Se non interviene un aiuto esterno, credo che rischiano la demolizione . Eppure, il loro recupero, mantenendo la forma originale, sarebbe un bel colpo d’occhio in mezzo ai palazzoni del quartiere. Ma credo sia tutta proprietà privata e, quindi, molto difficile da valorizzare. Ti segnalo un pezzo che ho scritto tempo fa sull’argomento dell’abbandono di certi luoghi. https://agendadiluz.wordpress.com/2019/02/09/tesori-ditalia-dimenticati-villa-becker/
        Il rischio di vandalismo l’avevo ipotizzato per eventuali totem. Ma in realtà basterebbero solo dei cartelli fatti bene che illustrino la storia, gli aneddoti, le curiosità ecc. di ogni angolo della città che merita attenzione. Forse, servirebbero a rendere meno anonima l’atmosfera “mordi e fuggi” cittadina. Chi viene da fuori pensa che Milano sia solo un gran casino, traffico, confusione, gente nervosa… sia che arrivino alla Centrale o dalla tangenziale. E che dire poi dei balconi senza fiori che invece abbondano in altre grandi città europee? Un dettaglio da poco, forse, ma che si nota un po’ ovunque, dal centro ai navigli…

      • Gianluca Brescia
        Lug 02, 2019 @ 15:38:05

        Allora non è solo un unico punto abbandonato 😐 peccato per il palazzo degli anni ’30.
        (Anch’io due anni fa ho fatto una ricerca sull’abbandono ma non su Milano: https://gianlucabresciablog.wordpress.com/2017/05/21/luoghi-abbandonati-gorgonzola/)
        Se i proprietari attuali non riescono a valorizzare il bene, si arriverà alla cessione al Comune. Secondo me per evitare vandalismi, la proprietà dell’edificio dovrebbe passare se non al Comune ma almeno alle Associazioni del Terzo Settore. Putroppo Milano agli occhi dei turisti incoming viene vista come una città trafficata e con nebbia, ma non è così! I balconi con fiori si vedono ai Navigli 😁🌺 però oggi è molto raro, soprattutto in quartieri dove ci sono abitazioni di proprietà dell’ALER o di MM. 

      • agendadiluz
        Lug 03, 2019 @ 13:51:34

        Si, l’ho visto. E’ molto interessante e l’ho condiviso su FB. Io ho fatto alcune foto del contesto Cederna.Le trovi sempre qui

        https://agendadiluz.wordpress.com/2019/06/26/milano-luoghi-abbandonati/

        Inoltre, passava di là un signore che mi ha raccontato che gli eredi, una volta morto il mega-proprietario, non sono riusciti ad accordarsi tra di loro. Così il contesto, che occupa una superficie imponente di cui solo una parte ancora attiva, sta andando in rovina. Hanno aperto un nuovo stabilimento anni fa in provincia di Varese. Forse, aspettano di dismettere completamente questo vecchio, che ospitava fino a qualche tempo fa l’ex caserma dei carabinieri, e vendere tutto a qualche costruttore che ne potrebbe ricavare un quartiere, fregandosene di conservare queste testimonianze risalenti verosimilmente agli anni 30, quando molta gente del posto ci lavorava. Confermo che all’interno della proprietà privata c’è un edificio molto antico, dalla forma di un’antica pieve, basso, di mattoni rossi e con finestrelle a croce. Potrebbe risalire addirittura al 1400/1500 o anche prima. Se fosse così potrebbe essere vincolato come bene storico e avrebbe un suo senso, visto che a pochi metri c’è quel che rimane di un ex convento di frati che intorno al 1200 si sono stanziati là vicino, fondando una comunità molto produttiva, perfino con mulini per la concia delle pelli, per la fabbricazione di pergamena. oltre a promuovere le attività agricole. Di sicuro, lo segnalo al CDZ.

      • Gianluca Brescia
        Lug 06, 2019 @ 00:15:05

        Grazie mille per aver condiviso il mio articolo su Facebook, molto gentile!
        Ho visto l’articolo sui luoghi abbandonati del 26 giugno: dalle foto si capisce che il posto sembra molto interessante, è un peccato che si trovi in questa condizione 😯
        Secondo me la proprietà doveva essere ceduta prima della morte dei proprietari. Anche gli edifici storici presenti nelle vicinanze sarebbe un peccato se andassero persi!

      • agendadiluz
        Lug 08, 2019 @ 18:36:45

        Ho inviato mail con foto al presidente del Municipio 5, dove è ubicato il contesto. Altri riferimenti, non se ne trovano. Vedremo con quale risultato…

  3. Gianluca Brescia
    Lug 09, 2019 @ 10:12:46

    Speriamo che il Municipio consideri la questione

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