Sable island, l’isola che c’è

Sable Island (Nova Scotia)

Sable Island (Nova Scotia)

Chi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di far fagotto e scappare su un’isola lontana, unica, bella e selvaggia, dove poter vivere allo stato brado – almeno per un po’?

Immaginando una meta, la scelta della destinazione potrebbe cadere su Sable Island.

Una delle poche case a Sable Island

Una delle poche case a Sable Island

Su questa piccola isola nell’Oceano Atlantico, al largo della Nuova Scotia, in Canada la natura è davvero selvaggia, ma ovviamente non ci sono palme né scenari esotici.  La vita è dura su questo lembo di terra, lungo 42 km  e largo solo 1,5 km, battuto dai forti venti e circondato da fondali bassi, dove nei secoli passati si contavano numerosi naufragi.

Allora, perché scegliere proprio Sable Island?  Forse, solo per assaporare il silenzio, rotto unicamente dal vento e dai nitriti dei cavalli, gli autentici abitanti dell’isola. Si, perché di esseri umani ce ne sono ben pochi, circa 6 per l’esattezza e vi soggiornano per lo più a scopo scientifico e di ricerca. A Sable Island è vietato il campeggio, accendere fuochi e portare animali. L’unica possibilità di alloggio si trova presso la stazione metereologica dell’isola.

Al contrario dei pochi abitanti umani, i cavalli che  vi scorrazzano allo stato brado sono tanti, circa 400.

Cavalli a Sable Island, Nuova Scotia

Cavalli a Sable Island, Nuova Scotia

Dal 1960 sono protetti e per nessun motivo si interferisce nelle loro vicissitudini che, in realtà, non sono così idilliache come si potrebbe pensare. Possono cibarsi solo dell’erba che cresce spontaneamente e non hanno alcun riparo, considerando che su Sable Island non ci sono alberi. Vivono selvaggi, quasi ignari dell’esistenza degli uomini, se non fosse per i turisti, qualche fotografo e scienziato. Nascono, si nutrono, crescono, corrono liberi, si ammalano e terminano la loro esistenza nel modo più naturale possibile.

Ma come ci sono finiti sull’isola? Esattamente non si sa, ma è probabile che ci siano arrivati a seguito di uno dei tanti naufragi o portati dai coltivatori che si erano stanziati sull’isola nei secoli passati, lasciandoli lì dopo essersene andati.

Oggi, c’è perfino chi propone il loro allontanamento, perché l’ecosistema dell’isola sta risentendo negativamente della loro presenza.  Anche se le dispute sul come gestire Sable Island e i suoi abitanti a quattro zampe continuano, ci sarà sempre qualcuno che fantasticherà di viverci.

Magari, mentre i clacson suonano nervosi, le sirene urlano per farsi strada e i vicini gridano o improvvisano note strazianti di sax con le finestre aperte, basterà chiudere gli occhi e fare come Peter Pan. Prendere il volo e atterrare magicamente nel silenzio di Sable Island, seguendo il consiglio del ragazzino svolazzante, secondo il quale “solo chi sogna può volare”.

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