Milano – Belloveso e Piazza Mercanti (2)

Celti

Era il 6° sec. A. C. quando il celtico Belloveso discese nell’odierna Pianura Padana, trovandovi un’altra popolazione già insediata, gli Insubri che vivevano in villaggi sparsi. Belloveso decise allora di fondare una città affinchè la sua gente, in cerca di nuovi territori, potesse risiedervi. Gli apparve una scrofa, per metà ricoperta di lana, o meglio “mediamente lanuta” si potrebbe dire, ad indicare il luogo della futura “Mediolanum”. Questo racconta la leggenda, ma sarebbe riduttivo pensare che prima dei Celti, Milano fosse solo un insieme di capanne. La città, raccontano le cronache del tempo, era già agli albori riconosciuta come “capitale dell’Insubria”, posta tra le vicine terre etrusche e l’attuale Canton Ticino. Quando arrivò Belloveso, erano già presenti le prime opere di canalizzazione delle abbondanti acque che offriva il terreno, forse realizzate con l’aiuto degli stessi Etruschi. Non è da escludere che il primo insediamento si fosse creato proprio accanto a un fiume, perchè nei tempi antichi questa era la prassi.

Quel luogo, se non fosse stato per il significato mistico della scrofa, sarebbe apparso a Belloveso come un qualsiasi acquitrino, né più né meno come altre zone paludose lasciate incolte che si possono ancora incontrare nella pianura.

Acquitrino in Val Padana

Il rilievo di una scrofa semilanuta fu ritrovato nel 1223 nell’attuale Piazza Mercanti, a due passi dal Duomo e oggi combatte contro le polvere sottili e altre particelle inquinanti per poter  sopravvivere in ricordo di Belloveso in cima  alla seconda arcata del Palazzo della Ragione, in Piazza Mercanti.

La scrofa semilanuta ritrovata nel 1223

Una piazza  che dal 1200 al 1800 rappresentò il centro economico, commerciale e amministrativo della città, chiamata un tempo Broletto nuovo, da “brolo” che indicava la zona vicina ad una chiesa e “nuovo” per distinguerlo dal vecchio Broletto, situato accanto all’Arcivescovado, su un lato di Piazza Duomo.

La creazione dell’attuale Piazza Mercanti, anticamente più ampia e porticata, testimonia l’avanzare del ceto medio del tempo costituito da mercanti, artigiani e produttori. Allo stesso tempo nasceva l’esigenza di regolare le cause civili e penali di una città che nel 13° secolo contava 100.000 abitanti, con una vita commerciale sempre più dinamica.

Piazza Mercanti

La lavorazione dei metalli e la produzione delle armi, tipiche nella Milano di allora, apprezzate in Italia e in Europa andavano sviluppandosi sempre di  più e in queste tradizioni sono da ritrovare le origini dei nomi di vie adiacenti Piazza Mercanti, come via Spadari, Via Orefici, Via Armorari e Via Speronari.

A dimostrazione del ruolo nevralgico della piazza nella Milano di un tempo, si affacciano alcuni edifici che hanno scritto pagine fondamentali nella storia della città:

Loggia degli Osii

Il Palazzo delle Scuole Palatine  e la Loggia degli Osii, provvista di un balconcino successivamente decorato con gli stemmi sforzeschi, da cui i magistrati annunciavano sentenze, editti e arringavano la folla. Al centro della piazza, oltre al pozzo seicentesco, era posta la pietra dei falliti, costituita da un blocco di pietra su cui i fraudolenti erano esposti alla pubblica vergogna. Diritto, matematica, medicina ed eloquenza venivano insegnati presso il Palazzo delle Scuole Palatine, una sorta di moderna “Università Bocconi”. Carlo Maria Maggi, insegnante di greco e latino, nonchè segretario del senato milanese e scrittore è immortalato in un suo busto all’interno del portico.

Palazzo della Ragione

Il Palazzo della Ragione, posto al centro della piazza era il luogo dove i giudici “rendevano ragione”  delle cause più disparate nella grande sala delle adunanze, lunga 50 mt e larga 18, posta sopra ai grandi archi. Ai lati del palazzo e sotto i portici si allineavano i banchi dei mercanti, dei notai e dei banchieri.

Il Palazzo dei Giureconsulti, costruito nel 1561 si presenta in stile completamente diverso e anche quì si insegnava diritto e magistratura.

Sulla piazza i rintocchi della campana di Napo Torriani originaria del 1272 annunciavano il rogo di un eretico o il coprifuoco.          Continua ……..

Palazzo dei Giureconsulti e la torre di Napo Torriani

Dai Celti ai grattacieli

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