Milano – Da Teodolinda pacifista al Barbarossa furioso (4)

Arrivano i barbari

Nel 400 Milano inizia ad essere assediata e  saccheggiata dalle popolazioni provenienti dall’Europa centrale e orientale. Questo periodo durò circa 2 secoli e causò la disfatta dell’Impero Romano d’Occidente  con il trasferimento della capitale  da Milano a Ravenna. Calarono su Milano i Visigoti con re Alarico nel 402, gli Unni con Attila nel 452, gli Eruli con Odoacre nel 476, i Goti con Teodorico  nel 493, nuovamente i Goti nel  539  e infine i Longobardi nel 569 con re Alboino.

La regina Teodolinda

Questi furono i precedenti che portarono all’affermarsi della dominazione longobarda, dimostrando che le invasioni barbariche, inizialmente mosse dalla spinta saccheggiatrice e belligerante, si erano trasformate in migrazioni di popoli  ormai divenuti stanziali. Durante il regno della regina longobarda Teodolinda, Milano inizia lentamente ad uscire dagli anni bui degli assedi  e delle scorrerie barbariche. I primi segnali di rinascita trovarono una Milano impoverita e all’ombra della vicina Pavia, allora capitale del regno longobardo.

La Mediolanum di allora era una città allo sbando, priva di un ceto aristocratico e religioso che la governasse, fuggito dall’incalzare degli invasori. Con Teodolinda  la città ritorna al suo ruolo di capitale e la vicina Monza viene utilizzata come residenza estiva della corte. Teodolinda rappresentò una figura carismatica femminile del tempo, molto amata dal popolo e politicamente influente,  animata da fervente cattolicesimo ed intenti pacifisti.

Al periodo longobardo pose fine l’arrivo di Franchi  nel 774 guidati da Carlo Magno  che ebbe come conseguenza l’affermarsi del feudalesimo, durante il quale Milano fu uno dei feudi più importanti.  Era un feudo amministrato in gran parte  dal ceto ecclesiastico che trova il suo maggiore funzionario nella figura del vescovo, subordinato all’imperatore.

Vita di corte

Con la seguente trasformazione e diffusione dei Comuni, a Milano prende forma il ceto gentilizio contrapposto a quello militare. L’esigenza dei Comuni di rendesi indipendenti dal potere centrale  rappresentato dall’imperatore scatenò la furia di Federico Barbarossa, reggente del ducato di Svevia nato dalla frammentazione del precedente Impero dei Franchi.

Basilica di S.Eustorgio

Milano rappresentava per il Barbarossa il massimo esempio da punire e nel 1162 perpetrò il suo obiettivo mettendo a ferro e fuoco l’intera città, sostenuto nelle sue imprese dalle vicine città rivali  Lodi, Pavia, Cremona e Como. Durante i saccheggi a Milano, il Barbarossa si portò via le reliquie dei Re Magi  destinandole alla città di Colonia. Solo una parte di esse fece ritorno molto più tardi, nel 1906,  alla basilica di  S.Eustorgio dove furono trafugate. Questo fu il bottino più famoso che il vendicativo Federico sottrasse alla Basilica di S.Eustorgio situata all’inizio di  Corso di Porta Ticinese. La storica chiesa sorge oggi  all’interno di una zona a traffico limitato e frequentata dalla movida milanese, posta accanto a una grande arteria trafficata che attraversa questa parte di città a pochi minuti da Piazza Duomo.

Ai tempi,  la basilica si trovava fuori dalle mura cittadine e fu fondata verosimilmente nel 4° secolo dal vescovo Eustorgio  proprio con l’intento di custodire le famose reliquie. Tracce paleocristiane dl 6° secolo si trovano tuttora sotto l’abside.

Federico Barbarossa

La vendetta del Barbarossa e delle sue fazioni fu feroce e perpetrata casa per casa, fece spargere il sale sui terreni dove erano state rase al suolo le case affinchè non potesse crescere più nulla,  venne imposto ai milanesi di abbandonare la città e, non soddisfatto, iniziò ad utilizzare il giorno dell’annientamento di Milano il 1° marzo 1162, come  data iniziale di una nuova epoca.

La furia del Barbarossa fece nascere un conseguente movimento di ribellione nei Lombardi che si unirono in una coalizione sotto il nome di Lega Lombarda  a cui aderirono anche le ex città rivali di Cremona  e Lodi,  oltre alla stessa Milano, Brescia, Bergamo,Mantova, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia e Ferrara. Fatidica fu la sconfitta inferta al Barbarossa nel 1176 a Legnano, con le truppe in difesa dei Comuni e del Papato incitati dalla presenza del Carroccio, un grande carro con le ruote cerchiate di ferro e trascinato da 6 buoi bianchi  con il vessillo del Comune e una campanella che incitava all’azione.

Il Carroccio

Sette anni dopo, nel 1183, la Pace di Costanza sancì un  nuovo ordinamento  grazie al quale i Comuni  ebbero più autonomia e ne risultò una nuova figura politica e amministrativa: il Podestà. Della distruzione e dei saccheggi perpetrati a Milano dal Barbarossa, morto nel 1190 durante una crociata, non sopravvive ovviamente alcuna testimonianza concreta  e tangibile, nessun luogo specifico della città a cui fare riferimento, tanto fu  capillare. Restano solo le cronache a raccontarli.          Continua ……….


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