Vicessitudini di una crema fresca di prugne e albicocche

La mattinata estiva si era preannunciata molto presto e alleggerita da un’insolita, gradevole brezza metropolitana. Aprendo il frigorifero per preparare la colazione, una domanda è sorta spontanea. Come consumare in tempo breve le più mature fra le abbondanti prugne e albicocche acquistate di recente?

Dapprima è balenata l’idea di una torta con copertura morbida di frutta. Così, fra 3 kg abbondanti di frutti, sono state scelte 4 belle albicocche con un peso totale di circa 120 gr e diverse prugne, circa 400 gr. Dopo averle lavate, sbucciate e private dei noccioli, sono diventate una purea non molto densa.

Messa sul fuoco basso per circa 30 minuti, la purea continuava a non addensarsi, ma il sapore diventava sempre più interessante, anche se più asprigno dei frutti freschi. Chissà come mai, alcuni tipi di frutta piuttosto dolce diventano più aspri con la cottura?

Purea di prugne e albicocche

Purea di prugne e albicocche

Passando oltre a questa seconda domanda, è stato aggiunto il succo di mezzo limone (di Sorrento) e il sapore si è fatto sempre più interessante, fresco ed estivo.

Alla terza domanda, vale a dire, che cosa si potrebbe fare con questa specie di succo naturale di frutta che di per sè non era da buttare via, è seguito un temporaneo parcheggio in frigorifero.

Qualche ora più tardi, dopo aver scartato l’ipotesi di utilizzare la colla di pesce o fogli di gelatina per addensare la purea di frutta, sono stati acquistati 250 gr di ricotta.

Opzione un po’ più salutare rispetto agli ingredienti  e alle diciture delle varie confezioni contenenti la cosiddetta colla di pesce. Almeno, un tempo era solo il pesce a fornirla. Oggi, per onestà e coerenza dovrebbe essere definita “colla suina o bovina”, considerando che sono i resti (ossa, cotenna e cartilagini varie) di questi ultimi animali a fornirla.

Pur facendo parte di un’alimentazione relativamente onnivora, la composta di frutta che riposava al fresco nel frigorifero non si abbinava di sicuro al prodotto appena descritto.

Per non parlare poi degli altri ingredienti contenuti nei vari addensanti presenti sullo scaffale del supermercato, quali dolcificanti di vario tipo e altre schifezze chimiche a josa che ormai appartengono a un vocabolario alieno per chi ha deciso di cibarsi in modo più consapevole.

crema 3

Crema fresca di prugne, albicocche e ricotta

Per mancanza di tempo, dovuta in parte anche all’esaustiva lettura delle etichette e degli ingredienti e la poca dimestichezza sull’argomento “addensanti” che però ha rivelato che una delle alternative naturali alla presunta colla di pesce, l’agar agar deriva dalle alghe e quindi è sconsigliata a chi soffre di ipertiroidismo, è stata quindi aggiunta la ricotta alla purea.

Passata al mixer, la consistenza della purea restava sempre troppo liquida per farcire l’idea iniziale di torta, ma inaspettatamente si è trasformata in una crema delicatamente asprigna, al gusto di yogurt.

Messa nel freezer per circa 30 minuti, si può servire a fine pasto come dessert e al posto della frutta o perchè no? Anche in sostituzione del sorbetto.

Volendo, la si può guarnire con mandorle tostate al forno, preferibilmente non pelate.

Infiniti abbinamenti sono ovviamente possibili con questo procedimento, a seconda dei gusti personali e della frutta di stagione disponibile.

 

 

 

 

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