Boschi e panni del Casentino

Casentino, tra Toscana e Romagna

Casentino, tra Toscana e Romagna

Una grande oasi di foreste secolari che ricopre i dolci crinali tra  Toscana ed Emilia Romagna caratterizza la parte più settentrionale del Casentino, terra di paesaggi bucolici e storia millenaria, dove  più d’uno sono stati i registi e gli scrittori che hanno tratto ispirazione per le loro opere, primo tra tutti Dante Alighieri. Per molto tempo classificata come la Toscana nascosta, definirla ancora tale oggi sembra quasi un segreto di Pulcinella.

Eremo francescano La Verna

Eremo francescano La Verna

Resta il fatto che percorrendo la strada statale 71 che collega Arezzo all’alta valle dell’Arno, dove nasce l’omonimo fiume, ci si immerge via via nell’essenza stessa della Toscana. Arte, misticismo, ottima cucina e natura incontaminata si mischiano in una miscela di aspetti e atmosfere che riportano ad una dimensione fuori dal tempo. Se a Sansepolcro Piero Della Francesca ha lasciato la sua testimonianza e le opere più famose dei  Della Robbia sono custodite nell’eremo francescano di La Verna, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi rappresenta quanto di più incontaminato possa offrire la provincia di Arezzo e l’intera Toscana.

Boschi del Casentino

Boschi del Casentino

Quasi 700 km di itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo caratterizzano il territorio tra il Monte Falterona e il passo dei Mandrioli. Un territorio dalla grande valenza storica e culturale che nel Medioevo rappresentava la via naturale di collegamento tra le Alpi centrali e l’Italia, attraversando gli Appennini lungo l’antica via Romea che al Passo Serra sanciva l’ingresso nell’odierno Casentino.

L.B.M.1911 in Panno Casentino

L.B.M.1911 in Panno Casentino

Se inoltrandosi nei fitti boschi del Casentino non può mancare la rievocazione della presenza francescana, già percepibile nell’eremo di La Verna, è sempre il 1300 a rivivere nel famoso Panno Casentino. Da rustico panno di lana, prodotto originariamente nel colore grigio-marrone ed utilizzato da frati, mercanti e pastori, fu successivamente tinto di arancio e verde, diventando il pregiato tessuto  per  le creazioni degli stilisti. Esportato in tutto il mondo per la ricercatezza della sua  lavorazione “a ricciolo” rappresenta un made-in-Italy del tutto particolare, impossibile da imitare.  

 

Woods and cloths of Casentino

A wide green oasis of old-growth forests covering the soft slopes between Tuscany and Emilia Romagna regions features the  northern part of Casentino, a land of bucolic landscapes and ancient heritage. Several movie directors and writers, Dante Alighieri being the first of them, were inspired by the impressive rural nature of the so-called “hidden Tuscany”, whose seclusion is no secret any longer of course.

“ It’s one of  Pulcinella secrets” the Italians would say, to define an open secret that the Naples gossipy mask would spread around.  Anyway, driving along State Road 71 from Arezzo to the deepest north of Arno Valley, where the namesake river source is located, a full immersion into the real essence of Tuscany can’t be helped. Arts, mysticism, excellent cooking and uncontaminated nature mix together, offering manifold aspects in an unreal time dimension.

If painter Piero Della Francesca left his masterpieces at Sansepolcro and Della Robbia family’s glazed terracottas are jealously kept in La Verna Franciscan sanctuary, the National Park of Casentino forests represents a most precious natural beauty, not only of Arezzo province, but of all Tuscany, as well.

A wide network of 700 km itineraries to be discovered on foot, by MTB or on horseback extends between Mount Falterona and Mandrioli Pass. It is a territory permeated with great historic and cultural heritage. In the Middle Ages, it was a natural passage from Europe and the Central Alps to Italy, across the  Apennines  and along the ancient Romea Road that entered actual Casentino at Serra Pass.

Walking through the thick Casentino forests it seems that Franciscan memories relive, even if already detectable in La Verna monastery, where Saint Francis  of Assisi used to go on spiritual retreat in 1300. Friars already dressed in sackcloth, made of a local woolen fabric. The original brownish grey cloth produced in Casentino was used not only by friars, but shepherds and merchants, too.

Over the centuries, Casentino cloth was dyed in orange and green, until in more recent times it became a renowned material for coats and jackets manufacture. From humble origin to high-quality fabric, especially appreciated by stylists, who  has made it worldwide famous , Casentino cloth and its typical curled texture represents a unique, real made-in-Italy tradition, very unlikely to be imitated.

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